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Mangiare i pistacchi previene il diabete? No, ma forse riduce i sintomi.

NEWS SALUTE: MANGIARE PISTACCHI PER PREVENIRE IL DIABETE DI TIPO 2
Fonte: Gaia News

Dalla notizia si evince che mangiare pistacchi fa bene perchè previene l'insorgenza del diabete.
Questo è un buon esempio di informazione distorta (un bias piuttosto naturale, visto che lo studio è stato promosso ed eseguito da un'associazione americana di produttori di pistacchi), che però si ridimensiona da sola con la citazione dell'esperto nutrizionista:
«In effetti – spiega Giorgio Donegani, presidente della Fondazione italiana per l’educazione alimentare -, la ricchezza di fibre unita alla particolare composizione dei grassi contenuti nel pistacchio, può da un lato aiutare la modulazione della glicemia postprandiale e dall’altro contribuire efficacemente a un miglior profilo dei lipidi ematici, funzionale alla protezione cardiovascolare»
La glicemia postprandiale è lo sbalzo degli zuccheri dopo il pasto, una variazione che viene normalmente regolata dalla naturale produzione di insulina.
In presenza di diabete, le cellule pancreatiche producono meno ormoni, così diversi rimedi sintomatici possono certamente aiutare soprattutto ad evitare gli sbalzi glicemici: dall'iniezione dell' insulina in difetto fino all'assunzione, nei casi leggeri, di rimedi della tradizione come i lupini secchi. Probabilmente i pistacchi hanno un effetto paragonabile a questi ultimi.

Tuttavia ci si renderà conto che le parole "prevenire" e "combattere l'insorgenza" sono del tutto fuori luogo, come spesso accade nella diffusa visione manicheistica delle cose, quando improvvisamente si porta alla ribalta delle cronache quello o quell'altro alimento miracoloso.
Nella fattispecie si tratta infatti di semplici rimedi sintomatici, che possono aiutare temporaneamente a regolare il livello degli zuccheri: non è invece verosimile che un alimento o una qualsiasi sostanza ingerita possa modificare la reazione di adattamento all'ambiente dell'organismo che, attivando una specifica area cerebrale, ha sensatamente ordinato la riduzione funzionale delle cellule beta di Langerhans.
Non dico che la notizia affermi ciò, tuttavia nella comunicazione di massa siamo spesso sul filo del rasoio, in un equilibrio molto instabile tra dati concreti e profittevole sensazionalismo.
Stiamo ora affrontando quell'illusione ottica, così frequente, che confonde la terapia sintomatica con quella causale.

La curva "umana" con recidive è quella in cui l'organismo
si trascina per un lungo periodo in fase attiva simpaticotonica,
con alcuni momenti di riparazione che però non hanno il tempo
di giungere alla fine del ciclo. (2° Legge Biologica)
EZIOLOGIA DEL DIABETE: 
In effetti, quello che viene chiamato "diabete" è un costante accumulo di recidive in cui l'organismo si trova a doversi opporre a qualcosa, incastrato in una situazione in cui è costretto a persistere, ma attraverso la quale non vorrebbe passare.
Il programma speciale limita la produzione di insulina per preparare i muscoli a una rapida fuga, alimentata dall' esplosivo livello di zuccheri nel sangue.
In natura, l'animale che si trovasse in una tale posizione di opposizione scatterebbe immediatamente per attaccare o scappare, con il risultato di consumare lo zucchero libero e svincolarsi dalla condizione conflittuale.
Nella specie umana accade spesso che l'individuo permanga a tempo indeterminato in una condizione di immobilità, innescando il conseguente innalzamento, progressivo e smisurato, della glicemia.
Gli animali selvatici sembrano farlo molto meno.

La fisiologia speciale delle cellule pancreatiche, che regolano il rilascio degli ormoni insulina e glucagone, è condotta dalla corteccia cerebrale con il preciso intento biologico sopra esposto: purtroppo l'alimentazione non può avere alcuna influenza nel produrre un cambiamento di strategia per la sopravvivenza dell'organismo, né tanto meno nel "prevenire" condizioni ambientali alle quali sentirà di doversi opporre.
Interventi di tipo nutrizionale possono essere invece efficaci a tamponare i momentanei sbalzi glicemici, esattamente come una caramella può aiutare a sostenere una improvvisa crisi ipoglicemica (brusco calo degli zuccheri). 



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