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La causa della miopia e l'educazione dei bambini

Ad oggi, la causa delle "malattie" è considerata in genere ignota, composta da fattori di rischio incerti, e anche lo sviluppo fisiologico è spesso poco chiaro.
I disturbi della vista, come la miopia, sono altrettanto poco conosciuti: per questo motivo vengono tentati studi su ipotetici fattori che possano essere coinvolti nella eziologia.

La ricerca: stare all'aperto riduce i rischi di miopia nei bimbi
"[...] Questo disturbo della vista ha raggiunto livelli da epidemia nei giovani adulti in alcune aree urbane dell'Asia orientale e sudorientale. In queste zone, l'80-90% dei diplomati alle scuole superiori è attualmente miope. E non c'è ancora alcun intervento efficace per prevenire l'insorgenza del problema.[...]"
Adnkronos
Qui lo studio originale su JAMA

I bambini, che nella ricerca hanno passato 40 minuti al giorno di più dei coetanei all'aria aperta, dopo 3 anni hanno avuto un'incidenza di miopia inferiore del 9%.

Una differenza esigua, tuttavia non è possibile dedurre per quale motivo questa differenza sussista: se per il rilassamento da svago, se per l'essere sottoposti a luce naturale, se per una sana varietà di movimento nell'atto del guardare, se per un cambio di attitudine dei genitori, se per una contingenza statistica...
Le variabili sono illimitate, e senza un modello eziologico di riferimento la ricerca non può che avanzare per tentativi.

Con un modello eziologico definito come le leggi biologiche, è invece possibile indagare con precisione, e sul singolo individuo, quali siano le reazioni dell'organismo che producono l'allungamento del bulbo oculare, detto "miopia".
Un'ansia constante rispetto a un "pericolo che incombe alle spalle", tiene in tensione la retina provocando sul lungo periodo i sintomi della miopia

Per esempio, un bambino cresciuto in un ambiente pieno di rischi, può avere imparato a restare in allerta per doversi guardare alle spalle.
O un bambino cresciuto con una educazione molto rigida, immerso nella paura di essere rimproverato continuamente, percepisce enormemente ogni richiamo del tipo "attento lì!", "cosa fai?!", "non così!", "non ti sporcare!", "attento che cadi!", "stai sbagliando!"... 
In questi casi, l'allerta costante in cui il bambino si è formato ha prodotto, sensatamente, l'allungamento del bulbo oculare e la necessità di portare gli occhiali da adulto.

Ora: non sappiamo nulla di ognuno di quei 950 bambini sottoposti allo studio, nulla rispetto al loro ambiente familiare, nulla rispetto a quello scolastico, nulla di come percepiscono i piccoli e grandi dettagli della propria vita.
Dalla notizia in sé, non sappiamo nemmeno se in Cina oggi ci sia una tendenza alla sovra-diagnosi per i difetti della vista, tanto da portare a un clamoroso rilevamento statistico del 90% di ragazzi miopi in età adolescenziale.
Inoltre, io personalmente non conosco quale sia il metodo educativo nelle scuole dell'Asia sud-orientale, tuttavia mettere in relazione le due cose sarebbe un azzardo logico non supportato da fatti.

Siccome la ricerca è stata eseguita con l'intenzione di trovare un rimedio preventivo all' "epidemia di miopia", la revisione di questa notizia ha lo scopo di indicare una direzione definita e precisa sul dove varrebbe la pena cercare e cosa cercare.
Inoltre, pone l'attenzione su come certe attitudini personali, apparentemente ininfluenti, possono incidere profondamente sulla vita (e la biologia) di chi ci circonda, in modo particolare quando si tratta di un bambino.

Quando ero piccolo mi dicevano: "stai lontano dalla televisione che ti rovini la vista", "smetti di giocare col computer che ti fa male agli occhi"... da allora non ho mai smesso di guardare assiduamente lo schermo, per svago e per lavoro, passando attraverso 30 anni di tecnologie diverse, e questa attitudine ha sì prodotto molti effetti sulla mia vita ma, è evidente, non ha intaccato minimamente la vista, rimasta in un "10/10" costante.

Le ricerche infatti, ancora oggi, non riescono a trovare una correlazione verificata tra questi fenomeni: ci deve essere qualcos'altro che sfugge, forse quel qualcos'altro che proponiamo oggi, qui su 5LB Magazine.



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