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Il giovane militare 'rovinato dai vaccini': una revisione alla luce delle 5 Leggi Biologiche

Qualche anno fa (2012) uscì la toccante notizia di quel ragazzo in servizio militare "rovinato dai vaccini":

"Pochi giorni nell’Esercito: rovinato dai vaccini"
Voleva fare il carabiniere, come suo padre. Così il 5 giugno 2006 si arruola nell’85° Reggimento "Verona" di Montorio Veronese, in ferma volontaria prefissata di un anno.
Il 18 giugno seguente arriva primo al traguardo dell'impegnativa maratona sul monte Bondone
Il 19 giugno viene sottoposto a un ciclo di vaccini dal medico militare. 
E per David Gomiero, mestrino che oggi ha 24 anni, è l'inizio della fine di un sogno. 
"Tutta colpa dei vaccini somministrati all'inizio della leva: vaccinazioni multiple e per di più irregolari": a sostenerlo e a denunciarlo con tutte le sue forze è la madre del giovane, la combattiva Silvana Miotto, che proprio ieri è stata ascoltata e ha potuto ripercorrere quanto accaduto al figlio in Commissione al Senato, come racconta il Corriere del Veneto.
David, "immediatamente dopo la somministrazione di quei vaccini", aveva cominciato a lamentare "nausea, astenia, fotosensibilità e difficoltà di deambulazione".
Gli stessi medici militari lo ricoverano in infermeria. Non migliora. Lo portano al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo Trento. Il 27 giugno viene mandato a casa in licenza di convalescenza. 
Il 31 ottobre 2006 arriva il congedo.
In sei anni David non è più tornato quello di prima: risulta "invalido al novanta per cento"
Anni di visite mediche e cure continue, nonché spese economiche. David viene anche denunciato dall'amministrazione militare per il reato di diserzione: secondo l'accusa di cui è stato chiamato a rispondere di fronte ai giudici del Tribunale militare scaligero, "il 3 luglio 2006 non faceva rientro al Corpo né si presentava ad altro ente militare, rimanendo assente senza giusto motivo, nei cinque giorni successivi e fino al 31 ottobre 2006, data in cui veniva d'Autorità posto in congedo".
Parte il processo e il 3 marzo 2009 Gomiero viene assolto "perché il fatto non sussiste".
Nessuna responsabilità quindi, secondo i magistrati, da parte sua. Come è scritto nero su bianco David "è giunto qui in tribunale in carrozzella e deambulante con le stampelle, apparendo in condizioni smagrite e ben più precarie di quelle evidenziate dalle fotografie del recente passato". 
La mamma Silvana, però, vuole la verità e ora combatterà la sua battaglia in Senato.
«Il corpo di David è un concentrato di metalli pesanti» racconta Silvana Miotto, la madre. Lo testimoniano numerosi referti di diversi laboratori di analisi, italiani ed esteri, che evidenziano la presenza di alti livelli di mercurio, arsenico, alluminio e piombo, l’iperattività della tiroide, un deficit del sistema immunitario con tendenza a malattie virali.

Fonte: AffariItaliani

Aggiornamento Giugno 2017: la mamma Silvana in audizione al Parlamento, stenografia completa; da qui in poi sono state apportate modifiche al nostro articolo originale.


Oggi voglio riprendere alcune considerazioni che, in quei giorni del 2012, mi ero appuntato sulla questione in un taccuino.

Questa storia è molto intensa e drammatica.
Per quel che possiamo trarre da un quotidiano, ci sono però elementi sufficienti per affiancare alla cultura chimico-meccanicista, che ovviamente ha occupato tutta la scena, anche una lettura più poliedrica che comprenda aspetti profondi dell'essere umano.
Se quindi nessuno può escludere a priori che delle sostanze tossiche abbiano causato problemi all'organismo di questo ragazzo, è anche vero che nessuno dovrebbe evitare di considerare il baratro psichico in cui sia il ragazzo sia la famiglia sono precipitati.

Lascio allora emergere a flusso di coscienza alcuni elementi ai quali, se fossimo in una cultura pienamente consapevole del sistema psico-biologico, si presterebbe la massima attenzione.
Ho messo insieme le limitate informazioni ricavate dai giornali e le ho estese al campo della mia personale immaginazione, con lo scopo di dare un contesto emotivo più completo.
Perciò, nonostante io mi ispiri ad una storia vera, da ora in poi il testo non va riferito a fatti e persone reali.

Papà carabiniere, un lavoro speciale e ammirevole. Il sogno di un figlio che vuole seguirne i passi e diventare come lui.
Dopo tanta attesa, finalmente il militare: una molla carica pronta a dare il massimo.
La primissima uscita, una maratona: vittoria, gioia incontenibile, piena e totale in tutto il corpo. Dimostrazione di valore, energia che fluisce nei muscoli e poi li rilassa come non mai.
Mollezza e stanchezza del giorno successivo, il giorno della vaccinazione.
La sera stessa muscoli molto flaccidi, rispondono male ai movimenti, febbre [profondo ripristino delle fibre dopo l'importante "rivalutazione"].
Stanchezza estrema, il ricovero in ospedale. 
Mentre ricominciano le esercitazioni...bloccato nel letto. Insopportabile impotenza. Fallimento, interdizione. 
Passano i giorni, la situazione non migliora anzi...arriva il congedo! "Cosa penserà adesso mio padre". 
Un sogno che svanisce in un istante. Niente ha più senso.
Estenuante percorso giudiziario. 
Estenuanti e inconcludenti controlli medici.
Smagrimento repentino, invalidità al 100%, sedia a rotelle.
Papà cade in depressione, fratello piccolo con distrofia muscolare, mamma che si fa in quattro per sostenere tutta la famiglia.
Nessuno deve pretendere e chiedere più nulla.


Ho completato lo scenario disegnato dalle informazioni sui fatti, aggregandole con un cemento emotivo che la nostra cultura pretende colpevolmente di ignorare, di disconoscere come parte della nostra essenza.
Ripeto: nessuno tragga alcuna conclusione dalla vicenda perché si tratta di una ricostruzione frutto della mia immaginazione.
Eppure: crediamo davvero che simili drammatici smottamenti interiori, quali che siano stati, possano essere del tutto indifferenti, tanto da volerci rifiutare di alzare l'occhio dal microscopio?
Possiamo davvero immaginare che i soli metalli abbiano portato a questa situazione, e che ciò che ne è conseguito sia del tutto ininfluente sulla vita e la salute dell'organismo?

Alziamo la testa, dilatiamo lo sguardo, apriamo il cuore e osserviamo l'umano.
C'è abbastanza densità in questa storia per permetterci di fare un timido passo fuori dallo schema riduzionista.

Non smettiamo di interrogarci sugli effetti tossicologici e su eventuali lotti di farmaci avariati; ma allo stesso tempo non distogliamo mai lo sguardo dai profondi processi interiori che, in particolare qui in 5LB Magazine, sappiamo essere tutt'altro che marginali e che possono invece aiutare a spiegare e comprendere reazioni tanto differenti tra gli individui.

Forse si comprenderà anche meglio perchè ogni indagine che si limita ai laboratori di chimica, agli esperimenti sui topi e a quelli in vitro non possa fornire grandi risultati in questo ambito, e si comprenderà quanto sia urgente che la ricerca di base cominci ad adottare metodi di indagine radicalmente diversi a partire da tutta un'altra prospettiva.



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