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La prevenzione mammografica può essere inutile se non dannosa

Quando si parla di sovradiagnosi, di questi tempi è piuttosto frequente che si tratti di screening mammografico, un tipo di medicina preventiva su persone sane, molto promosso dalla comunicazione mediatica.
In effetti abbiamo spesso trattato l'argomento sovra-medicalizzazione, e oggi una notizia degna di polemiche è apparsa sui giornali, riportando i risultati di uno studio canadese (il più vasto nel suo genere):

La mammografia non abbassa la mortalità, dubbi sugli screening mammografici

[...]Complessivamente, secondo lo studio, il 22% delle diagnosi di cancro invasivo eseguite con la mammografia è sovradiagnosticato.

E’ un dato sorprendente anche se in alcuni paesi, come ad esempio la Svizzera, questo dubbio sulla validità dello screening già esisteva e gli screening sono stati sospesi da un lato perché non incidono sulla sopravvivenza, e dall’altro portano quasi sempre a trattamenti che sono inutili e pertanto dannosi.[...]
[...]dicono gli autori dello studio, nei paesi tecnicamente avanzati, i nostri risultati supportano le opinioni di alcuni esperti che affermano che le ragioni per lo screening della mammografia dovrebbero essere urgentemente rivalutate da chi si occupa di politica sanitaria.[...]

Lo studio originale

1 caso su 4 è inutile e dannoso.
Conosciamo bene in termini di leggi biologiche quanto in realtà sia molto sottostimato l'effetto nocebo e iatrogeno della sovradiagnosi, o comunque della diagnosi fatta senza considerare le conseguenze psichiche e le risposte fisiologiche.
Tanto che possiamo ritenere questo effetto il primo fattore di causa di mortalità.

In questo studio si tratta anche la differenziazione dei sintomi, rilevando quanto generalmente si consideri "cancro al seno" una vastità di manifestazioni organiche che non hanno relazione una con l'altra, ma che vengono trattate allo stesso modo protocollato, mentre "hanno in comune solo il fatto di manifestarsi nello stesso organo: la mammella".
Anche in questo l'approccio alla differenziazione embrionale con le leggi biologiche mette chiarezza sui diversi processi organici, che richiedono attenzioni diverse e profondamente personali.

Questa notizia ha avuto una medio-bassa risonanza, ma dovrebbe essere ricordata durante le prossime campagne pubblicitarie sugli screening a tappeto (come l'Ottobre Rosa), per potere discernere meglio, con senso critico, i messaggi spesso aggressivi che omettono i rischi e non lasciano molto spazio alle scelte in coscienza riguardo alla propria salute.

Tutti gli articoli che si riferiscono al cancro al seno.



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