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Processi biologici collettivi, epidemie, tumori 'contagiosi'

Se è vero che un programma biologico è sempre sensato per l'organismo che lo mette in atto, anche quando il programma si attiva in una intera colonia di organismi deve essere certamente sensato, per la sopravvivenza della colonia stessa e della specie.
La quintessenza delle leggi biologiche ci porta questo messaggio.

Quando una comunità di organismi, per esempio una foresta di alberi o una colonia di molluschi, reagisce coordinando ogni suo individuo con le stesse manifestazioni fisiologiche, lo sta facendo in modo analogo a un aggregato di cellule che costituisce un organo del nostro corpo, quando reagisce a un evento esterno che mina la stabilità del sistema (DHS). 
Immaginare in che modo la percezione di una DHS sia vissuta da un essere umano è già complicato, figuriamoci per vegetali e animali.
Ho affrontato il tema delle reazioni concertate nei gruppi di organismi introducendo la teoria del sesto senso, esposta in modo più approfondito nel testo Fenomenologia della percezione.

A tal proposito si è studiato recentemente un particolare processo biologico (detto leucemico) che coinvolge l'emolinfa di un tipo di vongole degli Stati Uniti: accade che alcune colonie di tali vongole reagiscano in modo coordinato, comportandosi come un unico organismo biologico.

Il tumore contagioso delle vongole

Siccome si tratta di una neoplasia dall'aspetto "contagioso", si ha l'impressione di osservare un processo di migrazione di cellule cancerose da una vongola all'altra.
Si prende quindi a riferimento il modello metastatico classico, quello che si presume operi nel corpo umano, e si parla di replicazione cellulare "impazzita" e di mutazioni genetiche che saltano "di qua e di là nel genoma inserendosi in posizioni casuali" (tuttavia l'effetto sintomatico finale non è casuale ma è uno, preciso e definito, identico in ogni colonia di vongole).
Fintantochè anche il principio metastatico dei tumori umani non sarà scientificamente provato, il tentativo di spiegare il fenomeno con questo modello resterà una interpretazione teorica.

Se osserviamo la questione includendo il paradigma delle leggi biologiche, ci rendiamo conto che, attraverso i soli strumenti chimici e genetici, una tale teoria non sarà dimostrabile, né ora né mai.
Inoltre la base concettuale di partenza di "errore casuale", che presuppone una "natura impazzita", espone a un caos che, in effetti, non lascia grandi possibilità di essere studiato.

Il fenomeno della reazione biologica collettiva, in realtà molto comune nel regno animale, vegetale e anche umano, è estremamente interessante: come abbiamo visto si tratta di un comportamento sociale di una comunità di individui, che è sovrapponibile per analogia alle modalità di comportamento di una comunità di cellule.
Possiamo parlare della reazione a un "sentito biologico comune" vissuto similmente da ogni singolo individuo, ma possiamo anche parlare di vie di comunicazione, all'interno dei "branchi", ancora poco note e molto poco studiate.

Una interessante ricerca in tale direzione è stata fatta da Suzanne Simard, professoressa all'Università British Columbia di Vancouver, che ha esaminato i modi in cui gli alberi di una stessa comunità (foresta) comunicano tra loro attraverso le radici e alcuni tipi di funghi (micorriza), come questi regolano flussi di energia e informazioni, e come si crea tra le piante un complesso ecosistema a struttura "familiare".
Questa indagine scientifica ha svelato molti dettagli sulla comunicazione tra esseri vegetali della stessa specie e dello stesso "branco", che si svolge attraverso connessioni biochimiche.
A queste vie di comunicazione aggiungo la via del sesto senso, una sensorialità con una specifica utilità biologica sociale, che tuttavia è frutto di una personale ipotesi fondata su deduzioni speculative ed esperienza, quindi, ad oggi, non supportata da studi o esperimenti scientifici (di cui io sia a conoscenza).

Opinione personale sulla recente faccenda degli ulivi pugliesi: le gerarchie familiari all'interno delle comunità di vegetali sono un argomento poco battuto; anche le spiegazioni scientifiche riguardo i processi epidemici e il ruolo di funghi e batteri sono molto lacunose; considerando ciò, ma soprattutto considerando l'assenza di evidenze causali, sono portato a giudicare la decisione della Commissione Europea del 28 aprile scorso di distruggere l'ecosistema pugliese con l'eradicazione, più che un azzardo precauzionale, un crimine.
Cosa ne pensate?



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