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Un attimo...
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La pelle: dermatiti, orticaria, herpes, vitiligine, nei, fuoco di Sant'Antonio ecc.

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.


La pelle riveste tutto il nostro corpo, e riveste anche il ruolo della sensorialità più estesa e sviluppata: il tatto.
La pelle è l'organo attraverso il quale abbiamo il contatto con il mondo e gli altri.
In biologia questa è la sua funzione, così reagisce con fisiologia speciale in tutte le occasioni in cui succede qualcosa di inaspettato rispetto al percepire il contatto, per esempio un'improvvisa perdita di contatto.


Vediamo come funzionano questi tessuti: l'epitelio ectodermico (lo strato di pelle più superficiale) è innervato dalla corteccia sensoriale, e in Fase Attiva - ovvero dopo una DHS di improvvisa perdita di contatto con qualcuno - può ridurre la sensibilità tattile, con il senso di limitare la percezione della separazione.
L'epitelio può anche ridurre la rigenerazione cellulare e, permanendo in Fase Attiva, si assottiglia e si secca un po'.
Questi due possibili sintomi solitamente non vengono notati, così possiamo considerare la Fase Attiva quasi sempre asintomatica.

In PCL-A - ovvero in seguito al contatto ritrovato - l'epidermide ripara gonfiando, arrossandosi e generando tutte quelle manifestazioni che in medicina prendono i più svariati nomi generici come dermatite, dermatosi, eczema e tutto ciò che ha a che fare con l'epidermide.
La Crisi Epilettoide in questo processo non è rilevabile, se non in quelle situazioni in cui si manifesta l'assenza, ovvero una momentanea "perdita di conoscenza" di alcuni secondi, che passa però spesso inosservata specie se è notturna. L'assenza equivale a una riduzione di sensorialità concentrata in una piccola frazione di tempo, e chi se ne accorge nota che per un attimo la persona non è in sè, è appunto assente.
La fase PCL-B riduce gli edemi, compaiono i pruriti, e lentamente l'epitelio torna alla funzionalità normale.

Questo è il decorso in linea generale, e le condizioni patologiche della pelle compaiono sempre in CL al momento della percezione biologica "finalmente ho recuperato quel contatto perduto".
Ma ogni manifestazione sul corpo per essere compresa va osservata nel dettaglio dei singoli sintomi, evitando imprecise etichette nosografiche.
Inoltre si ricordi che una cosa è un conflitto fatto e risolto, e un'altra sono le recidive continue che mantengono a tempo indeterminato il processo, generando sintomi cronici e a volte complicazioni.

Vediamo allora qualche esempio:
- macchie bianche più chiare della pelle circostante, dette vitiligine, sono provocate da una prolungata Fase Attiva dello strato più profondo dell'epidermide, quello in cui si trova il pigmento. In quello strato sono presenti i melanociti, i quali si occupano della produzione di melanina, e che in Fase Attiva riducono la loro funzione.
Con una concentrazione minore di melanina, le macchie chiare sono più evidenti quando sono esposte al sole poichè la pelle circostante si scurisce.
In fase PCL i melanociti riparano con eccesso, producendo più melanina del normale e generando i nei. Se il processo avviene sotto il sole, questi possono divenire molto scuri.
La percezione biologica che avvia la riduzione di funzione dello strato profondo dell'epidermide è "rottura di contatto con ingiustizia", "improvvisa separazione ingiusta".

- quella che viene definita orticaria ha la caratteristica di provocare una sensazione di ipersensibilità e prurito. Al di là del colore che può prendere la pelle, delle ulcere o dei pomfi (che sono comunque fasi di soluzione di una separazione), ciò che provoca l'ipersensibilità è a livello delle punte nervose, che sono preposte al rilevamento di freddo, caldo e pressione.
In Fase Attiva riducono la propria funzione, in soluzione (PCL) gonfiano e sono ipersensibili.
La percezione biologica che riduce la sensibilità è "separazione improvvisa con identità", cioè "mi sento separato da qualcuno e non so più qual è il mio posto".
Ad esempio prende le punte nervose una soluzione del tipo: "mio marito è tornato a casa finalmente, ma non so più se sono ancora sua moglie o no".
Questa ipersensibilità bruciante è la stessa che fa il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio", con il quale sono coinvolte in modo molto intenso e in vaste aree del corpo le punte nervose.
La tipica lateralità del fuoco di Sant'Antonio viene spiegata immediatamente qui sotto.

La posizione dell'organismo rispetto alla rottura di contatto si deve valutare anche con indizi molto importanti che sono le aree del corpo coinvolte.
Come per tutti i processi del neo-encefalo, è importante la lateralità del fenomeno: sul lato non-dominante (sinistro per i destrimani) la soluzione della separazione sarà in relazione all'ascendenza (mamma) o alla discendenza (figli), sul lato dominante sarà in relazione a papà, partner, fratelli, amici, e resto del mondo.
Se per esempio è il braccio destro di un destrimane che si arrossa internamente potrebbe essere "ho finalmente riabbracciato il mio partner", se sono le mani potrebbe essere "ho recuperato qualcuno che mi sfuggiva di mano"...
La separazione è spesso vissuta anche come "non vorrei questo contatto ma ne vorrei un altro", quindi come una rottura di contatto da quel "altro".
Per esempio una dermatite sopra i piedi "qualcuno mi pestava i piedi, ora non più", o sull'esterno delle mani o braccia "sono riuscito ad allontanare un contatto che non volevo"...
Un herpes sul labbro inferiore destro "ho finalmente detto quello che volevo dire al mio collega" (impedito nel dire, dalla separazione).

Oltre alla lateralità è da valutare la rottura di contatto "locale", ovvero la zona particolare dove la persona può avere vissuto la separazione: ad esempio quel padre che salutando il figlio gli posava per abitudine la mano sul collo, e quest'ultimo vive la separazione in quella zona; o quell' uomo che percepisce la separazione dal proprio cane sulla striscia di pelle della mano che era in contatto con il guinzaglio.

Si comprenda come le sfumature sono tante quante sono le persone su questo pianeta, ed è perciò impossibile creare ricette "interpretative", ma è necessaria la presenza della persona stessa e del suo personalissimo vissuto.

Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per la persona coinvolta, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette e complete diagnosi online.
Per un dettagliato approfondimento è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui questo testo è un estratto.



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