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L'approssimazione fa male alle leggi biologiche

Vi sono alcune criticità che comunemente rendono difficoltoso l'approccio al paradigma delle leggi biologiche, sia per i curiosi sia per gli addetti ai lavori.
Siccome questo articolo è accessibile anche a chi non ha ancora conoscenza di questo mondo, provo ad accennare ad alcuni fra i diversi ostacoli possibili, come l'approssimazione e il "conflittismo", rimandando per eventuali chiarimenti al libro da cui è ricavato questo articolo.

La precisione
Le leggi biologiche sono leggi matematiche e per questo motivo sono molto precise.
Non può essere "forse", ma o è o non è.
Non può essere che su 100 bambini 99 hanno un papà e uno no: 100% dei bambini seguono la legge di natura del nascere da un papà e una mamma.

Così anche la precisione nella diagnostica è fondamentale.
Non essere precisi ha lo stesso effetto del fare un'operazione chirurgica in modo approssimativo: si fanno danni.
Si può finire con l'operare la gamba sbagliata, si può rischiare di fare un taglio abnorme e dissanguante che non si sa più come richiudere.
Questa è una prima regola deontologica che dovrebbe imporsi chi volesse adottare le 5 leggi nel proprio lavoro: scegliere e cercare la precisione.
La scelta di essere precisi o approssimativi si fa in ogni istante, ed è essenziale non solo per chi nel suo lavoro è di fronte a una persona che chiede aiuto o per chi fa divulgazione di massa, ma anche per chi cerca di fare una semplice verifica personale di queste conoscenze perchè, se non riescono a essere confermate da esperienza concreta, rimangono vuote teorie.
E le vuote teorie che non si fanno corpo non sono affatto irrilevanti, perchè costruiscono castelli ipnotici che influenzano concretamente la biologia.
La precisione va scelta continuamente e in questo ambito richiede metodo applicativo e presenza di sè.

Un ostacolo che rende faticosa la verifica e integrazione di questo paradigma è dunque l'approssimazione, a cui siamo anche culturalmente abituati.
Un'approssimazione che cerca di fare regole generali e protocolli (a cui anche siamo culturalmente abituati) allontanandosi dalla precisione di un organismo unico e irripetibile (vedi il proliferare di numerosi "elenchi telefonici dei conflitti" con rimedi e consigli generali annessi).
L'approssimazione è oggi padrona nella divulgazione delle leggi biologiche, a causa di una salutare e necessaria frenesia che le sta conducendo finalmente a una massa critica di conoscenza popolare.
Se ci aggiungiamo anche l'ingrediente della guerra tribale tra "Nuova Medicina" e "Vecchia Medicina", abbiamo il quadro della confusione servito.
Credo sia chiaro a molti come l'assalto alla diligenza per dimostrare che Hamer ha ragione sia oggi un approccio diffuso e altamente corrosivo, specialmente quando viene adottato in ambito terapeutico.

Sono passati 30 anni dalla scoperta di queste leggi di natura, ma siamo solo all'inizio e il bello deve ancora venire: conosciamo i limiti di oggi, sopravviveremo alla confusione!
Un altro ostacolo che frena l'accesso a questo mondo è l'equivoca indefinitezza della linea di confine che separa il territorio del conoscere da quello dei metodi terapeutici (il "conflittismo").


foto di Zsuzsa N.K.



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