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Terza Legge Biologica - Sistema ontogenetico

La terza Legge Biologica tratta il sistema condizionato ontogeneticamente.

Questa legge rivoluziona completamente il metodo diagnostico, poiché mette al centro dell'attenzione l'origine embrionale dei tessuti e la loro funzione all'interno del corpo.
Infatti, conoscendone l'origine embrionale e la rispettiva innervazione cerebrale, si può conoscere il comportamento del tessuto nei programmi di fisiologia speciale, si conoscono le famiglie di microbi coinvolte (secondo la quarta legge) e si conosce anche la sintomatologia specifica.

Grazie a queste correlazioni matematiche, da un singolo sintomo è possibile risalire con estrema precisione al tipo di tessuto coinvolto, del quale si conosce la precisa funzione all'interno dell'organismo e il comportamento che gli è caratteristico in base alla conduzione cerebrale.
In questo modo l’intervento sintomatico può essere, quando e se necessario, molto preciso ed accurato.

Per affrontare l’argomento della differenziazione dei tessuti corporei, è necessario studiare come questa è avvenuta ripercorrendo a grandi linee la linea evolutiva.
Lo stesso percorso lo ritroviamo passo passo nello sviluppo embrionale del singolo animale superiore (ontogenesi): infatti la gravidanza di un essere umano è un riassunto velocizzato dell'evoluzione dell'essere vivente! (filogenesi).
Nelle prime 6 settimane di gestazione l’embrione assembla tessuti, organi e funzioni biologiche riproducendo i passaggi tra le ere evolutive; passaggi che possiamo semplificare così:

1) Endoderma
Nella prima fase evolutiva, un primo organismo unicellulare era immerso nel mare originario (0,9% di concentrazione salina, la stessa del liquido amniotico e dei liquidi corporei attuali).
300 milioni di anni fa ha iniziato ad aggregarsi in un organismo pluricellulare (come la morula nello sviluppo embrionale) fino a generare il primo verme d'acqua: piccoli "tubi digerenti" che avevano la semplice funzione di incamerare energia inglobando bocconi preda, per poi digerirli ed infine espellerli.
Questi tessuti oggi originano dal foglietto embrionale endodermico.


2) Mesoderma antico
In seguito, i primi anfibi provavano ad avanzare sulle terre emerse, sviluppando uno strato di tessuto (derma) necessario a proteggersi dallo sfregamento, dagli ultravioletti e dagli attacchi alla propria integrità.
Questi tessuti oggi originano dal foglietto embrionale mesodermico antico.


3) Mesoderma recente
Con la permanenza sulla terraferma, l'organismo ha iniziato a perfezionarsi con l’obiettivo di essere più efficiente in un ambiente sottoposto a gravità.
Per potersi muovere più agilmente ed essere più competitivo, ha quindi sviluppato gli apparati scheletrico e muscolare.
Questi tessuti oggi originano dal foglietto embrionale mesodermico recente.


4) Ectoderma
In ultimo si sono affinati i sensi utili ad orientarsi sempre meglio, le facoltà sviluppate per la comunicazione nel branco, quelle per vivere in gruppi sempre più strutturati come le società, e quelle per garantire la continuità della specie.
I tessuti che si sono specializzati in queste funzioni sono oggi di origine embrionale ectodermica.

Ognuna di queste 4 fasi evolutive ha prodotto un tipo di tessuto specializzato nella sua funzione.
Ogni organo del nostro corpo è composto da questi 4 tipi di tessuto.
Durante le 4 fasi evolutive, l'organismo ha appreso strategie finalizzate alla sopravvivenza, che ha registrato in forma di programmi di fisiologia speciale, ovvero routine biologiche di coordinamento cellulare.
Il dott. Hamer li ha chiamati in Nuova Medicina Germanica® "Programmi Speciali Biologici e Sensati della Natura" (SBS).
I 4 tipi di tessuto specializzato (endoderma, mesoderma antico, mesoderma recente, ectoderma) sono coordinati nelle loro mansioni dai programmi biologici di 4 aree cerebrali.

Le prime due aree che analizziamo compongono il cervello antico (paleoencefalo): tronco cerebrale e cervelletto, sviluppatisi nelle ere evolutive 1 e 2.
Conducono i programmi biologici (SBS) dei tessuti endodermici e mesodermici antichi, i quali stimolano l’aumento funzionale della fisiologia.
Per esempio, si ha un aumento nella produzione di sudore dalle ghiandole sudoripare, utile a scivolare via dal predatore (funzione di difesa dagli attacchi progettata nell'era 2).
Se è necessario, a sostegno del processo si innesca anche proliferazione cellulare.
Non appena l’organismo riesce a uscire dalla situazione di pericolo, la fisiologia speciale si interrompe con un immediato e drastico calo funzionale.
Quindi le cellule in eccesso (non più utili) vengono smantellate (caseificate) per mezzo di funghi e micobatteri.

Le altre 2 aree cerebrali, che compongono il cervello recente (neoencefalo), sono la sostanza bianca e la corteccia, sviluppatisi nelle ere evolutive 3 e 4.
Conducono i programmi biologici dei tessuti mesodermici recenti ed ectodermici, i quali innescano riduzione funzionale della fisiologia, al contrario del paleoencefalo.
Per esempio, il programma biologico delle ossa riduce la loro calcificazione, con conseguente necrosi cellulare. E questo è un processo assolutamente sensato.
Al termine del processo necrotico, avviene una rapida ricrescita delle cellule con "abbondanza" (nel caso dell’esempio si forma il callo osseo), un risultato finale che ha l'obiettivo di rinforzare la struttura per prepararsi ad affrontare sfide più ardue in futuro.
Batteri e virus partecipano alla ricostruzione dei tessuti condotti dal neoencefalo.


In sostanza, la terza legge descrive sia la funzione biologica dei tessuti specifici nel corpo, sia il loro comportamento durante un programma speciale (riduzione o potenziamento funzionale).


Per comprendere cosa sono la Fase Attiva e la Riparazione scritte in tabella, vai alla seconda Legge Biologica.



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Mauro Sartorio Eleonora Meloni

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