## Ultimissime ##
Un attimo...
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Lo sciacallaggio perpetuo della campagna vaccinale

Metti una storia di grande cuore tra i ragazzi di un liceo di Novi Ligure; metti gli anni recenti che hanno visto protagonista una propaganda sulla salute asfissiante; metti certe superstizioni che si trasformano in verità scientifiche; metti un giornalismo subordinato al profitto che aspetta il suo cavallo quotidiano da cavalcare:

Tutta la classe si vaccina per il compagno di scuola colpito da tumore. Il plauso del ministro
Spiega il preside: «I ragazzi, stimolati e convinti dalla professoressa di scienze Monica Lupori, hanno deciso di vaccinarsi in massa contro l’influenza. 
Un gesto nobile: in classe studia Simone Dispensa, ragazzo affetto da un osteosarcoma che per curarsi deve ricorrere a cure sanitarie a Bologna molto pesanti che gli hanno ridotto al minimo le difese immunitarie. Per lui un’influenza diventa un problema»
Fonte: La Stampa

I ragazzi hanno voluto dimostrare la propria solidarietà al compagno in difficoltà e, anche quelli meno convinti, si sono lasciati convincere dal medico:
"Conoscendo l’importanza dell’immunità di gregge, ho avanzato questa proposta che è stata accolta da tutti con grande entusiasmo – spiega l’insegnante –. Per la verità, qualche ragazzo ha avuto inizialmente un po’ di perplessità, anche sull’onda della campagna no-Vax, ma è bastato che parlasse con il suo medico di base per capire l’importanza di immunizzarsi."
Soprattutto per i più resistenti alla medicalizzazione, questo gesto si dimostra un atto d'amore. 
E fin qui tutto bene.


Dal gesto sincero in poi, ogni attribuzione morale e ogni strumentalizzazione mediatica che ne viene fatta si mostrano come bieche manovre speculative per la manipolazione dell'opinione pubblica.
Infatti, se il gesto d'amore collettivo fosse rimasto tra le quattro mura della classe senza séguiti celebrativi, sarebbe stato un atto "scientifico", nel senso che sarebbe stato perfetto per il particolarissimo caso del ragazzo in questione. Le sue condizioni è probabile che siano speciali, tanto che hanno spinto il suo medico a metterlo in guardia sulla sua debolezza, sulla "immunodepressione" e sulla impossibilità a vaccinarsi. Questo fatto non è generalizzabile, come vedremo.

L'informazione, specialmente se patrocinata dal servizio pubblico, non dovrebbe permettersi di fare di una particolare scelta terapeutica una generalizzazione, un atto eroico, inducendo all'emulazione di massa.
Invece il solito carrozzone capeggiato impudentemente dal ministero della salute non ha perso l'occasione per speculare sul caso.
Il messaggio sui quotidiani, più o meno subliminale, suona così: hai il dovere civico di vaccinarti (in generale) per proteggere "il gregge"; se non lo fai sei un delinquente senza cuore, la comunità non te lo perdonerà mai e pagherai con l'emarginazione.
Immagina se anche un solo ragazzo di quella classe si fosse rifiutato di assumere il farmaco...

Non solo la generalizzazione è un espediente sofistico abusato e deprecabile, ma questo messaggio veicolato con la notizia di oggi appare fondato sulla superstizione, allo stesso modo che se fosse suggerito al lettore di proteggere la salute della propria comunità immolando un capretto alla dea Igea.


PERCHÈ IL CASO PARTICOLARE NON DEVE ESSERE GENERALIZZATO

1- L'immunodepressione è una teoria (che non discuteremo ora), e non è vero che se si è "immunodepressi" non si possono assumere farmaci o vaccini in generale. 
Al contrario, spesso i vaccini risultano più utili proprio nei casi di "difese compromesse", e infatti nella fattispecie proprio il vaccino anti-influenzale, nonostante la bassa qualità dell'evidenza disponibile, è suggerito nei casi oncologici quando è somministrata la chemioterapia.
Influenza vaccination is safe and the evidence, although weak, is in favour of vaccinating adults with cancer receiving chemotherapy. Fonte: PubMed
Anche per i più piccoli sottoposti a chemioterapia le raccomandazioni sono simili, tuttavia le evidenze a sostegno sono di qualità ancora più bassa. Fonte: PubMed

2- La vaccinazione anti-influenzale è riconosciuta essere tra le meno efficaci mai prodotte.
I ragazzi sani che si sono vaccinati per proteggere il compagno hanno in realtà una probabilità molto bassa di ricevere un beneficio dal vaccino.
Vaccini per prevenire l'influenza in bambini sani. Fonte: Cochrane
Vaccini per prevenire l'influenza in adulti sani. Fonte: Cochrane

3- Se parlare di immunità di gregge per la maggioranza dei vaccini più diffusi è un azzardo, per quello anti-influenzale è un assurdo.
Non c'è nemmeno evidenza di alcun beneficio nel vaccinare gli operatori sanitari negli istituti di cura, ambiti per definizione "immunodepressi".
Questa revisione non fornisce una ragionevole evidenza tale da supportare la vaccinazione degli operatori sanitari per prevenire l'influenza nei residenti ultra-sessantenni degli istituti di cura.
Fonte: PubMed
Se si fosse trattato di vaccino per il morbillo, la velleità di raggiungere una supposta "immunità di gregge" avrebbe avuto un senso un po' più solido e credibile (in base alle odierne conoscenze).

Allora osserviamo cosa accade: siamo nel paradosso di in un "libero regime ad informazione controllata", attraverso il quale gli interessi più forti fanno speculazione e propaganda, la quale genera credenze, superstizioni e conseguenti psicosi, che irrigidiscono un diffuso scientismo popolare a difesa dei dogmi.
Il dogma intorno al beneficio di una medicalizzazione preventiva totale è oggi una superstizione imperante.

La notizia avrebbe potuto fermarsi alla bellezza del gesto di solidarietà in sè, ma non avrebbe dovuto trasformarsi in un'invettiva morale per giustificare difficili decisioni politiche.
La scelta della 5°E è arrivata alle orecchie del ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, che ha telefonato alla scuola per complimentarsi. «È stato davvero bello, abbiamo parlato con lei in viva voce – ricorda Lupori –. Speriamo a questo punto di condizionare in positivo anche altre classi che si trovano nella nostra situazione». 
Del caso specifico non conosciamo i motivi che hanno condotto il ragazzo a scegliere di non vaccinarsi, ma abbiamo capito che non vanno generalizzati con il fine di "condizionare in positivo".
Al di la di ciò, se mettiamo sul piatto da una parte il rischio del farmaco e dall'altra parte l'amore profuso, la bilancia del rischio/beneficio pende nettamente dal lato dell'amore: il calore degli insegnanti e degli amici di Simone è un antidoto importante per sentirsi meno soli, quando la salita sembra troncare il respiro. «Non ci aspettavamo che si vaccinassero tutti, questo gesto ci riempie di orgoglio», confida la mamma. Fonte: Quotidiano.net

In questo senso, se l'atto d'amore collettivo fosse rimasto tra le quattro mura senza fini celebrativi, sarebbe stato "scientifico" senza produrre altrove danni ipnotici.
Per non parlare degli effetti di utilità secondaria della "malattia" che la celebrazione ad atto eroico nazionale può far pesare sulle spalle del ragazzo.
Senza entrare nel dettaglio di argomenti troppo sensibili per una lettura estemporanea, portiamo l'attenzione sul fatto che queste situazioni non dovrebbero cedere alla seduzione della ribalta ma andrebbero protette dallo sciacallaggio mediatico che si fa nella caccia all' "effetto Angelina Jolie".



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