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Un attimo...
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Recuperare il sentimento della natura: ecologia dell'esistenza - critica al transumanesimo

L'agire tecnico soffre dell'assenza di un sentimento e di una cura per la vita.
Occorrono basi concrete per uscire dalla grande ipnosi e tornare a vivere, ma da svegli.

Seguono 45 minuti di video oppure il testo più sotto.



[Per gli interessati a questo paradigma di approccio al vivente, Paolo ha in calendario alcuni seminari di formazione.
Su Nexus ed. il libro Miss Inco-Scienza, Ancora Gravida? - Critica ad una tecnocrazia transumanista anti-Natura, per una biosfera in equilibrio ed una umanità bio-logica.]

Grazie, sono abbastanza emozionato perché mi rendo perfettamente conto di non avere il livello di fama e forse anche di brillantezza dialettica - anche un po' per gli argomenti che tratto che mi costringono ad essere non così affabile - ecco, di non avere lo stesso tipo di risonanza degli altri relatori che mi hanno preceduto. E voglio ringraziare veramente tanto gli organizzatori per avermi invitato.

È un qualcosa di un po' più intimo quello che vi porterò: io mi aggancio a due cose importanti che sono state dette prima di me che mi danno il trampolino per farvi capire qual è secondo me un messaggio importante. 
Due concetti chiave: uno l'ha detto anche Andrea Tosatto ieri e l'ha ribadito la dottoressa Iannetti prima, cioè che c'è una grossa differenza tra nozionismo/cultura/competenza e stato di coscienza/intelligenza/capacità di cogliere cosa significa vivere e che cos'è la vita, l'esistenza.
Quindi una differenza tra cultura e stato di coscienza e dall'altra parte, come diceva Andrea ieri, non esiste intelligenza senza empatia. Altro che intelligenza artificiale, questa è la deficienza artificiale. La "defiscienza".

In secondo luogo un aspetto che riguarda tutta la parte dei modelli percettivi della realtà, potremmo dire in maniera molto tranchant "dell'emisfero destro", in qualche modo, e alla sinistra - ha detto Marcello Pamio molto bene prima - come fai a stare neutro dopo tutto questo tempo di bombardamento di paure? Con una semplice cosa: con la conoscenza. Una volta che tu sai delle cose, quella roba lì è pattumiera, non te ne frega niente.

LE 5 LEGGI BIOLOGICHE SONO IMPRESCINDIBILI

Ecco perché adesso cercherò di fare una piccola review: prima partirò da questo secondo aspetto cioè che abbiamo un sistema di credenze che alimentano quella che è tutta la tradizione sapienziale scientifica, e mi ha fatto piacere sentire già ieri col dottor Scoglio e ma anche con la dott. Iannetti e quant'altro, Marcello Pamio conoscitore delle 5 Leggi Biologiche, io pure le studio da dieci anni e vi dico senza fare pubblicità: o si studiano 5 Leggi Biologiche o non si va da nessuna parte, ve lo dico proprio chiaro
O cominciamo a capire quella millimetrica conoscenza che ci permette di correlare ogni processo fisiologico a un preciso sentito percettivo e capirne il senso... quindi, se mi sganciano cinque rottweiler incazzati non è che mi viene da grattarmi un orecchio: attivo una iper-adrenalina, iper-cortisolemia,  midriasi della pupilla, ipertono muscolare, dilatazione bronchiale, accelerazione del battito... se no sono morto. 
È chiaro che se sono inseguito da cinque rottweiler incazzati per sei mesi ho una fisiologia estremamente alterata e vado in quella fase che si chiama arousal, ho una consunzione di substrati. 
Ma questo è un altro aspetto.
Quindi: il senso biologico di tutto quello che accade. Compresa la CID.
È chiaro che se ho un conflitto di paura frontale che coinvolge gli endoteli, gli archi branchiali e faccio ulcera su questi tessuti, espongo il flusso sanguigno a una mucosa che non ha un certo tipo di strato e questo attiva una risposta di coagulazione.

Allora è chiaro che per non avere questo devo avere delle "credenze", tra virgolette perchè non sono più tali ma sono conoscenze, che mi permettono di capire se quello che sto registrando dal punto di  vista cognitivo ha un principio di realtà o se è una storia. 
La storia che i virus producono malattie è una storia. Non esiste questa cosa, è impossibile, non saremmo neanche arrivati più in là del platelminto a livello evolutivo, visto che sono probabilmente il primo congregato simil-vivente (non sono un vivente) che si è creato. 
Questo che sia chiaro, ci tenevo a dirlo, scusate.

LE GRANDI RIMOZIONI DELLA SCIENZA ATTUALE

Quindi se io nella scienza, in questa grande egregora che oggi costruisce verità e decide che cosa nel mondo è reale o no, compio nel mio processo gnoseologico, nel mio procedere conoscitivo degli errori metodologici, figli di una visione del mondo, di una weltanschauung che è povera di qualcosa, mi costruirò un ritratto del mondo afflitto da questa rimozione.

Paolo Renati - scienza sistemica e semantica
I rimossi della scienza principalmente sono due:
1) il problema è che si pensa di poter trattare i sistemi in modo isolabile. Guardate cosa fa la medicina: arriva il paziente e non comprendo che questo sistema biologico che ho di fronte a me è una storia semantica, è una storia termodinamica, è un processo percettivo, è un flusso che prende da tutto il suo albero genealogico, da tutta la sua cultura, tutta la sua credenza fino a tutta una teleologia che riguarda poi ciò che declina l'evoluzione e l'adattamento.
Quindi io concepisco il soggetto come isolabile e questo è lo stesso errore che fa la termodinamica. È chiaro che ci sono degli degli scalini epistemologici che si trasferiscono: un errore metodologico fatto sulle scienze fondamentali si ripercuote inevitabilmente su quelle dopo, dalla visione alla fisica, alla chimica, alla biochimica, alla biologia molecolare, medicina, psicologia, sociologia...passiamo dalle scienze dure alle scienze molli, ci trasciniamo tutta questa roba.
Non esiste un sistema isolabile
Non è ontologicamente possibile. Siamo sistemi di relazione, ma non soltanto di quegli elementi misurabili. Quindi benissimo l'alimentazione, guardo il materiale, la qualità, la quantità di prodotti di specie chimiche che introduco, la radiazione elettromagnetica, poi sono esposto o non esposto... perfetto. 
C'è anche un'altra cosa, che già la dott.ssa Iannetti ha detto prima: c'è questa cosa che non si sa che cosa sia, che sono i significati
In realtà io ho cercato di studiare a lungo, sono dieci anni che studio su questo: che cosa significa da un punto di vista biologico, prima della linguistica, significare?
Perché per un ameba il glucosio significa nutrimento e l'arsenico significa morte?

Che cosa significa significare, al di là del linguaggio?
Ve lo siete chiesto? È una domanda che si farebbe un bambino di quattro anni, è centrale.
Vi do una risposta veloce: significare da un punto di vista fisico, biologico, è ciò che implica quello stimolo, ciò che implica quella configurazione ambientale.
E questo ciò è deciso non tout court, ma è deciso da tutta una storia termodinamica, che è deterministica nel senso che tutto è correlato con tutto in maniera estremamente precisa e causale, non solo diacronica ma anche sincronica (Annarita ha usato le parole di Fantappiè, sintropia / entropia, quindi due tipi di causalità retroattiva e postattiva). 
E quindi una volta che c'è quel tipo di configurazione, quella situazione ha quel significato: ci sono gatti che dormono con il cane, ci sono altri che come vedono un cane schizzano via come se fossero palle da schioppo.
Perché? Non posso spiegare "Ah sai, le cellule olfattive del naso del gatto hanno sentito la molecola del cane, e quello produce una reazione biochimica di quel tipo, di fuga".

No: con quel tipo di setting configurazionale in quel gatto quello produce fuga, in quell'altro con un'altra storia percettiva si attivano altri processi biochimici che pertengono per esempio a un comfort assoluto.
Questa straordinaria capacità di acquisire memorie istintive all'interno del vivente, è straordinariamente possibile grazie all'acqua in uno stato coerente, ed è questo che permette una bellissima descrizione, riducibile, consistente e semiquantitativa (perlomeno) del vivente, grazie al fatto che lo consideriamo un processo coerente in cui emerge un self biologico, dove il vivente è in grado di darsi un ordine, un'organizzazione, pur essendo continuamente fatto di roba che cambia perché le mie molecole sono continuamente diverse.

Quindi il problema un numero uno è che ho a che fare solo col misurabile, e i significati non li misura nessuno.

2) E l'altro problema è quello dell'isolabilità

LE CONSEGUENZE CONCRETE DI UNA SCIENZA MUTILATA 

Questo produce due situazioni: si forma una tradizione sapienziale, il mainstream in biologia e medicina che è drammaticamente monca - vedi per esempio questo lato pandemente...
e dall'altra parte - e questo è ciò di cui voglio assolutamente parlare, e che credo dia l'assist a chi parlerà dopo di me nel pomeriggio perché credo che l'avvocato Scifo voglia soffermarsi su questo grosso problema che è il vero punto di tutta questa storia del transumanesimo. Perché questo Covid è semplicemente una porta, lo strumento per arrivare là, che sia chiaro.
Questo è un punto molto sottile, e non voglio fare pubblicità, ma l'ho sviluppato molto bene in un articolo dell'ultimo numero di Nexus (vi faccio vedere la copertina): è un punto molto sottile.
Io tra poco vi voglio far vedere un video, che dura circa 15 minuti e vi chiedo scusa per questo, ma sono disposto a sottrarre tempo al mio relare, per farvi vedere questo video che mi è arrivato ieri sera da una mia amica medico, e mi ha detto "cosa ne pensi questo video?" e le ho detto "spiega tutto perfettamente" e ve lo voglio far vedere, lo condividerò con voi.

Quello che voglio dire è che la posizione transumanista è furba perché ti dice "beh, come fai tu a decidere che cosa è naturale e cosa no? Se l'uomo è un risultato dalla natura, tutto quello che implica la gestualità umana è naturale".

(Premesso il fatto che forse l'uomo non è completamente un risultato di un percorso naturale, e chi ha letto Mauro Biglino qualcosa ne sa, visto che c'è scritto in tutti i testi sacri di praticamente tutte le culture del mondo, che sono sostanzialmente dei reportage storici. Vi invito veramente a leggere alcuni testi come Resi Umani o I Geni Manipolati di Adamo, scritti da Pietro Buffa, un biologo molecolare tra l'altro dell'ateneo di Catania dove ho conseguito il mio dottorato in sistemi complessi.
Credo che siano cose importanti perché probabilmente la mano che sta muovendo quello che stiamo vivendo oggi è la stessa.)

Paolo Renati evoluzione
Partono con l'assunto del dire che non abbiamo possibilità, se non quella arbitraria che pertiene all'opinione di ognuno di noi, di decidere dove c'è una soglia tra l'artificiale e il naturale. 
Beh non è così. 
Perché si dà per scontato che quello che si chiama evoluzione - per dire "ah l'implementazione tecnica fa parte dell'evoluzione, diventerai qualcosa che è un ibrido tra uomo, macchina e altre specie" ti dicono tutto quello che vuoi - ma non si ricordano un piccolo punto, perchè in realtà ci è rimasto fallace e irrisolto da Darwin, che in realtà è una teoria che va un pochino raffinata... cioè il fatto che evoluzione è sinonimo di adattamento.
Non è così.
Se io prendo una volpe e la metto in una gabbia, questa volpe produrrà delle strategie fisiologiche di adattamento, è chiaro. E se lo faccio per generazioni, quello che verrà prodotto sarà un declinarsi di questa (se dicibile ancora) specie di volpe in altro da quella iniziale. Ma questo è un adattamento, è un piegarsi per sopravvivere alle condizioni al contorno.
L'evoluzione è un'altra cosa.

L'evoluzione è un fenomeno che non è mai di una specie, non è mai di un individuo: è un fenomeno corale, che pertiene a tutte le correlazioni non locali che muovono il logos della vita.
E se noi rompiamo questo tipo di correlazione con il deliberato volere, con la volontà (di cui dopo parleremo) stiamo facendo un gioco sporco.

Quando qualcuno dice "Io voglio questo, io voglio quello"... il volere tecnico, quello che ha fatto produrre dalla bomba atomica anche ad altre straordinarie cose, è qualcosa che non sa metameditare sul chi parla quando dice "voglio".
Chi parla quando dice voglio? Stai parlando con un sentimento reale, intelligente, connesso o stai parlando con delle ybris, con dei bisogni indotti, con dei condizionamenti che ti hanno già fatto sottoscrivere tutto questo schema in cui abiti?
Questa è la domanda.

Questo è l'errore metodologico che porta avanti queste posizioni transumaniste, post-umane che sussumono un diritto ontologico di fare questo, in qualche modo - scusate l'ossimoro - pensare che l'evolvere sia subordinato alla volontà.
Non è così.
È una cosa sottile che è trapelata da quello che ha detto la dottoressa Iannetti: non è quello che penso, 
quello che voglio, quello che verbalizzo in qualche modo anche dal punto di vista mentale, ma è quello che sento, quello che esperisco, che è indecidibile, sovraordinato.
È questo che muove adattamento e coevoluzione.

I TALENTI DELLA RICERCA SCIENTIFICA SPRECATI

Adesso vi faccio vedere un attimo questo video, perché mi permette di fare meno parole su tante cose perché mette in luce una cosa molto interessante - l'ha detto Marcello Pamio prima: ci sono tanti venduti in questo sistema tra medici, ricercatori, che ovviamente è chiaro che hanno dei bias ideologici perché devono portare avanti un certo tipo di carrozza, un certo tipo di messaggi, sono finanziati da xy ... vero.
Ma non sono questi forse il grosso problema.
Il grosso problema sono quelli che riversano tutte le energie della loro vita, in buona fede, costruendo ricerca funzionale a questa roba senza riuscire con un sano atteggiamento da meta-livello, meta -osservazione, a vedere per cosa, che cosa stanno foraggiando con la loro competenza, con la loro genialità, con le loro intuizioni.
Stanno alimentando una macchina infernale: vi faccio vedere come traspare questa ingenuità da questo:

[VIDEO]

Roberto Cingolani, oggi ministro della Transizione Ecologica",  in una conferenza del 2013 con dei medici: 
"La prima cosa voglio farvi vedere: possiamo fare un robot che lavora dentro il corpo umano, quindi un anticorpo artificiale sostanzialmente, un qualcosa che faccia la cosiddetta theranostics - in futuro incontrerete molto spesso questo nome, è un merge di terapia e diagnostica - un oggetto intelligente molto piccolo che è in grado di viaggiare nel corpo umano, trovare la cellula malata, sedercisi sopra e rilasciare in quella sede il medicinale che serve, o addirittura trascrivere la correzione alla sequenza genetica che vogliamo trascrivere. Quindi è un'ambizione infinita che c'è dietro questa tecnologia. 
Oggi per fare queste cose si usano delle nanocomponenti che hanno la grandezza di qualche decina di nanometri - normalmente un nanometro sono tre atomi in fila, quindi se vi dico che ho un oggetto di 10 nanometri sono 30 atomi di diametro - sono dei piccoli magneti o sono delle molecole che si chiamano dendrimeri, possano essere dei liposomi un po più grossi... ma insomma noi lavoriamo con quelli magnetici molto piccoli, c'è tutta una biochimica particolare per cui si installa intorno a questa particella magnetica una spugnetta di polimeri che sono per esempio sensibili a variazioni di ph o temperatura, che assorbono il medicinale e lo rilasciano quando necessario. E intorno a questa spugnetta di polimero ci sono poi dei gruppi ligandi delle biomolecole che servono a riconoscere la specifica malattia che stiamo cercando.
Tutto questo oggetto overall è 100 nanometri: il sistema immunitario non lo vede, è in grado di penetrare la maggior parte delle barriere cellulari ed ematoencefaliche, va in giro trova la malattia... siccome è magnetico rilascia anche un segnale tipo risonanza magnetica, quindi ci consente di vedere dov'è la cellula malata e siccome normalmente intorno a queste cellule malate c'è qualche parametro che sballa, tipicamente il ph, è sensibile al ph e quindi riapre la spugnetta e lascia il medicinale. 
Possono essere anche medicinali multistadio, quindi prima chemioterapia, seconda, terza...a seconda di certe mutazioni che conoscete meglio di me... e infine siccome è paramagnetico, se ho un campo magnetico oscillante all'esterno, posso alzare la temperatura di una ventina di centigradi e fare anche ipertermia locale. 
È la cosa più simile ad un anticorpo intelligente di tipo artificiale, robotico, e si comincia a mettere questa roba in vivo per capire come funziona. 
C'è tanta scienza dei materiali sotto, che parte anche da pubblicazioni importanti: vedete queste ancorette, assomigliano proprio a quegli schemini e noi facciamo degli anticorpi a Y, cose di questo tipo sono grandi un'ottantina di nanometri. O possono avere forme diverse, possono essere clusterizzati, possono essere strutture a pac-man che ha il bagagliaio, qui si carica il medicinale o dei cubetti... 
Vedete qui c'è una bellissima immagine in cui si vedono queste particelle magnetiche - in soluzioni ovviamente acquosa perché devono essere in acqua visto che il corpo umano è a base acquosa - che sono anche fluorescenti e questo è un magnete: allora si vede che muovendo la cuvette intorno al magnete le particelle seguono ovviamente il campo magnetico e quindi la loro fluorescenza si accorpa laddove c'è il cluster di particelle che viene tutto compattato.
Quello che succede mettendolo in campo magnetico è che, facendo oscillare una radiofrequenza esterna la temperatura si alza, e adesso ci sono dei dati molto interessanti: strutture di questo tipo (questi sono 50 nanometri) sono dei cosiddetti quantum cubes, cubetti quantistici di ossidi di ferro che possono alzare la temperatura oltre i 50 gradi. Non c'è cellula che resiste a questa temperatura per ovvi motivi, quindi sono dei bruciatori locali estremamente piccoli. 
Per il resto, se posso definirla da un punto di vista dei materiali, è ruggine."

[FINE VIDEO] 

Non so se avete notato: questo è un ricercatore dell'istituto italiano di tecnologia.
Allora non è Kissinger, non è Bill Gates... questa è una persona che sicuramente ha le sue fascinazioni anche tecnologiche per quello che studia, e con una totale tranquillità, partendo da un paradigma già molto sbagliato di cosa è la malattia... è chiaro che se io gli insegno che la malattia qualcosa a cui andare contro, un errore... io devo cercare rimedi, "facciamo questo facciamo quello, una nuova strategia, una  nuova possibilità"... e quindi vedete cosa produce un sistema di credenze sbagliato?
Metti a servizio menti così, anziché per fare qualcosa di diverso, per fare della roba così

Non ve lo faccio vedere tutto, inutile dire che molti sintomi denunciati da chi ha avuto per esempio eventi avversi post-vaccinali, erano questa sensazione di bruciore che è molto inspiegabile lo dice qui - ora ho poco tempo - ma è il fatto che ci sono probabilmente questi sistemi risonanti che, se stimolati da campi elettromagnetici esterni di opportuna frequenza, scaldano. 
Ma immaginatevi cosa succede quando si raggiungerà come si vuole in teoria, per quelli che accetteranno di fare la quarta, quinta, sesta dose.

Dal video vedrete anche come risponde il grafene vicino a un cellulare durante una chiamata, vedrete cosa succede: si muove perché c'è una forza ponderomotrice dovuta al campo elettromagnetico oscillante.

LA TERNA TERRIFICANTE: SPETTACOLO - CAPITALE - TECNICA

Ho quasi finito, tanto per entrare nei dettagli di queste cose ci vuole molto più tempo e non basta certo una una conferenza...però voglio dire questo: siamo in una situazione dove abbiamo, a meno di non avere un radicamento con qualcosa di molto grande che è sano, che è in qualche modo il regno biologico, la rete della vita che dopo vi dico in due parole... se non c'è questo, noi siamo in balia di una terna terrificante: spettacolo - capitale - tecnica.

La società dello spettacolo - per citare Guy Debord) è quella in cui tutti i rapporti interpersonali sono mediati da delle rappresentazioni che però sono polarizzanti, cioè ci danno già un bias rispetto a quello che per esempio è il nostro regime del desiderio. 
Con lo spettacolo è un po il contrario della religione: la religione dava una serie di divieti per l'esistenza. Mentre la società dello spettacolo fa il contrario: ti dice tutti i tuoi "posso", tutto quello che potresti diventare, tutto quello che potresti essere, tutto il successo che potresti avere, tutta questa possibilità che crea dépense - per dirla con Lacan. 
Non è il desiderio nel senso sano, quello che muove la tua teologia esistenziale, è dissipazione.
Perché poi tutto questi "posso" vengono prontamente disattesi e resi irraggiungibili da quelle che poi sono le condizioni di un sistema che solo apparentemente ti lascia libero, solo apparentemente ti dà la possibilità.
Quindi lo spettacolo crea un regime del desiderio, il capitale lo gestisce in qualche modo e ne organizza i sistemi valoriali, e la tecnica è il braccio armato che lo realizza.
Voglio, in quanto condizionato. Posso, in quanto abilitato tecnicamente a fare. Devo, in quanto sono totalmente identificato in questa cosa e quindi faccio.
Faccio perché tecnicamente posso fare. E quindi come diceva Günther Anders, il soggetto della storia non è più l'essere umano, ma è la tecnica.

LA CURA DELLA BIOSFERA IN SCALA BIOLOGICA

Ecologia Paolo Renati
Uno potrebbe dire: "scusa ma io devo cacciare l'antilope, posso farmi l'arco o non va bene neanche quello?"
Perché poi si si arriva questo, ti fregano assolutizzando il concetto. 
Ci sono delle scale biologiche
Il disastro di questa società è che viviamo in sistemi sociali che sono fatti da migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia o milioni di individui, ma la scala emotiva percettiva tramite la quale io posso prendermi cura di qualcuno, di esseri viventi, quindi di entrare in risonanza, non va oltre il centinaio.
Dobbiamo ritornare i villaggi, dobbiamo trovare questa nuova strategia di esistenza, perché è solo lì che cessa l'anonimato e l'indifferenza. 
Io, anche volendo, se vivo a Milano come faccio a curarmi di quello in quel condominio là? Non so neanche chi è.
Non posso, non posso avere cura.
Questo è il problema: non possiamo neanche esercitare la cura.
 È il grande rimosso di questa società, e anche in chi fa medicina oggi: la cura, in senso alto, mi prendo cura, condivido la mia fase di oscillazione con la tua e permetto quindi una massimizzazione dell'omeostasi anche soltanto perché mi metto in risonanza con te. Perché faccio il vuoto.

E allora il metro per decidere è la scala biologica, in vari vari fronti.
Se io sono un indiano d'america e vado a cacciare il bisonte con l'arco e le frecce, i bisonti continuano ad esserci e il mio villaggio ha nutrimento.
Se io vado con 40 uomini col fucile automatico a pompa, io stermino il branco di bisonti e finisce il gioco. 
Vedete la scala biologica? Questo è quello che ha fatto l'uomo bianco quando è arrivato lì... è un esempio. 
Oppure quel imbecille che è andato in Australia negli anni venti, voleva qualcosa da cacciare e ha importato 25 coppie di conigli: bellissimo, nel giro di pochissimo l'australia si è trovata infestata di conigli perché non avevano predatori.
E poi cosa hanno pensato per calmierare questo eccesso di conigli? Beh, dunque, in inghilterra chi è che preda i conigli? Le volpi! Benissimo importiamo 20 coppie di volpi: si sono trovati infestati di conigli e di volpi perché le volpi predavano i vombati che sono dieci volte più lenti dei conigli. 
Vedete il ragionamento lineare che cosa fa? 
Io ho concepito il coniglio e la volpe isolati, non in una rete trofica, una rete sistemica che è assolutamente contestuale, radicata in un contesto. 
E questo è quello che succede. 

Così come il batterio: io penso che lo prendo, lo metto in vitro, lo guardo e dico: "ah vedi, se ci metto dei globuli bianchi lo ammazzano, ma allora è questo quello che succede nel nostro corpo! Ci sono i globuli bianchi che ammazzano i batteri. Punto."
Il batterio lì che cazzo ci sta a fare?
Niente e quindi in qualche modo viene semplicemente eliminato. 
Ma nel momento in cui c'è una fase fisiologica opportuna in cui il batterio deve fare il suo lavoro, i globuli bianchi se ne stanno bene a guardare di farli fuori. Solo dopo, quando è finita la fase in cui il simbionte fa il suo lavoro (per esempio tubercolosi, la candida, micobatteri in genere erodono delle masse, adenocarcinomi nell'endoderma)... finito il lavoro, bene, li porto fuori. 
Come se voi fate riparare la casa, avete l'impianto idraulico rotto, spaccano tutto, poi dopo che gli idraulici hanno sistemato tutto li mandate fuori dalle balle, basta.
È la stessa cosa però c'è fase e fase di lavoro. 

LA SEDUZIONE DELLA TECNICA

Ecco questo è un punto importante: la tecnica seduce, siamo noi che dobbiamo riuscire ad avere un atteggiamento, a fare un passo indietro
Perché se io anche prendo un leopardo e in qualche modo gli faccio avere le ali... caspita, questo si trova che riesce a fare, per quanto gli riguarda, tutto quello che vorrebbe fare in modo più potente, più abile, non tornerebbe indietro.
Ma se questo leopardo non ha le ali, non è per un caso. 
Come diceva la teoria darwiniana, non è che ci sono le fluttuazioni casuali in evoluzione.
Laddove la materia è coerente, ci sono stati antropici minimizzati, tutto segue un ordine, segue un logos ed è quindi subordinato ad una ananke, ad una necessità ontologica, biologica

Dobbiamo smetterla di considerare il corpo come una cosa, come un oggetto: il corpo è un processo di relazione, continua ad auto-trascendersi continuamente. 
Ed ecco perché poi in questa visione non c'è bisogno neanche di chiamare un'altra entità che si chiama anima, che viene cartesianamente da un altrove. 
È già tutto qui: la psiche è il corpo che percepisce, è il corpo che si declina. 
Quando riusciamo a ricontattare questa unità ontologica, vediamo una necessità profonda in tutto quello che la biologia declina.

Se volete questi argomenti sono stati approfonditi in questo articolo nell'ultimo numero di Nexus, non ho il tempo per farvi vedere questo video di tre minuti che è quello fatto dal World Economic Forum.
Ve lo riassumo un attimo: vi fanno vedere tantissime belle cose con cui potrebbe cambiare il nostro mondo, da oggi dopo la pandemia, e raccontano "ci sono tante belle cose che potresti conservare, come 
vantaggi a valle di questo" e ti fanno vedere che non ci sarà più l'ufficio, potresti usarlo per laboratorio di ricerca, punti d'incontro; oppure l'educazione da casa e anche la scuola è molto più avvantaggiata con i sistemi digitali, e intanto fanno vedere i bambini seduti al parco con mascherine, il pirla in bicicletta da solo con la mascherina... 
Cosa succede? La parola chiave è questa: stanno normalizzando.
Una persona che non ha una capacità critica di vedere questa roba, normalizza questa situazione, questo nuovo status quo, sedotta da una ovviamente e facilmente accontentabile percezione poco discernente: "Ah sì che carino effettivamente"
Ma non si rende conto. Io mi ricordo quando lavoravo per una grande azienda e mi sentivo morire perché mi dovevo svegliare alle 6:40 e riuscire ad essere in ufficio alle 7:30 perché se ci arrivavo dopo ci mettevo un'ora e 20 per il traffico che c'era e non mezz'ora. E per riuscire a uscire ad un orario decente quando il sole non era ancora tramontato, a cercartelo lì, guardarlo, gli ultimi pezzi di brandelli di giornata buttata via dentro un ufficio, una scrivania... io dicevo alla mia capa ingegnerona: "scusi, ma io devo fare solo del lavoro al computer, ma perché non ci fate lavorare che uno si organizza il lavoro, se mi voglio svegliare alle 10 di mattina, lavoro per obiettivi, tutto quello che..."
"Renati, l'università è finita"

Oggi lo chiamano smart working e col ricatto: abbiamo visto che non sei stato al monitor tra le 11:05 e le 11:25.
Vi rendete conto?
Siamo vittime di grandi détournement, come dicevano i situazionisti, cioè sviamenti.
Ovvero, come dico io, sostituzioni di senso.
Cioè si passa da - che ne so faccio un esempio - la critica dell'antropocentrismo perché ha fatto i suoi danni, alla negazione tout court dell'umano "l'umano fa danni quindi dobbiamo andare oltre l'umano".
Cose così oppure: bellissima la tecnologia per sopperire una disabilità, un deficit, un trauma che ha creato un'invalidità, altra cosa è pianificare a tavolino un essere che ha una connotazione biologica che io decido al di là, staccandomi dal logos biologico. 

Sarebbe bello quindi passare da un distanziamento sociale a un distanziamento critico di tutto quello che sta avvenendo, ma è fattibile con due cose: conoscenza e cura/connessione con il naturale, 
perché senza regno naturale non siamo niente. 

E attenzione non è una cosa di questo tipo: "ma sai è una opinione, io ne ho un'altra". Perché in questo caso nessuno dei due ha ragione, perché stanno mal ponendo la domanda stanno guardando
un oggetto che non c'è. Nessuno dei tre (due) ovviamente sta avendo la verità, ma questo non significa che una verità, una realtà oggettiva, non esista. 
Perché questo punto di vista, se vogliamo god-like, ci permette di dire che quell'oggetto ha quella forma e quindi si è illuminato da qui da lì o da là proietta questo, questo e quell'altro.
Bisogna quindi sfaccettare un po tutte le parti della nostra indagine di realtà. C'è la possibilità di capire come sono veramente le cose. 

Guardate soltanto gli occhi di questo di questo aborigeno: io lascio parlare questo volto, un attimo in silenzio.
E penso che chi dice che una cosa così è solo un selvaggio non abbia capito niente.
Se ci si rendesse conto che la più alta forma di tecnologia e proprio il vivente, forse la si smetterebbe di farsi agganciare da tutte queste seduzioni che ci fregheranno.
Ci fregheranno assolutamente perché nel momento in cui abbiamo dato la nostra fisiologia in mano qualcos'altro, a qualcun altro, lì è tardi.
I vecchi dakota erano saggi, lo sapevano che il cuore di un essere umano se si estranea dalla natura si indurisce. Loro sapevano che la mancanza di un rispetto profondo per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce, presto lascia morire anche il rispetto degli uomini. 
Per questo motivo l'influsso della natura che rende i giovani capaci di sentimenti profondi, era un importante elemento nella educazione.
Abbiamo ragazzini che non hanno mai visto neanche una gallina, sono ragazzini comprabili facilissimamente da tutto quello che sta succedendo. 
Faccio un appello: dobbiamo veramente fare esperienza della natura.
Chiudo dicendo: faccio un esempio, i parchi mi fanno una tristezza infinita. Se voi pensate a quale violazione di un diritto naturale - Aldo parlerà di legge naturale... ma come cavolo si fa a pensare che io vivo in un sistema che si chiama Stato che mi dice, per esempio, "la flora/fauna è di proprietà indisponibile dello Stato"... ma se io sono un essere vivente e decido di emanciparmi da un sistema sociale e ho bisogno di procacciarmi il cibo, di raccogliere cose, tu chi sei per togliermi questo? 
Come se dicessi a una faina o una volpe "tu non puoi cacciare se non..."
Ma state scherzando? Vi rendete conto?

Quindi i parchi sono una situazione in cui potete solo fare un'esperienza bidimensionale della natura, è soltanto una vetrina da guardare, non potete calarvici e vivere l'esperienza arcaica, ancestrale, esplorate, cacciate, raccogliete... quando si perde questa cosa qua, si perde quel rapporto di dipendenza sano col regno naturale che è l'unico che alimenterà il sentimento di cura e di amore.
Vi ringrazio.




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