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Apriamo le gabbie? I risultati dei primi test sierologici per Covid19

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Stiamo finalmente cominciando a capire quale numero abbiamo al denominatore di Covid19, cioè quanti sono i "contagiati".

Nonostante il numeratore sia ancora molto confuso perchè non sappiamo chi sia morto realmente per Covid19 o per altri motivi, possiamo comunque essere ottimisti sul fatto che Covid19 rientri nel rango di qualcosa che non è più pericoloso di una influenza stagionale.

Infatti si è cominciato a campionare la popolazione con i test sierologici per Covid19, che dovrebbero essere un po' più affidabili dei tamponi faringei e soprattutto rileverebbero quegli anticorpi che, nell'odierno paradigma virologico, indicherebbero che il soggetto ha già ospitato il virus.

In Italia si è partiti con il comune lombardo di Robbio, dove si evince che più del 10% della popolazione presenta gli anticorpi.
Ora si estenderà il censimento a 150.000 persone, per migliorare ancora di più la comprensione dell'epidemia. Fonte: Quotidiano.net
Finora si è proceduto senza dati, alla cieca, e i risultati di questa assenza di strategia sono evidentemente drammatici.

Dalla California abbiamo dati ancora più completi su un campione di 3300 persone che, come dice Ioannidis, ci danno fondamenti validi per riaprire la nostra società.


Intervista a John Ioannidis del 17 aprile 2020
- Dott. Ioannidis, quando ti abbiamo intervistato il 23 marzo hai detto che avevamo bisogno di più dati prima che potessimo essere sicuri di ciò che stava accadendo.
Da allora hai raccolto i dati e sono stati pubblicati tre studi.
Iniziamo con l'ultimo che hai intitolato
COVID-19 Antibody Seroprevalence in Santa Clara County, California 
Qual era lo scopo di questo studio e cosa hai scoperto?


- Questo studio mirava a generare una stima di quante persone nella contea di Santa Clara fossero state infettate dal virus e il modo per scoprirlo è provare a vedere se hanno sviluppato anticorpi contro SARS-Cov-2.
Quindi abbiamo preso un campione di residenti nella Contea di Santa Clara, valutando la presenza di anticorpi. Il campione era di 3.300 persone che sono venute per essere testate.
Abbiamo stimato, in base a ciò che abbiamo visto, che tra il 2,5 e il 4,2% della popolazione della contea ha anticorpi che indicano che sono stati infettati dal virus qualche tempo fa.

- Quali sono le tue conclusioni basate sul tuo studio?

- Se si confrontano i numeri che abbiamo stimato di coloro che sarebbero stati infettati, i quali variano da 48 mila a 81 mila, con il numero di casi documentati che corrisponderebbero allo stesso orizzonte temporale attorno al 1° aprile, cioè quando nella nostra contea di Santa Clara erano stati documentati 956 casi, ci accorgiamo che il numero di persone infette è grossomodo tra 50 e 85 volte in più rispetto a ciò che pensavamo, rispetto a ciò che era stato documentato.
Questo significa che la probabilità di morire per l'infezione diminuisce tra 50 e 85 volte, poiché il denominatore nel calcolo diventa da 50 a 85 volte più grande.
I nostri dati suggeriscono che:
1- Covid19 ha un tasso di mortalità per infezione che è nello stesso campo dell'influenza stagionale
2- sebbene si tratti di un problema molto serio, non dovremmo averne paura
3- abbiamo una solida base per essere ottimisti sulla possibilità di riaprire la nostra società e riavere indietro la nostra vita, prima piuttosto che poi, grazie ad un approccio basato sui dati.

Aggiornamento 23/04/2020: uno studio su 3000 persone a New York rileva un risultato simile. Il numero di chi avrebbe già ospitato il virus è molto più alto del previsto: il 20% del campione aveva gli anticorpi. Fonte: NY Times


Avevo preannunciato nel punto 2 delle FAQ sul Covid19 che alcuni studi preliminari valutavano la letalità di questa influenza in un ordine di grandezza fino a 100 volte inferiore rispetto a quello finora considerato. I dati della California confermerebbero una letalità molto bassa, intorno allo 0,12%-0,20%.
Come avevo evidenziato al punto 6, nel paragrafo UNA STRATEGIA PER USCIRNE, il prolungamento senza visione strategica della quarantena che stiamo subendo è un suicidio collettivo, specialmente perchè finora non abbiamo raccolto alcun dato per valutare se sia opportuna e appropriata.
Finalmente a breve potremo ponderare le cose senza andare alla cieca grazie, come dice Ioannidis, ad un approccio basato sui dati.
Nessun valore scientifico hanno invece le strategie che confidano nei farmaci vaccinali.

E se i dati saranno ripetutamente confermati dai campionamenti della popolazione, potremo essere ottimisti su un ritorno alla normalità, prima piuttosto che poi.


Aggiornamento 4/5/2020: 
Da uno studio giapponese pare che la letalità sia ancora più bassa del previsto: lo 0,01%.

Test sul sangue effettuati in Giappone rivela: la mortalità da coronavirus è inferiore all’influenza
Fonte: La Stampa



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