## Ultimissime ##
Un attimo...
, , , ,

Il segreto per dimagrire e di tutte le diete

[Non hai tempo di leggere o preferisci ascoltare questo articolo? Premi il pulsante play e ascolta il podcast - 9 minuti]


Nelle settimane prima del letargo l'orso mangia così tanto da ingrassare 50 chili. Il suo obiettivo biologico: sopravvivere nei mesi invernali.

L'uomo che mangia come un orso, allora, che obiettivo biologico ha?
Non va in letargo, eppure la speciale biologia di alcune persone induce ad abbuffarsi.
Ogni singolo essere umano ha obiettivi che possono essere diversi e numerosi, ma pur sempre di natura biologica.
Genericamente un organismo risponde con programmi speciali a una condizione interiormente dolorosa: la compulsione verso il cibo potrebbe per esempio avere radici biologiche comuni a qualsiasi altra compulsione, come quella che si rivolge al gioco d'azzardo o all'alcool.
La nostra relazione con il cibo può essere dunque alterata, perchè il cibo si trasforma facilmente in un mezzo per compensare altro.


LE DIETE
Stiamo quindi parlando di:
- un motore psichico
- un sintomo manifesto, che è l'abuso compulsivo di alimenti.
Le diete, basate sul controllo razionale di qualità e quantità di nutrimenti, aggrediscono meccanicamente il sintomo, seguendo l'approccio classico che qualsiasi altra farmacologia applica nei confronti delle malattie.
Lo stesso approccio puramente sintomatico che si configurerebbe nei confronti dell'alcolismo, quando si impedisse all'individuo di accedere all'alcool.
È noto ed evidente che il motore psichico alla base di questi fenomeni è spesso trascurato.

Poichè in questo sito trattiamo dei programmi psichici che sottendono i comportamenti, spostiamo l'attenzione su ciò che riteniamo rilevante ed essenziale, molto più di quanto i nutrizionisti sospettino.


QUANDO LA DIETA FUNZIONA
Quando il cambio di abitudini, dettato da un regime alimentare più o meno ferreo, implica anche un movimento interiore psichico, la dieta può raggiungere i suoi obiettivi.
Per esempio se riesce a soppiantare l'oggetto della compulsione - il cibo - con un qualsiasi altro appagamento: il successo sportivo, il recupero di una figura di riferimento come un guru, un orientamento con regole rigorose per "prendermi finalmente cura di me"...ovvero tutto ciò che può avere un effetto virtuoso sulla bilancia ormonale.
La "dieta psichica" allora può funzionare fintantochè il meccanismo si sostiene e si retro-alimenta, alleggerendo sia la percezione di "profugo" sia qualunque altra percezione biologica significativa, alla quale la persona è sensibile.


QUANDO LA DIETA NON FUNZIONA
Se invece il cambio di abitudini sottrae esclusivamente il sintomo, cioè il cibo, senza produrre alcun movimento interiore favorevole, l'esperienza delle restrizioni alimentari diventa frustrante perchè abbandona a se stesso il bisogno biologico che è sotteso.
Allora non ci meraviglieremmo se l'organismo si sentisse ancora più profugo e abbandonato di quanto già non sia, ingrassando rapidamente.
Non ci meraviglieremmo nemmeno di constatare che, nonostante una rigidissima restrizione di calorie, il corpo mantenesse un peso elevato e crescente.
Di fatto molti che sono sempre a dieta sperimentano di non dimagrire neanche di un grammo, e sull'altro estremo molti mangiano come orsi e non riescono a ingrassare di un grammo.
Per questo è assurdamente insensato ridurre la questione alle sole calorie ingerite, ai valori nutrizionali e alla chimica degli alimenti.

La notizia:
Salute, le diete fanno ingrassare, ecco perché
Un esempio lampante ce lo mostra il Centro Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano [...] Francesca è una donna di 42 anni, non ha patologie particolari e soprattutto non aveva problemi di peso prima di iniziare "le diverse diete" che ha provato nel corso della sua vita e che l'hanno portata solo ad una condizione di aperta obesità facendola ingrassare ben 30 kg (85 kg, Bmi 31.2) e la facevano stare con il morale sotto i piedi a causa di attacchi di «fame nervosa» che non riusciva più a controllare.
Fonte: Blasting News e Corriere


I PROGRAMMI BIOLOGICI SONO ALLA BASE DEI NOSTRI COMPORTAMENTI
Anche in questo ambito le 5 Leggi Biologiche ci offrono una lucidità rivoluzionaria: per questo su 5LB Magazine ci permettiamo spesso di ostentare tanta sicurezza sul fatto che, con il tempo, le prove empiriche si allineeranno progressivamente, una ad una, a questo modello di lettura dei fenomeni.

Forse ricorderai la mia esortazione a sperimentare un approccio animale e intuitivo al mangiare, "l'approccio della capretta": 
Le credenze, le abitudini sociali, le fobie [intorno agli alimenti] agiscono spesso in disaccordo con ciò che in questa disarmante semplicità sarebbe utile al nostro organismo, creando di fatto una condizione di conflitto tra ciò che è "qui e ora nel mio corpo" e ciò che "si deve mangiare" su di una lista di alimenti "buoni" e "cattivi".
La naturale relazione non-conflittuale col cibo è il modo animale di nutrirsi, il più vicino al nostro essere. Come sappiamo, la distanza che creiamo da noi stessi produce fisiologia, secondo leggi biologiche precise.

[...] Se fossimo capaci di vivere davvero "in armonia con la natura", diremmo come la capretta: "non ho alcun pregiudizio su quello che mangio, ma lo annuso e lo gusto, e aspetto il SI o il NO interno". Quando la capretta saprà parlare.

Il testo che segue è invece ciò che ci dicono gli esperti (Stefano Erzegovesi, responsabile del Centro per i disturbi alimentari all'Ospedale San Raffaele di Milano) nella notizia di oggi:

Per dimagrire davvero c’è una formula: il «mangiare intuitivo»
Perché stare a dieta fa ingrassare
Un crescente numero di persone sta voltando le spalle alle diete «compulsive». Stanno facendo pace con il cibo e con il loro peso, utilizzando ciò che gli esperti hanno definito un approccio «anti-dieta»: un modo di intendere il nutrirsi che alcuni chiamano «mangiare intuitivo»

[...] La chiave del problema potrebbe essere la consapevolezza enterocettiva , una parola difficile per indicare la nostra capacità di «ascoltarci dentro», quindi di sentire e riconoscere le nostre sensazioni ed emozioni interne (fame e sazietà, piuttosto che rabbia, tristezza o delusione).
[...] Innanzitutto occorre smettere di mangiare in modo automatico, per arrivare ad assaporare ogni morso. Bisogna guardare i colori nel piatto e inalare bene l’aroma, godersi la consistenza. 
La meta è arrivare a darsi il permesso incondizionato di mangiare quando si ha fame.
[...] Fonte di gravi errori è dividere gli alimenti in buoni o cattivi.
[...] Mangiare in silenzio e in un clima sereno di sicuro aiuta: se c’è il rischio di discutere animatamente o di arrabbiarsi, meglio fermarsi e rimandare il pasto. È fondamentale, per lo stesso motivo, spegnere televisione e telefonino. Il consiglio è quello di concentrarsi sul cibo e sulle sensazioni che trasmette, mangiando con più gusto e attenzione.

A chi è avvezzo alle pratiche meditative, suggerisco di sperimentare la "meditazione mangiata", o "meditazione del mandarino", di Thich Nhat Hanh perchè è molto educativa.


Allora si comprenderà anche, e sempre meglio, perchè l'Hameriano dice di conoscere i segreti di tutte le diete e, di conseguenza, non ne fa nemmeno una.



Direzione editoriale

Mauro Sartorio Eleonora Meloni Paolo Sanna

contatti