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Genesi ed evoluzione della psicosomatica: il grande contributo delle 5 Leggi Biologiche del dott.Hamer

La Psicosomatica è quel campo comune alla medicina e alla psicologia che da più di un secolo ci dimostra quanto l’uomo sia un sistema formato da molteplici dimensioni: fisica, psichica, spirituale ed emozionale.
Fonte: Psicosomatica.eu

Numerosi sono stati i ricercatori che vi hanno contribuito, e tra questi alcuni hanno accumulato il sostrato di scoperte su cui le 5 Leggi Biologiche hanno potuto germogliare.

L'ottimo lavoro di Luciana Giordo:

PSICOSOMATICA. UN SECOLO DI STUDI SULLA RELAZIONE TRA PSICHE E CORPO

ci offre una chiarissima visione sinottica dell'evoluzione di queste conoscenze.

Da questo testo, che invito a leggere integralmente (scaricando il PDF), ho estratto e sintetizzato quegli elementi principali che ci aiutano a inserire in un quadro storico più ampio le 5 Leggi Biologiche.
In corsivo le citazioni letterali.


LE FONDAMENTA DELLA PSICOSOMATICA con Walter Cannon e Hans Selye

L’ipotesi alla base delle teorie che compongono la Psicosomatica è la Sindrome Generale di Adattamento (SGA), più comunemente nota come Teoria dello Stress, sviluppata all’inizio del Novecento negli Stati Uniti dai lavori di Walter Cannon e Hans Selye.
Secondo questa ipotesi, l’organismo reagisce automaticamente nel momento in cui si trova di fronte a uno stressor di tipo fisico, chimico o emozionale.
All’emozione fa seguito un’immediata reazione fisiologica e comportamentale legata alla situazione di emergenza, che è simile in tutti gli individui.
Potremmo in questo senso parlare di una “fisiologia speciale aspecifica” che massimizza le possibilità dell’individuo di superare il problema.
Quando l’emergenza finisce, si manifestano sintomi dati dal ritorno all’equilibrio, sia dal punto di vista organico che comportamentale.

Hans Selye, identificò tre Fasi proprie della SGA:
1) una Fase di Allarme che costituisce la risposta immediata allo stress acuto e inaspettato.
2) una Fase di Resistenza, durante la quale l’organismo e la psiche si preparano a resistere allo stress durante un periodo più lungo;
3) una Terza Fase, la quale può prendere una delle forme seguenti:
- Esaurimento, in cui la reazione allo stress cessa e l’organismo ritorna all’equilibrio;
- Esaustione, se l’intensità e la durata dello sforzo di adattamento hanno logorato oltre misura il sistema psicofisico dell’individuo.
A questo punto possono presentarsi diverse patologie correlate allo stress.




P.N.E.I. ED EPIGENETICA

La Sindrome Generale di Adattamento ha fornito le basi sperimentali per gli studi successivi sulla connessione tra emozioni e mutamenti organici.
Negli ultimi decenni la Psiconeuroendocrinoimmunologia (anche nota come PNEI) e l’Epigenetica hanno fatto cadere numerosi assiomi della biologia e della genetica classica che separavano in compartimenti stagni la psiche e il corpo.
Le discipline fin qui citate (Teoria dello Stress, PNEI ed Epigenetica) hanno concentrato e continuano a concentrare i loro sforzi sulla comprensione dei meccanismi di tipo biochimico, fisiologico, neurologico e molecolare che portano il corpo a reagire aspecificamente a stimoli di diverso tipo, nell’ambito di una generale necessità di adattamento.

Esiste invece un filone di ricerca che indaga l’origine delle malattie con un maggiore dettaglio psichico, nel tentativo di scovare le logiche attraverso le quali una specifica emozione possa influenzare le funzionalità e i tessuti del corpo.
Due pionieri in questo campo sono il dr. Franz Gabriel Alexander, fondatore della Medicina Psicosomatica e il dr. Ryke Geerd Hamer, autore del modello delle 5 Leggi Biologiche.


IL CONTRIBUTO DELLA MEDICINA PSICOSOMATICA con Franz Gabriel Alexander

Lo psicanalista e medico Alexander lavorò a partire dal principio di attivazione fisiologica di Cannon e Selye (sottraendosi alle popolari interpretazioni simboliche di matrice freudiana) e sviluppò il proprio modello intorno agli effetti che la psiche può esercitare sul Sistema Nervoso Autonomo.
Elaborò il concetto di “conflitto” inteso come la mancanza di reazione della persona alla forte emozione prodotta da un evento.
Se a fronte di una reazione d’allarme l’individuo non reagisce, la tensione prodotta non viene “scaricata” attraverso l’azione ma mantenuta all’interno del suo corpo, insieme a un conseguente stato di attivazione fisiologica che non gli permette di tornare all’equilibrio.

Notò inoltre che un conflitto mantenuto nel tempo, attraverso continue riacutizzazioni emozionali, poteva far degenerare un iniziale danno funzionale in una lesione tissutale dell’organo.

Per lo psicanalista ungherese l'intervento terapeutico consisteva nell’applicazione coordinata di farmacologia, chirurgia, dieta e psicologia.
Era dunque necessario conoscere l’individuo nella sua interezza prima di poter attuare l’intervento.
Affermò inoltre che il medico moderno avrebbe dovuto dare ai conflitti emotivi la stessa importanza attribuita ai germi patogeni e lavorare con l’affiancamento di uno psicologo per mettere in campo un modello di cura più efficace (Alexander, 1950).


IL CONTRIBUTO DELLE CINQUE LEGGI BIOLOGICHE con Ryke Geerd Hamer

Il modello delle 5 Leggi Biologiche, sviluppato dal medico tedesco Ryke Geerd Hamer, prende le mosse da una “fisiologia speciale” suddivisa in fasi, simile a quella descritta dalla Sindrome Generale di Adattamento di Selye, ma specifica.
Il concetto di conflitto emotivo, generato da un evento scatenante e il concetto di recidive definiti da Alexander, ritornano con il conflitto biologico, la DHS e la degenerazione dei tessuti provocata da continue riattivazioni e conflitti sospesi.
La differenza d’approccio risiede principalmente nella lettura della psiche mediante categorie di tipo psicoanalitico per Alexander, mentre Hamer sviluppa il suo modello da una prospettiva filogenetica, ovvero ispirata alle diverse fasi evolutive dell'essere vivente.

Rispetto alla Medicina Psicosomatica, Hamer amplia in modo significativo il livello di dettaglio delle relazioni tra emozioni e sintomi e la verificabilità puntuale dei processi biologici in corso, attraverso numerosi elementi di novità.

1) Ridisegna la suddivisione in Fasi della Sindrome Generale di Adattamento, portando il
processo da trifasico a bifasico.
La prima Fase, che Hamer chiama Attiva, unisce la Fase d’allarme alla Fase di Resistenza della SGA e addirittura alla modalità di Esaustione della Terza Fase. In altre parole, la Fase Attiva del modello delle 5 Leggi Biologiche è caratterizzata da un’attivazione fisiologica continua se il conflitto emotivo non arriva a soluzione.
La seconda Fase, che Hamer definisce Riparativa, e che a sua volta si divide in una Fase essudativa e in una Fase cicatriziale corrisponde alla modalità di Esaurimento della Terza Fase della SGA, nella quale il conflitto emotivo si risolve e la persona torna alla normalità dal punto di vista fisiologico, emotivo e comportamentale.
Durante la Fase Essudativa, la riparazione dei tessuti viene accompagnata da processi infiammatori e ritenzione idrica che creano fastidi e dolore, i quali diminuiscono nella Fase cicatriziale nella quale i tessuti iniziano a ricostituirsi e i liquidi in eccesso vengono progressivamente espulsi.
Hamer sottolinea inoltre che, a seguito di un conflitto piuttosto intenso o di continue recidive dello stesso, il ritorno alla normalità sarà comunque accompagnato da esiti cicatriziali permanenti.

2) Identifica dei momenti chiave riconoscibili in base a sintomi, sensazioni e comportamenti, i quali permettono di stabilire una relazione tra eventi, emozioni e reazioni corporee:
DHS: è il momento in cui la persona vive uno shock emotivo che si manifesta, inaspettato, acuto, drammatico.
Conflittolisi: è il momento in cui il conflitto biologico si risolve e segna il passaggio alla Fase Essudativa del processo di riparazione (PCLa).
Crisi Epilettoide: un intenso ma breve ritorno alla Fase Attiva, che anticipa la Fase cicatriziale del processo di riparazione (PCLb).

3) Definisce regole temporali che consentono di stabilire la durata di ogni Fase, in modo da poter ricavare empiricamente la posizione di ogni momento chiave, in relazione a sintomi e comportamenti specifici e persino prevedibili.

4) Chiarisce la corrispondenza diretta che lega psiche, cervello e organi.

5) Distingue rigorosamente il comportamento di tutti i tessuti del corpo in ogni fase del processo in base alla derivazione embriologica.
Ciò consente attraverso l'osservazione dei sintomi di conoscere la fase, il tessuto coinvolto, la percezione psichica alla radice ed eventualmente quale tipo di terapia può sostenere meglio l'organismo.

6) Sviluppa in modo sistematico la mappatura delle aree cerebrali e delle innervazioni di ogni organo.

7) Chiarisce la funzione di funghi, batteri e virus in riferimento all'origine embrionale dei diversi tessuti e alle fasi del processo bifasico.

8) Offre la spiegazione di alcuni comportamenti (costellazioni cerebrali) strettamente connessi con i conflitti attivi.

9) Svela il senso biologico di ogni manifestazione che chiamiamo “malattia”, superando i concetti di “benigno” e “maligno”.

10) In conseguenza del raggiungimento di una tale precisione, costruisce una dettagliatissima mappa che mette in relazione le percezioni psichiche, le aree cerebrali e i tessuti di ogni organo, configurandosi come una monumentale bussola di riferimento nella descrizione delle interazioni tra psiche e corpo.


Le ricerche di questo ultimo secolo suggeriscono che un sintomo non sia causato da un corpo "impazzito" o da un essere maligno con cattive intenzioni, ma dal tentativo di adattamento ad una situazione emotivamente e biologicamente difficile.
Così la malattia può essere vista come un fenomeno con cui “dialogare” e nel quale la persona può intervenire attivamente.
Nella strada verso la comprensione della salute e delle proprie dinamiche più profonde, i segnali corporei possono essere di grande aiuto, poiché sono estremamente sinceri e ineludibili rispetto alle figurazioni mentali.
La maggior parte di noi però non è abituata a restare in ascolto delle sensazioni corporee, non le riconosce né riesce a interpretarle.
Ed è in questo frangente che le teorie sulla corrispondenza emozione-sintomo-organo (in particolar modo il modello delle Cinque Leggi Biologiche) possono rivelarsi particolarmente utili, fornendo a ciascuno degli strumenti per imparare a osservarsi e a porsi delle domande per capire come la "malattia" si inserisce nel racconto della propria vita.



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