## Ultimissime ##
Un attimo...
, , , , , , , ,

La muscolatura volontaria: atrofie, paresi, crisi epilettiche.

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.


In neurologia vengono classificate una grande quantità di malattie dalla patogenesi incerta ed eziologia completamente ignota, che in molti casi coinvolgono l'apparato muscolare. 
Con le leggi biologiche si fa rapidamente ordine e chiarezza sia rispetto alla sintomatologia e al suo decorso, sia rispetto alle cause. 
In questo articolo trattiamo nel modo più semplice possibile, e in linea generale, i muscoli striati (cosiddetti volontari) e i loro sintomi più comuni.
Saranno sviluppati approfondimenti su specifiche aree del corpo.

Le difficoltà a muovere alcuni muscoli, le paresi, le crisi epilettiche sono tutti sintomi dello stesso processo di fisiologia speciale a conduzione della corteccia motoria.
In Fase Attiva, infatti, l'impulso motorio riduce intensità, tuttavia nel breve termine non si ha alcuna manifestazione di sintomi.
Se invece la Fase Attiva perdura, la persona può iniziare a notare che non muove più bene come prima una certa parte del corpo e, gradualmente, può giungere a una parziale paresi spastica (ossia il muscolo resiste alla distensione passiva). 
Subito dopo la soluzione (CL) si ha un momentaneo calo di funzione, che nel caso di un processo lungo e intenso si manifesta con una paralisi flaccida dei muscoli. 
È certamente un sintomo che spaventa ma è temporaneo, e inquadrato nel decorso della curva bifasica prende il suo senso. 
Successivamente la CE produce gli sbattimenti tonico-clonici tipici della crisi epilettica, che sono rapide contrazioni involontarie di un gruppo di muscoli. 
Per come viene descritta comunemente l'epilessia, in questi casi si tratta di un coinvolgimento di larga parte dell'innervazione muscolare del corpo. 
Nella fase PCLB si ha un lento e graduale ripristino della funzionalità muscolare. 

La percezione biologica (DHS) che fa attivare all'organismo questo processo di fisiologia motoria è "essere interrotto in un movimento": si tratta di un movimento bruscamente bloccato, impedito nell'andare, nel respingere, nell'abbracciare, nel seguire, nello scappare...può interessare un singolo muscolo, e allo stesso modo anche, nel caso di una manifestazione epilettica più ampia, vaste aree del corpo, con una percezione di impedimento del movimento altrettanto ampia e drammatica. 
Un esempio è il caso di un bambino che ha vissuto l'esecuzione di una iniezione come una morsa da cui non potersi divincolare e quindi, dopo essersi tranquillizzato, ha fatto la rispettiva crisi epilettica.

L'atrofia muscolare, gli strappi e stiramenti, i crampi (contrazioni toniche), i dolori muscolari e articolari sono invece sintomi di un processo di fisiologia speciale a conduzione della sostanza bianca cerebrale, la quale si occupa non del movimento, come abbiamo visto con la corteccia, ma del trofismo, della struttura del muscolo, della sua forza e "competitività". 

In Fase Attiva si avvia la necrosi cellulare nel tessuto muscolare e quindi, alla lunga, può manifestarsi atrofia (senza dolore) e diminuzione della forza.
Immediatamente dopo la soluzione (CL) il muscolo ripara gonfiando con dolore (per la trazione dei tessuti) e cede notevolmente forza, tonicità e sostegno, con il fine di essere impiegato il meno possibile durante la riparazione: è proprio in questa fase delicata (PCL-A) che il non rispetto della convalescenza può portare a strappi e stiramenti.
Il processo di riparazione PCL è il medesimo che si attiva dopo un intenso sforzo muscolare, come quello che si può sperimentare per esempio in palestra: durante l'attività il muscolo dà il meglio di sè senza dolore (che impedirebbe il lavoro), mentre nelle ore successive è indolenzito e debole poiché è in fase di ripristino e proliferazione delle fibre, richiedendo riposo. 

La fase PCL-A della sostanza bianca è tra le più notevoli in termini di sintomi, essendo caratterizzata da stanchezza e dolori che, per la profonda riparazione in atto, possono essere molto intensi e difficilmente sono tenuti a bada dai medicinali. 
La crisi epilettoide del muscolo può manifestarsi come crampo (contrazione tonica), e infine la PCL-B ripristina lentamente la fisiologia normale, con espulsione dei liquidi attraverso l'aumento della sudorazione e dell'urina. 

La percezione biologica che attiva i tessuti della struttura muscolare ha a che fare con la loro funzione, ovvero muoversi, trattenere, sostenere...in base alla specifica posizione del muscolo, con un sentito di "non riuscire a...", per esempio "non riuscire a trattenere", "non essere adeguato a sostenere" ecc.
Data la molteplicità delle funzioni delle diverse aree muscolari, ognuna ha il suo particolare motivo per attivarsi. 
Per esempio il polpaccio, che è impegnato nella prima spinta dell'avanzare, nell'incamminarsi e nello scattare, risponde alla percezione di "non riuscire ad andare, a essere sufficientemente scattante". 
In Fase Attiva, dunque, non si avverte alcun sintomo, mentre in riparazione, in seguito alla sensazione di "finalmente sono stato abile e scattante", i tessuti riposano cedendo, con successivi dolori e gonfiori.
Infatti, quando un polpaccio si stira inaspettatamente con un banale movimento che si è sempre fatto senza difficoltà, possiamo essere certi di trovarci all'inizio della fase di riposo (PCL-A), durante la quale il muscolo è sensatamente debole.
Alla fine della PCL-A il polpaccio farà la sua CE: il crampo. 
Se la contrazione non viene contrastata, la sua durata massima è di circa 40 secondi.

Il senso biologico di questo processo risulta chiaramente nella fase finale: come tutti gli sportivi sanno bene, un muscolo forzato un po' oltre il suo limite si presenterà la volta successiva con una tonicità, forza, dimensione maggiori per affrontare la sfida successiva: è infatti lo stesso Hamer a chiamare questa categoria "organi di lusso", ovvero quelli che a ogni soluzione riparano con eccesso di tessuto per andare incontro alle performance richieste dalla vita.


Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per il malato, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette e complete diagnosi online.
Per un dettagliato approfondimento è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui il testo qui proposto è un estratto sintetico.



Direzione editoriale

Mauro Sartorio Eleonora Meloni Paolo Sanna

contatti