## Ultimissime ##
Un attimo...
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Covid19: la compressione dei diritti umani non è giustificata



Più guardo dentro i dati del Coronavirus, e più i conti non mi tornano.
È dai primissimi giorni, dal 22 febbraio, che denuncio il pericolo della psicosi collettiva e l'evidente, devastante sproporzione delle misure draconiane messe in atto dal nostro governo.
L'ho fatto con numerosi video e articoli su 5LB Magazine, sempre dettagliati e referenziati.

Come sempre rivolgo una particolare attenzione a ciò che succede all'estero, sia per la produzione di letteratura scientifica, sia a causa dell'inqualificabile manipolazione politica che si perpetra nella stampa italiana. E sorvolo sulle recenti minacce di censura ad opera di rappresentanti delle istituzioni e sedicenti "scienziati".

In questo mese e mezzo sono rimasto stordito anche io da una informazione contraddittoria e dalla frenesia degli eventi.
Ma avevo nel cuore una certezza, perchè conosco i miei idoli, i miei riferimenti nel campo della EBM (che colleziono come un bambino con gli album dei calciatori): che non sarebbe passato molto tempo per iniziare a udire alzarsi le voci più autorevoli, nel fare emergere e contrastare le contraddizioni che molti di noi hanno intuito vivendo questa catastrofe chiamata Covid19.

Tra le tante voci cui farò eco, oggi vi porto quella del professor Sucharit Bhakdi, microbiologo tedesco, che ha inviato, e commentato con un video, una lettera aperta alla cancelliera Angela Merkel. Seguite anche il canale YouTube del professore, perchè è molto attivo.
Mi sono permesso di ripubblicare il video in italiano perchè il messaggio mi sembra vitale anche per noi: lascio il video libero da loghi e quant'altro, così chi vorrà potrà divulgarlo a piacere nei propri canali.
La traduzione e il doppiaggio sono miei, Mauro Sartorio, mi scuso se dovessero esserci errori.


Lettera aperta al cancelliere tedesco

Cari cittadini

Sono un microbiologo medico ed epidemiologo di malattie infettive che ha lavorato per 22 anni come presidente dell'Istituto di microbiologia e igiene medica dell'Università di Magonza.
La mia vita è stata dedicata alla ricerca della patogenesi, diagnosi e terapia delle malattie infettive.
Nove giorni fa, ho caricato il primo video per affrontare il dibattito COVID-19 che sta imperversando in tutto il mondo.
Il mio intento era di incanalare le discussioni accese qua e là verso una solida base scientifica, per il bene di tutta la comunità in questo paese.
Non condivido nessun programma politico. Non perseguo alcun interesse personale e nessun interesse di terzi.
L'unica ragione per questo video è l'obbligo di servire la scienza e la nostra comunità.
La domanda decisiva è: ne sappiamo abbastanza per giustificare le enormi misure che violano i diritti umani nella nostra libera società democratica?
Con tutte le conseguenze prevedibili che ne avremo.
E se sì, su quali dati sono basate queste decisioni e quali strategie sono state adottate?

Ora ho scritto una lettera aperta al Cancelliere tedesco, rivolgendo le 5 domande aperte più urgenti.
In questo, il mio ultimo video, spiegherò le ragioni alla base di queste domande che sono di vitale importanza per noi.
La mia prima domanda riguarda le statistiche.

Nel nostro campo, è sempre stato elementare distinguere tra infezione (comparsa e moltiplicazione di un agente infettivo) e malattia (ovvero comparsa di sintomi clinici).
Nel caso della coronavirus, questo sarebbe tosse e forse febbre.
In altre parole: una nuova infezione, diagnosticata da un test di laboratorio, NON DEVE essere equiparata alla malattia o al paziente che richiede cure mediche.
Si afferma che il 5% delle persone infette finirà in terapia intensiva e necessiterà di ventilazione artificiale.
La prognosi che ne deriva è eccezionale e prevede che il sistema sanitario tedesco sarà portato ai suoi limiti più estremi.

1- La mia prima domanda al Cancelliere: le sue proiezioni hanno differenziato tra individui asintomatici o solo leggermente sintomatici e veri pazienti COVID-19, gravemente malati e ospedalizzati?

Cari concittadini:
Il pericolo implicito di equiparare le infezioni al numero di pazienti deve essere evidente. Il numero giornaliero di infezioni registrate è infatti esponenziale.
MA - Non possono servire come base affidabile per eventuali calcoli sul possibile impatto nelle cure mediche.
Piuttosto, abbiamo bisogno di un numero di casi COVID-19 autentici e clinicamente rilevanti per arrivare a qualsiasi previsione ragionevole.

La seconda domanda riguarda il vero pericolo del virus.
L'attuazione delle attuali misure draconiane che limitano così fortemente i diritti fondamentali può essere giustificata solo se c'è motivo di temere che un virus realmente ed estremamente pericoloso ci stia minacciando.
Esistono dati scientificamente validi a supporto di questa tesi per COVID-19?
Affermo che la risposta è semplicemente:
NO!
Per valutare il vero pericolo del virus: qual è il tipo di dati di cui abbiamo bisogno?
Ecco i comuni virus Corona con cui conviviamo ogni giorno.
Ecco COVID-19
Ciò di cui abbiamo bisogno sono - diciamo - 10.000 pazienti, tutti con patologia delle vie respiratorie che sono infetti dai comuni virus Corona
E 10.000 infetti da COVID-19.
Tutti effettivamente con malattie delle vie respiratorie, nient'altro.
Quindi, dobbiamo chiedere quanti muoiono in questo gruppo e quanti in quello.
Se la mortalità è simile in entrambi, allora chiaramente sono ugualmente pericolosi o meno pericolosi.
Se il numero qui è più alto, ovviamente il virus è più pericoloso.
Se il numero è molto, molto, molto più alto di quello, ovviamente il virus è molto, molto, molto più pericoloso.
Mi chiederai, c'è stato un tale studio?
E rispondo: no
Fino al 19 marzo 2020
Quando il primo studio mai apparso è venuto dai nostri colleghi francesi che hanno affrontato questa domanda centrale.
Cosa pensi che abbiano riferito?
La mortalità in entrambi i gruppi era simile. COVID-19 non differiva nella pericolosità dai suoi parenti virus di tutti i giorni.

2- La mia seconda domanda al Cancelliere:
Quanti pazienti COVID-19 autentici e confermati sono attualmente in trattamento in terapia intensiva, e come si confronta il numero con i pazienti infetti dai virus Corona comuni?
Questi dati vengono presi in considerazione nelle strategie di prevenzione presenti e future?
E i dati dei nostri colleghi francesi hanno ricevuto attenzione in questo contesto così importante?

Cari concittadini:
Io non dico che COVID-19 sia banale come i comuni virus Corona. Ma sostengo che nulla indica la probabilità che sia molto, molto più pericoloso come ad esempio i suoi allarmanti predecessori SARS e MERS che erano davvero pericolosi.

O come il virus dell'influenza che ha afflitto il mondo due anni fa, 50 o 100 volte più mortale dei virus influenzali annuali che quest'anno hanno causato circa 300 morti. Due anni fa, eravamo inorriditi per oltre 20.000 morti per influenza in Germania.
Eppure, non sono state affatto implementate misure preventive così brutali, e ciò era corretto e ragionevole.
Perché il nostro sistema sanitario è attrezzato per far fronte a tali emergenze e abbiamo davvero bravi medici e infermieri che si adoperano immediatamente per padroneggiare tali situazioni.
Non c'è motivo di andare nel panico.
Ora immagina: che COVID-19 sarà e si è già manifestato come un virus con una qualche mortalità, ma mai estremamente superiore rispetto ai comuni virus Corona:
Quindi, cari concittadini - incredibile ma vero - il quadro di tutte le misure preventive crolla istantaneamente come un castello di carte.

La mia terza domanda riguarda la diffusione del virus nella popolazione generale e sana.
Dobbiamo urgentemente sapere se il virus si è già diffuso nella popolazione generale.
Perché, se così fosse, qualsiasi tentativo di fermare la sua ulteriore diffusione sarebbe ovviamente insensato.
3- La mia domanda al Cancelliere: è stato avviato qualche tentativo di rispondere a questa domanda?
Cari concittadini, un'indagine rappresentativa della nostra comunità potrebbe essere eseguita entro 1 o 2 settimane - e a quel punto lo sapremmo...

La mia quarta domanda riguarda i reali tassi di mortalità del virus con particolare riferimento all'Italia e alla Spagna.
Nella mia convinzione, il terribile errore commesso in tutto il mondo è che ogni volta che il virus viene rilevato in un defunto, viene automaticamente assegnato come causa della morte ed entra nella lista orribile dei morti per Coronavirus.
Ciò viola un principio di base in medicina: semplicemente DEVE essere stabilito che un paziente muore A CAUSA E non semplicemente CON un virus.
Questo è esplicitamente dichiarato nelle linee guida mediche tedesche che tuttavia non sono rispettate nel caso di COVID-19.

4- Quindi, la mia domanda al Cancelliere:
La Germania ha solamente seguito la tendenza globale di categorizzare e definire in modo non scientifico i decessi per COVID?
E la Germania intende continuare a infrangere le regole stabilite?
Quindi come potrai mai sperare di distinguere tra virus come causa di morte e virus presente accidentalmente alla morte?

La mia ultima domanda si riferisce alla comparabilità della situazione in Italia e in Germania.
Perché: i terribili rapporti dall'Italia - e in questi giorni anche dalla Spagna - sono spesso estrapolati per avvertire della possibile, simile situazione che minaccia il nostro paese.
Tuttavia, il vero impatto di COVID-19 in Italia non può essere valutato con facilità.
Oltre alle questioni che abbiamo affrontato in precedenza, fattori aggiuntivi come l'orribile inquinamento atmosferico nel Nord Italia e le difficoltà del sistema sanitario italiano potrebbero avere avuto un ruolo imprevedibile.

E adesso cari concittadini
Vi offro un altro pensiero su cui riflettere:
Sappiamo che il virus è estremamente contagioso.
Riflettete: probabilmente il virus si è già diffuso ben oltre quel che si crede. Può essere presente in una buona parte della popolazione sana italiana, spagnola e anche tedesca.
Quanto è probabile che, quando i pazienti anziani vengono visitati dai loro cari e amici, il virus viene loro trasmesso - come lo sono gli altri comuni Corona-virus di tutti i giorni?
Solo quando i pazienti entrano in ospedale, il virus viene immediatamente rilevato. O se soccombono alla loro vera malattia, a casa, il virus viene cercato e trovato dopo la morte.

Un evento banale, ma con conseguenze indescrivibili a causa della falsa interpretazione.
Lo dico ancora una volta: la presenza semplice e banale del virus non deve mai qualificarlo per entrare nel registro delle morti per COVID.
Miei cari concittadini, i rapporti dall'Italia, per quanto tristi e deprimenti, non possono e non devono diventare il riferimento per le nostre misure in Germania.

5- Quindi, la mia ultima domanda al Cancelliere:
Quali sforzi vengono fatti per informare la nostra società su queste differenze fondamentali tra le situazioni in Italia e in Germania?
E per dire alla nostra gente che non devono avere paura che uno scenario simile minacci questo paese?

Cari concittadini
il mio unico intento è di riportare l'acceso dibattito su una base razionale, in modo che la situazione possa presto tornare a quella normalità che ci è disperatamente necessaria.
Non mi sento solo.
Molti dei miei colleghi in questo paese hanno espresso apertamente la loro opinione, allineata alla mia.
E uno degli esperti più noti e riconosciuti nel campo, il Prof. Ioannidis di Stanford, ha fatto lo stesso.

La domanda più importante a cui rispondere immediatamente è: la presente attuazione di misure che comprimono i più elementari ed essenziali diritti umani, può essere legalmente giustificata?

Concittadini:
Le credenze erronee in medicina hanno causato sofferenze indescrivibili a innumerevoli abitanti su questa Terra.
Robert Koch aprì le porte alla medicina moderna quando dimostrò che una specifica malattia - la tubercolosi - aveva una causa specifica: il batterio.
Da allora, le conoscenze scientifiche hanno continuato a sostituire le credenze in medicina.
Cerchiamo di seguire la strada del progresso e di mettere insieme conoscenza e verità, in uno sforzo collettivo per dominare questa terribile crisi.

Video originale.
Lettera al cancelliere.
La lettera in inglese

Il commento di un medico tedesco al video del professore.



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