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La pressione del sangue - ipertensione e ipotensione

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.



La pressione sanguigna è un valore che viene tenuto in considerazione quasi sempre nelle diagnosi, e in effetti può dare indicazioni molto importanti sui processi biologici in corso.
Come in molte altre occasioni in cui si tratta di eziologia, anche qui si andranno a toccare dogmi e credenze più o meno fondate scientificamente.
In passato (recentemente le cose sono un po' cambiate) alla pressione sanguigna venivano infatti comunemente associati fattori di rischio notevoli, specie cardiovascolari (come ictus e infarti), che vanno spesso insieme ad altri fattori di rischio come il colesterolo, di cui ho già trattato altrove.
Alla luce delle leggi biologiche, è evidente la non-correlazione causale di questi fenomeni: analizziamo quindi quali possono essere i casi più comuni di scostamento della pressione da valori "normali".

Per cominciare, la pressione detta "massima" è la pressione sistolica, ovvero quella che il cuore imprime sulle pareti delle arterie con la contrazione del muscolo ventricolare. La sistolica è quindi molto dipendente dalla forza con cui il sangue viene spinto, ma anche dal grado di elasticità e di resistenza delle arterie: si pensi a una pompa per le ruote della bicicletta, che se non viene inserita sulla valvola della ruota, l'aria non trova alcuna opposizione all'estremità e quindi la sua pressione è molto bassa e quasi nulla.
Se invece chiudo l'estremità con un dito o la infilo sulla valvola, la pressione dentro la pompa si alza in relazione all'opposizione che trova al foro di uscita.
Lo stesso meccanismo avviene col sangue, che aumenta la propria pressione in base alla resistenza che trova nelle arterie e nei capillari più sottili ed estremi.
Una volta arrivato nei capillari, il sangue scarica ossigeno e carica anidride carbonica dalle cellule per tornare quindi al cuore attraverso le vene, con una pressione di ritorno diastolica (detta minima), che dipende direttamente da quella sistolica.

Si ritengono valori "normali" il classico 120-80, ma questo non significa che chi si discosta da questi valori sia "malato", e ogni organismo può vivere tranquillamente al suo particolare regime.
Però ci sono alcuni casi notevoli che si possono osservare:


PRESSIONE ALTA - Ipertensione
Se le due pressioni sono per un periodo più alte o più basse del solito di 20-25 punti, è probabile che si sia semplicemente in una fase simpaticotonica o vagotonica (si veda la seconda legge biologica): infatti in Fase Attiva la vasocostrizione fa opposizione al sangue alzando la pressione, mentre in fase PCL la tunica muscolare dei vasi si rilassa allargando il lume vascolare e aumentando l'elasticità delle pareti (vasodilatazione).
Tipico il caso di chi va a provare la pressione in farmacia in uno stato di angoscia (Fase Attiva e vasocostrizione), rilevando 150 di massima, e poi magari quando si rilassa torna a 125.

Altra situazione che provoca rigidità delle arterie, e quindi opposizione al flusso sanguigno con conseguente innalzamento dei valori pressori, è il processo biologico relativo propriamente alla tunica muscolare dei vasi, diretta dal tronco cerebrale (muscolatura liscia).
Quando l'organismo si trova in una condizione in cui la sua percezione viscerale è "il mio cuore non è sufficiente", "il mio cuore non ce la fa" (per esempio perchè "è malato"), la reazione organica sensata è il rafforzamento della tunica muscolare di rivestimento delle arterie.
L'irrigidimento della muscolatura delle pareti dei vasi agevola la circolazione, alzando come conseguenza i valori pressori.
Siccome tipicamente si tratta di casi che protraggono questa condizione per numerosi anni, l'irrobustimento è progressivo e diventa definitivo, quindi la pressione rimane costantemente alta.
Non c'è dunque da meravigliarsi se una persona definita cardiopatica, con il passare del tempo, veda inesorabilmente la sua pressione salire e permanere a valori alti. Che più sono alti e più sono preoccupanti, e più si innesca la reazione della tunica delle arterie.
La persona vivrà con una pressione molto più elevata rispetto a quella di gioventù, con vasi più forti e resistenti e nessuna particolare complicazione.

Quando la massima va oltre i 160-170, è molto probabile che si sia in presenza di un processo sui glomeruli dei reni (origine neo-mesodermica), che rispondono al cosiddetto "conflitto del liquido" (shock inaspettato in presenza di acqua, sangue, benzina ecc...).


PRESSIONE BASSA - Ipotensione
Come per la pressione alta, abbiamo visto che un discostamento di 20-25 punti verso il basso può dipendere da una fase vagotonica in atto con la sua rispettiva vasodilatazione.

Sotto questi livelli invece si tratta di un processo del ventricolo sinistro, di cui ho già trattato parlando dei sintomi del cuore.
Se quindi una persona ha una pressione piuttosto costante a 60-40, siamo certi di essere in presenza di una soluzione in sospeso del miocardio.
Anche con valori così bassi, l'organismo si mantiene senza grossi problemi, e possono capitare fenomeni di "mancamento" quando da seduti ci si alza di scatto.
Una pressione costantemente bassa da anni, con le sue continue piccole punte di recidive diluite nella soluzione in sospeso, non ha la forza di provocare un infarto rilevabile.
Sarebbe invece opportuno far tenere sotto controllo a un medico gli sbalzi improvvisi verso il basso (più che quelli verso l'alto, come si ritiene comunemente).


Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Le Leggi Biologiche non sono una terapia ma una precisa mappa di lettura che può essere consultata in qualsiasi ambito disciplinare e terapeutico.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per il malato, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette diagnosi online.
Per un dettagliato approfondimento, è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui il testo è un estratto sintetico.



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