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La cultura di una medicina di guerra: cosa sta accadendo in USA e nel mondo

La cultura che ha prodotto il più efficiente esercito e i più potenti mezzi militari del mondo e forse della storia, ha una naturale propensione ad affrontare le questioni militarizzandole.
Parlo della cultura che vede il suo massimo sviluppo negli Stati Uniti d'America, in cui l'economia, anch'essa militarizzata, esprime il massimo grado di aggressività neoliberista.
In questo contesto si esporta ogni cosa, perchè ogni cosa è merce che deve "colonizzare", dalla lingua al cibo, dal cinema ai mezzi di comunicazione, persino la pace è esportata e lo si fa preferibilmente con la guerra, persino la democrazia e lo si fa con l'oppressione.

A questo modello sociale non poteva sfuggire la salute, che è infatti concepita come una guerra alla malattia, attraverso una spasmodica corsa agli armamenti farmacologici e, proprio come l'industria bellica, legata a doppio giro alla finanza.
Siamo talmente immersi e omologati in questa cultura che questo stato delle cose può anche apparirci normale e scontato, tanto che ci chiediamo: perchè, ci sono forse alternative?

L'industria brama una spesa pubblica fuori controllo, è chiaro: ogni paziente è cliente e più spende meglio è. Quando il mercato è saturo, devono aprirsi nuovi fronti che raccolgano nuovi clienti.
Con queste pressioni finanziarie a cui nessuna azienda può sottrarsi, le aziende della salute hanno non poche responsabilità etiche a cui far fronte.
Fortunatamente i controlli di organismi indipendenti sono sempre più serrati, ma in generale la trasparenza dell'industria intorno al proprio operato è ancora abbastanza disastrosa.
Fonte 2017: BMJ / Il richiamo nel 2016 da parte dell'ONU.

In queste condizioni sociali in cui il profitto è al vertice delle priorità e spinge sulla salute con il massimo interventismo possibile, i pericoli per i clienti/pazienti sono la sovra-diagnosi (diagnosi di condizioni che non ci sono), il sovra-trattamento (cure in eccesso non necessarie che provocano danni) con prestazioni sanitarie inefficaci (cure che si presume abbiano un effetto che non hanno) e il sotto-utilizzo di prestazioni efficaci a cui sono sottratte le risorse.
Per approfondire la situazione italiana, Gimbe.org.
Tutti gli articoli sulla sovra-diagnosi in 5LB Magazine.


COSA STA ACCADENDO NEGLI STATI UNITI

In mezzo alla confusione del dibattito intorno alla cancellazione dell'Obama Care da parte di Trump, si nasconde il destino del Affordable Care Act, cioè di quelle disposizioni atte a controllare la spesa pubblica sanitaria che è fuori controllo.
In particolare in questi giorni si parla di una parte della legge che riguarda l'istituzione di un organismo di esperti indipendenti chiamato Indipendent Payment Advisory Board, separato e indipendente dal Congresso (parlamento), che valuti le evidenze scientifiche disponibili a supporto delle decisioni del legislatore.
Negli Stati Uniti è infatti prassi che la forte pressione delle attività di lobbying comporti l'acquisto da parte dello Stato di farmaci e terapie con scarse prove di efficacia, se non addirittura con evidenze negative di efficacia.
Per esempio lo stent renale oggi ha la copertura totale con i fondi pubblici, eppure senza il supporto di prove di efficacia di qualità sufficiente. Infatti fu uno studio non controllato negli anni 90 a indicarne l'utilità, ma nessun RCT successivo confermò quei primi dati. Fonte: New England Journal of Medicine
Dice Richard Foster, ex consulente al ministero, “Finché ci sarà un mercato automatico che acquisisce nuove tecnologie anche quando non sono efficaci, i costi continueranno a salire”.

Questo nuovo organismo (IPAB) sarebbe costituito da 15 membri, che possano valutare a monte le evidenze scientifiche di quegli interventi candidati a essere coperti da fondi pubblici.
Benchè la legge sia del 2010, l'IPAB non è mai stato nominato e, nonostante la legge abbia tentato di limitare i poteri del Congresso su di esso, ci sono sempre state forze che hanno tentato di sbarazzarsene.
La legge però prevede anche un unico ripensamento del Congresso, il quale potrà sciogliere l'IPAB con una risoluzione che dovrà avvenire entro il prossimo 15 Agosto.
Ecco allora cosa sta succedendo in queste ore.


LA CACCIA AL CONSENSO POPOLARE

È vero che le industrie sono piovre che fanno di tutto per agevolare i propri affari, ma questo non lo possono fare (almeno per ora) senza avere costruito un consenso popolare che sostenga l'operato dei propri politici eletti.
Poichè questo è il momento migliore per promuovere l'abolizione di un organismo statale che limiterebbe molto l'ingresso di nuovi farmaci sul mercato, l' HealthCare Leadership Council (coalizione di rappresentanti degli interessi dell'industria) ha lanciato una campagna mediatica, dai toni minacciosi, che avverte "il tempo sta per scadere: dobbiamo salvare la Sanità dai tagli massicci che danneggiano milioni di americani", "bisogna fermare questi tagli devastanti abrogando questa legge fuorviante", "se il Congresso non agisce entro il 15 Agosto, ci saranno tagli arbitrari che limitano l'accesso dei pazienti ai medici e ai trattamenti essenziali di cui hanno bisogno per la loro salute e benessere".
L'annuncio invita gli anziani a inviare email direttamente e subito al Congresso.



Gli americani sono maestri indiscussi nel campo delle tecniche di comunicazione.
La campagna soffia sul fuoco della paura del "taglio delle risorse", che tuttavia è sì una legittima paura per le aziende che vivono di quelle risorse, ma non dovrebbe esserlo per i cittadini, tutt'altro.
Perchè l'istituzione di un ente di controllo indipendente consentirebbe di limitare gli sprechi mastodontici che impediscono di mettere le risorse dove serve veramente.

Anche in Italia ogni anno buttiamo 24 miliardi di euro soprattutto nel sovrautilizzo di interventi sanitari inefficaci o inappropriati. Fonte: Gimbe su AdnKronos
In Italia ci ricordiamo bene di quel taglio di finanziamenti che nel 2015 ha eliminato 208 prestazioni sanitarie senza una solida verifica di appropriatezza clinica, un'operazione che avrebbe di certo beneficiato di un organismo di supervisione tecnica come l'IPAB americano.

In questi giorni di agosto il tema è caldo negli Stati Uniti, ma si tratta in realtà di un problema sistemico, mondiale, economico, politico ma soprattutto etico.
In America certi meccanismi sono talmente iperbolici che richiamano anche noi ad una realtà a cui dovremmo prestare attenzione, perchè ci siamo immersi, ma forse è meno evidente perchè le cose sono fatte un po' meno alla luce del sole.
Gli interessi dell'industria sono disallineati con quelli dei pazienti. Fonte: Evidence.it



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