Affrontare le incomprensioni di coppia con le 5 Leggi Biologiche

Fabrizio Aliotta
Chi ha iniziato da un po' a “masticare” le 5 Leggi Biologiche e a metterle in pratica con una verifica costante, avrà potuto rendersi conto della validità scientifica di questo strumento diagnostico e avrà potuto apprezzarne i benefici immediati rispetto al terrore scatenato da diagnosi nefaste.

Quando ci si addentra sempre più nell’utilizzo di questo strumento di osservazione dei processi biologici sensati della natura, si scopre molto di più e si possono cogliere messaggi utili che il nostro corpo ci invia.
Si può raggiungere una conoscenza intima di noi stessi e degli altri, e in generale del comportamento dell’essere umano/animale che troppo spesso è giudicato sulla base di criteri che poco o nulla hanno a che fare con la comprensione profonda delle motivazioni da cui origina.
Provando ad addentrarci in punta di piedi nel delicato mondo del rapporto di coppia, vediamo come questo strumento possa esserci di aiuto.

Una piccola premessa prima di fare qualche esempio: grazie alla conoscenza delle Costellazioni Cerebrali, possiamo comprendere in modo preciso quali relè del cervello si sono attivati contemporaneamente e in relazione a quali sentiti emotivi, tali da giustificare determinati meccanismi comportamentali che hanno come fine la sopravvivenza, la salvaguardia di sè o dei propri cari (il branco di appartenenza).

Alla luce di questo, osserviamo una situazione all’interno di una relazione: facciamo l’esempio di un uomo che ha tendenzialmente un comportamento saccente, presuntuoso, non disponibile all’ascolto, al di sopra di tutti, diciamo un po’ da “megalomane”; 
e dall’altra parte una donna che si arrabbia spesso e anche violentemente con la tendenza ad “alzare le mani” e a lanciare oggetti... bene, un bel quadretto sereno!

Ora proviamo ad uscire dal giudizio che ci parte in automatico e inseriamo il tutto in una analisi biologica, cambiando prospettiva e chiedendoci quali meccanismi di sopravvivenza stanno adottando entrambi gli individui inconsapevolmente.

L’uomo ha imparato nella sua vita a comportarsi come un megalomane (vedi costellazioni cerebrali della sostanza bianca) “tritando” tutti, perché ha vissuto da piccolo un profondo senso di inadeguatezza, ha sofferto molto nel sentirsi di “non andar bene” per ricevere l’amore di mamma e/o di papà: questo senso di esclusione per un “cucciolo” va a toccare la sopravvivenza, quindi per non morire deve risorgere dalle ceneri come una Fenice e diventare più bravo di tutti per farsi amare e vedere!
La donna, per attivare quel comportamento (vedi costellazione aggressiva/compulsiva della corteccia cerebrale), ha percepito contemporaneamente la sensazione di non sapere qual è il suo posto in quel territorio (“sono o non sono la sua donna?”- identità) e la sensazione di dover sottostare ingiustamente, provando un rancore indigesto*: anche queste attivazioni sono dei richiami che il cervello fa quando riconosce qualcosa di simile già vissuto in passato, da piccola, nella relazione coi genitori.

In questo senso risultano comprensibili quelle reazioni di rabbia inarrestabile, perchè hanno il preciso significato di voler riconquistare il proprio posto all’interno della relazione (branco), rifacendosi dell’ingiustizia subita!
A questo si aggiunga il fatto che ogni individuo considera assolutamente vero ciò che percepisce e la percezione è un processo sensoriale, quindi soggettivo, di interpretazione della realtà.

Possiamo ora fare delle riflessioni grazie agli elementi che la conoscenza delle Leggi Biologiche ci offre: la prima domanda che emerge è come si può giudicare un qualsiasi comportamento, se è vero che è spinto da meccanismi biologici di sopravvivenza?
Inoltre: gli individui sono consapevoli o sono vittima di risposte automatiche fissate nel tempo a livello inconscio?

Ecco che partendo da questi presupposti, cioè essendoci spostati ad osservare la situazione da un’altra prospettiva, la percezione di ciò che sta accadendo nella relazione di coppia cambia completamente e potrebbe essere proprio questa comprensione il nuovo punto da cui partire per RI-TROVARSI e RI-CONTATTARSI…
prima di tutto personalmente e poi nella relazione con l’altro!


*per la donna destrimane, invece la donna mancina sente “identità non riconosciuta”


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