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Un attimo...
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'Dalla celiachia non si guarisce'. Così dicono.

Cos'è la celiachia?
Una malattia autoimmune?
Un'intolleranza al glutine?
La celiachia viene di fatto diagnosticata in base a reperti clinici e rilevazioni durante l'anamnesi:


- feci sfatte che si alternano con periodi di stipsi
- gonfiore e dolori addominali
- stanchezza e irritabilità
- anemia e anoressia
- perdita di peso e ipotrofia muscolare
- crescita lenta nel bambino
- ricerca degli anticorpi anti-endomisio, anti-gliadina e anti-transglutaminasi
- origine genetica per positività HLA DQ2 e/o DQ8
- rilevamento dei villi intestinali appiattiti tramite biopsia

In base a queste analisi, un bambino può essere dichiarato "celiaco": da quel momento in poi e per tutta la vita, inizierà a seguire un rigido regime alimentare che escluda categoricamente ogni contatto con il glutine (Associazione Italiana Celiachia: Dalla celiachia si può guarire? "La celiachia è una condizione cronica per cui la dieta deve essere seguita con scrupolo per tutta la vita").
Un tale intervento, malgrado le grandi complicazioni e gli stravolgimenti nello stile di vita, potrà funzionare per stare un po' meglio.
Nel frattempo le speranze sono riposte nella ricerca che sta indagando varie soluzioni: dalla detossificazione del grano ad una pillola con enzimi, dalla modificazione del glutine fino ad un vaccino.

Se allora è vero che il glutine è la causa di questi sintomi e il corpo gli reagirà per sempre: come fa un bambino "celiaco" di 8 anni, da 6 anni in un rigido regime alimentare senza glutine, a tornare a mangiare qualsiasi cosa senza assumere alcuna cura?

In base al modello di "malattia autoimmune" non c'è risposta, se non "la diagnosi iniziale era sbagliata".
In base al modello delle leggi biologiche invece la risposta è semplice, e toglie drasticamente importanza al glutine: trovi una descrizione dettagliata sulla eziologia della celiachia in questo sito.

Nel video della conferenza di Mark Pfister (docente e consulente sulle 5 Leggi Biologiche) che trovi qui sotto, registrato questa estate all'università di Tirana, è riportata la storia niente affatto rara di quel bambino "celiaco" di 8 anni, che oggi vive un rapporto con il cibo assolutamente normale e alla pari dei suoi coetanei.

Da notare come l'intervento sia stato fatto esclusivamente sui genitori, e in modo preponderante sulla loro tranquillità nei confronti della "malattia", che è il valore inestimabile che le leggi biologiche apportano alla medicina.
Da notare anche che l'intervento presentato da Pfister NON è un protocollo, cioè non si può copiare e incollare su altre persone come la prescrizione di una pastiglia, perchè non è l'intervento in sé ad essere efficace, ma lo diventa quando è cucito su misura sulla percezione, unica e irripetibile, dell'individuo.



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