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Belen Rodriguez testimonial per lo screening mammografico. Cosa c'è di strano?

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Belen Rodriguez Nastro Rosa 2019
L'Ottobre Rosa è un mese tradizionalmente molto caldo in termini di comunicazione intorno alla salute e ai tumori, che vede su tutti i quotidiani un grande protagonista: il cancro al seno.
A riguardo abbiamo revisionato molte notizie in passato, e devo dire che la distorsione mediatica dell'informazione è ormai tristemente prevedibile.

Sembra che ci siano due fronti contrapposti:
il primo che porta studi scientifici, dati precisi, cautela con grande riguardo per i rischi della sovra-diagnosi e del sovra-trattamento;
l'altro che, facendo leva sulla paura, promuove un interventismo assoluto, prevenzione senza se e senza ma, con grandi risorse di marketing, spesso ignorando le evidenze scientifiche acquisite.

Quest'ultimo fronte, oggi, è il più apprezzato dagli organi di informazione.

Tumore al seno: +15% tra le under 50, ma per loro non esiste un programma di screening
Scatta lʼallarme prevenzione: il Sistema sanitario nazionale non mette a disposizione un programma di esami per le giovani
Fonte: TGCom

POCHI SCREENING PER UN PROBLEMA DI CONTI PUBBLICI?

I titoli di oggi sono inequivocabili: la Sanità pubblica non funziona a dovere, perchè non applica un programma di controlli sulle giovani donne.
Il messaggio implicito: se il Sistema Sanitario Nazionale è deficitario, allora è bene che ci pensi tu da sola perchè "ancora troppo spesso la diagnosi arriva in ritardo perché molte donne non si sottopongono allo screening".
Il comunicato ufficiale della LILT: La campagna “Nastro Rosa 2016” si pone dunque l’obiettivo di intercettare e sensibilizzare in particolare un target giovane
Ma interlocutrice è ogni donna, giovane e non, che abbia affrontato la patologia tumorale o che sia sana, che abbia un seno naturale o abbia subito un intervento di chirurgia estetica, abbiente e non abbiente, di ogni etnia. Fonte: Corriere
Questo è il fronte dell'interventismo a tutti i costi e della prevenzione generalizzata, che veicola attraverso testimonial molto in vista un certo panico e una soluzione semplice per porvi rimedio.
Sarà allora la popolazione stessa a fare pressione sulla classe medica e politica per avere i servizi che "le spettano".

Il fronte delle evidenze scientifiche non può invece veicolare messaggi generalizzati, che fanno presa emotiva senza supporto di dati concreti, ma si affida al rapporto medico-paziente, ambito in cui la valutazione è sempre soggettiva e concordata sulla base delle acquisizioni più solide e verificate.

Perchè non esiste un programma di screening per donne sotto i 50 anni? Mancano i soldi? Lo Stato non si occupa di noi come dovrebbe? È un caso?
I programmi di screening nazionali tendono (a diverse velocità) ad adottare le evidenze epidemiologiche sull'efficacia dei trattamenti.
Checchè ne dica il fronte mediatico, lo screening mammografico non è sicuro
Non è vero che più ti controlli e meglio stai. Non è vero che se tutti facessero prevenzione in modo generalizzato la popolazione sarebbe più in salute. È proprio il contrario.
La dissociazione tra i due fronti è palese.
Che si conoscano o meno le 5 Leggi Biologiche, la prevenzione non dovrebbe essere un prodotto da vendere come una bibita.

LE RACCOMANDAZIONI SULLO SCREENING MAMMOGRAFICO

Le prove di efficacia dello screening mammografico, basate su dati epidemiologici reali e su cui si fondano i programmi di screening nazionali, indicano che:

- Non è raccomandato alcun tipo di screening per donne più giovani di 40 anni e oltre i 75 anni.
- Se una donna tra i 40 e i 49 richiede espressamente di sottoporsi a screening, il medico deve informarla dei rischi. Se accetta di sottoporsi comunque, non va prescritto con frequenza inferiore a 2 anni.

- Non è raccomandato mai il controllo annuale (qualunque età)
- Non è raccomandata mai la risonanza magnetica (qualunque età)
- Non è raccomandata mai la mammografia 3D con tomosintesi (qualunque età)
- Non è raccomandata mai l'autopalpazione (qualunque età) - (perchè?)
- Non è raccomandato a donne con aspettativa di vita inferiore a 10 anni. 

Raccomandazioni cancro al seno screening


Le linee guida internazionali raccomandano lo screening tra i 50 e i 74 anni di età, ogni 2 anni.
Per questo i programmi nazionali non fanno controlli sotto i 50 anni: perchè sono nocivi e non per un deficit di efficienza del sistema sanitario.
Ci sono poi paesi come la Svizzera in cui è stato proposto di sospendere totalmente lo screening mammografico a qualunque età.
Fonte: Swiss Medical Board

[ATTENZIONE: le raccomandazioni si riferiscono alla popolazione cosiddetta a "rischio medio".
Un medico potrebbe raccomandare una intensità di screening maggiore ad una sua particolare paziente considerata "a rischio".]

LE TESTIMONIAL DELLA LILT (LEGA ITALIANA LOTTA AI TUMORI), ANNO PER ANNO

Cosa c'è allora di strano e incoerente in una campagna pubblicitaria che spinge tutte le donne indistintamente, ed esplicitamente le più giovani, a sottoporsi a screening?

Elisabetta Gregoraci Nastro Rosa 2016Cosa c'è di strano e incoerente nell'avere investito nel 2016 come testimonial dello screening Elisabetta Gregoraci, 36 anni di età?

Ricordo che, sotto i 40 anni, non è certamente raccomandata la mammografia ma nemmeno alcun tipo di screening.
(Elisabetta ha scelto di sottoporsi a mammografia ogni 6 mesi per una paura personale di rischio ereditario. Fonte: fanpage)


Anna Tatangelo Nastro Rosa 2015
E Anna Tatangelo, 28 anni nella campagna precedente "Nastro Rosa 2015", distante ben 22 anni dal suo primo screening mammografico raccomandato?
"Un'occasione per sottolineare come ad essere sempre più colpite sono proprio le più giovani, coloro che sono escluse dai servizi gratuiti di screening". Fonte: LILT



Ilary Blasi Nastro rosa 2017
Nastro Rosa 2017: l'invito della campagna 2017 "è rivolto a tutte le donne sane o che abbiano affrontato la malattia. Ma soprattutto vuole sensibilizzare le più giovani e per farlo ha scelto Ilary Blasi (36 anni) come testimonial della XXV edizione della Campagna." Fonte: Repubblica
"Chiediamo con forza di estendere anche alle donne più giovani il programma di screening previsto dal Ssn, che al momento è riservato alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni."
Fonte: Presidente LILT ANSA

Con quale fine sia richiesta con forza, da una campagna mediatica  multimilionaria, una estensione del bacino di utenza dello screening in contrasto con le linee guida e senza che siano nemmeno accennati i rischi, noi non lo sappiamo.


E ancora: cosa c'è di strano e incoerente nell'avere investito come testimonial dello screening 2019 Belen Rodriguez, oggi 35 anni di età?
!! "La prevenzione non ha età" !!
Belen Rodriguez Instagram

Matilde Gioli testimonial Nastro Rosa
Nastro Rosa 2021: Matilde Gioli, giovane attrice di 32 anni, volto della campagna 2021 dice: “l’autopalpazione va praticata ogni mese e dovrebbe diventare una consuetudine sin da adolescenti.
Poi, a partire dai 25-30 anni, ogni anno, non dobbiamo dimenticare di mettere in agenda uno screening completo dal senologo”
Fonte: LILT

Ricordo nuovamente le migliori evidenze scientifiche: non è raccomandata l'autopalpazione a qualunque età, sotto i 40 anni non è raccomandato alcun tipo di screening e soprattutto mai con una frequenza inferiore ai 2 anni.


Perseverare è diabolico.
Solo nel 2018 Federica Panicucci, 50 anni, è stato un testimonial centrato, a fuoco con le linee guida.

Dice la stessa LILT: Il cancro al seno ha raggiunto il primato assoluto a livello di incidenza, attestandosi come il tumore più frequente. 
Affermazione confermata dal registro dei tumori. (Fonte 2015: registro dei tumori).

Allora ci sarebbe anche da chiedersi: le campagne mediatiche che promuovono la prevenzione... quanto influiscono sulla grande crescita dell'incidenza del tumore al seno?
Fortunatamente anche a questa domanda molte ricerche di dominio pubblico hanno già risposto: sembra infatti che "Più aumentano i controlli preventivi, più il cancro si diffonde".

[Questo articolo è stato scritto nel 2016 e aggiornato con le testimonial Nastro Rosa degli anni successivi]



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