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Quando anche il Servizio Sanitario Nazionale è disinformato e compra a scatola chiusa

Abbiamo osservato che certe campagne di screening (ad es. quella per il cancro al seno), certe campagne farmaceutiche (ad es. quella sul vaccino anti-influenzale o quella sull'antivirale, quella contro il colesterolo o quella sul "super-farmaco" anti epatite C) e in generale la comunicazione che riguarda la salute si trovano sovente, per diversi motivi, in contrasto con le evidenze acquisite negli studi scientifici.
Il problema del trasferimento delle migliori evidenze nelle prestazioni erogate dai servizi sanitari è molto attuale e per essere risolto vi sono numerosi ostacoli da affrontare: 
- il primissimo riguarda il conflitto di interessi all'interno della ricerca, sostenuta ed eseguita quasi esclusivamente da organizzazioni che hanno obiettivi finanziari e che producono le contraddizioni denunciate dal movimento All Trials.
- Un secondo ostacolo risiede nei modi distorti di comunicare dei mezzi di informazione, che spesso alimentano una domanda alterata di servizi e, di conseguenza, un'offerta incoerente.
- Un terzo ostacolo risiede nel trasferimento concreto delle nuove prassi agli organismi sul territorio e al personale sanitario, processo che ha certamente ritmi più lenti rispetto alla sola produzione di nuove evidenze.
In questo percorso per il trasferimento delle migliori evidenze dalla sperimentazione alla pratica clinica, le istituzioni hanno un ruolo centrale.

Lo scorso 30 novembre, in un'audizione al Senato intorno al tema dei livelli essenziali di assistenza (LEA), il presidente del Gruppo Italiano per una Medicina Basata sulle Evidenze ha portato in primo piano i criteri con cui vengono scelti gli interventi sanitari pubblici da erogare, e l'assenza di una ricerca pubblica indipendente.

Nella scelta di quali prestazioni includere o escludere nei livelli essenziali di assistenza, Nino Cartabellotta denuncia il fatto che "manca un metodo esplicito e rigoroso".
"Piuttosto che comprare a scatola chiusa, il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe destinare risorse alla ricerca comparativa indipendente"
Infatti, nonostante i recenti e positivi aggiornamenti legislativi riguardo l'appropriatezza delle prestazioni, manca "un metodo rigoroso per favorire un adeguato trasferimento delle migliori evidenze nella definizione e aggiornamento delle prestazioni. 
In assenza di questo, i LEA inevitabilmente finiscono per includere prestazioni di valore [value] basso o addirittura negativo, ed escludere alcune prestazioni dall’elevato valore".
Un esempio è "l'adroterapia per i tumori pediatrici [terapia ad alto tasso tecnologico basata sull'uso di fasci di particelle subatomiche, eseguita nel molto chiacchierato CNAO di Pavia NDR] che, pure in assenza di prove di efficacia, è inclusa nell'elenco; mentre resta fuori la telemedicina per il monitoraggio domiciliare dei pazienti con scompenso cardiaco, nonostante sia esplicitamente prevista dal Piano nazionale della cronicità, già approvato dalla Conferenza Stato-Regioni".
"Nel Ssn esistono innumerevoli asimmetrie informative che alimentano consumismo sanitario e sprechi: è indispensabile un metodo evidence & value based per aggiornare i LEA, per garantire ai cittadini servizi e prestazioni efficaci ed appropriate"
Per questo è doverosa una "netta presa di posizione sulla necessità di investimenti dedicati alla ricerca comparativa: per numerose prestazioni sanitarie non esistono adeguate prove di efficacia, ma sembra che il Ssn preferisca rimanere un "acquirente disinformato" piuttosto che investire in una strategia di ricerca e sviluppo. 
È indispensabile destinare una percentuale (0,5-1%) del Fondo sanitario alla ricerca comparativa indipendente sull’efficacia degli interventi sanitari, per produrre robuste evidenze per l'aggiornamento dei LEA e usare al meglio il denaro pubblico", conclude Cartabellotta. 
Fonte: AdnKronos.

Il fatto che una qualsiasi prestazione sia promossa dal servizio nazionale o da qualsiasi altro istituto non è dunque garanzia, di per sé, che la sua efficacia sia comprovata.
Per questo motivo è sempre lecito non solo domandarsi se un intervento sia coerente con le proprie preferenze personali, ma è anche importante imparare a scegliere attivamente tra i servizi proposti, senza dare nulla per scontato.



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