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Un attimo...
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Manca poco all'apocalisse dell'antibiotico-resistenza

Prima che Alexander Fleming scoprisse accidentalmente la penicillina nel 1928, i medici potevano pochissimo per tenere sotto controllo le infezioni batteriche.
Sifilidi, cancrene, forti tubercolosi e in generale profonde PCL-A batteriche erano difficilmente gestibili e spesso conducevano alla morte.
Con la penicillina, primo vero antibiotico, i medici avevano a disposizione uno strumento rapido e potente per aiutare l'organismo a superare i momenti più critici di forte vagotonia.


Da allora sono stati creati numerosi altri antibiotici che hanno arricchito la "cassetta degli attrezzi" del dottore.
Sensatamente, ad ogni artificio che l'uomo ha sfoderato, la natura ha reagito a protezione dei suoi (e nostri) vassalli, i batteri, che così si sono adattati in modo crescente, mutando continuamente per sfuggire e sopravvivere a questi "veleni".


L'ANTIBIOTICO NELLA CULTURA DELLA MEDICALIZZAZIONE PREVENTIVA TOTALE

L'antibiotico è quindi uno strumento utile ed efficace quando la PCL e la correlata proliferazione batterica sono estremamente intense.
Purtroppo viviamo in un'epoca fagocitata dalla cultura della medicalizzazione preventiva totale, che tende ad un abuso irrazionale di qualsiasi mezzo offra l'illusione esorcistica del controllo sulla morte.

È così che:
- solo nel Regno Unito ogni anno si consumano un migliaio di tonnellate di antibiotici, di cui circa la metà per uso umano e il resto per uso animale
- uno studio del 2015 su Nature ha verificato un'impennata del 30% nell'uso di antibiotici tra il 2000 e il 2010
- più della metà delle prescrizioni sono inappropriate e non necessarie, dagli usi preventivi inefficaci fino alle applicazioni a sintomi in cui non sono nemmeno coinvolti batteri.
- i batteri si sono trasformati ed adattati, così 700.000 persone muoiono ogni anno a causa della resistenza dei batteri ai farmaci.
- negli ultimi 20 anni non è stata sviluppata nessuna nuova classe di antibiotici.
Fonte: Cochrane

Evidentemente la natura ha risorse illimitate, mentre l'uomo in meno di un secolo le ha già esaurite.
E come il pastore che nella favola di Esopo gridava "al lupo al lupo!!" quando non c'era nessun pericolo e ha così finito per rendere inascoltata ogni richiesta di aiuto, allo stesso modo l'uso scriteriato di antibiotici li ha resi inutilizzabili.

Vari fattori hanno alimentato l'abuso di antibiotici: la disponibilità sempre più vasta di prodotti; l'accesso incontrollato agli stessi, in certi paesi anche senza prescrizione medica; prescrizioni "facili"; aspettative sproporzionate da parte dei pazienti che non sono state affrontate; rifiuti industriali smaltiti in modo inappropriato hanno inquinato i fiumi e le falde acquifere (specialmente in Asia).
Inoltre l'abuso di antibiotici nella pratica veterinaria, sia per ridurre le infezioni ma soprattutto per aumentare la crescita degli allevamenti, ha contribuito pesantemente alla antibiotico-resistenza negli umani.


STIAMO PERDENDO UN POTENTE STRUMENTO

Se da un lato possiamo meravigliarci e ringraziare madre natura (La meravigliosa battaglia della Natura contro gli antibiotici) senza la cui tenacia saremmo già estinti, dall'altro lato siamo prossimi al rischio molto serio di perdere uno dei pochi strumenti davvero efficaci che ci offrono un minimo di controllo sui processi bifasici più intensi e pericolosi. 
Insomma, stiamo tornando al periodo pre-penicillina.

"Il mondo sta affrontando un'apocalisse per gli antibiotici. 
Se non si interviene per fermare le pratiche che hanno permesso la diffusione della resistenza antimicrobica e non si trovano nuovi modi per sviluppare nuovi tipi di antibiotici, potremmo tornare ai giorni in cui le operazioni di routine, le semplici ferite o le infezioni semplici possono rappresentare una vera minaccia per la vita."
Sally Davies, medico primario nel Regno Unito

"La resistenza agli antibiotici non è una minaccia lontana, ed è anche una delle più pericolose crisi globali che il mondo moderno oggi sta affrontando. 
Prendere antibiotici quando non ne hai bisogno mette te e la tua famiglia a rischio di sviluppare infezioni che a loro volta non possono essere facilmente trattate con antibiotici. 
Senza un'azione urgente da parte di tutti noi, infezioni comuni, lesioni minori e operazioni di routine diventeranno molto più rischiose. 
È importante che le persone capiscano che se non si sentono molto bene, quando vanno dal loro medico potrebbero non essergli prescritti degli antibiotici se non sono efficaci per la loro condizione, e invece dovrebbero aspettarsi una discussione su come gestire i loro sintomi."
Professore Paul Cosford
Fonte: Cochrane

Per questi motivi è stata istituita, dal 2015, la Settimana Mondiale sull'Uso Consapevole degli Antibiotici, che si ripete ogni novembre e dissemina informazioni e conoscenza su questa emergenza globale.
Qui il sito Antibiotic Guardian


A livello di responsabilità individuale possiamo cominciare a comprendere che dobbiamo smettere di considerare l'antibiotico come una caramella ma piuttosto andrebbe percepito come quella "mossa speciale e segreta" per i momenti critici
dobbiamo smettere di aspettarci che il dottore ci prescriva per forza qualcosa, smettere di chiedere antibiotici e invece chiedere un aiuto per gestire i propri sintomi;
è importante usarli solo come prescritto e non tenerli per altre occasioni, né tantomeno darli a qualcun altro;
comprendere che l'antibiotico è efficace solo in presenza di certi batteri e che esistono alcuni test rapidi (vie aeree, faringite nei bambini) per verificarne la presenza;
comprendere che non ha alcun senso assumerlo in tutte le altre condizioni, per esempio quando i sintomi hanno a che vedere con "virus";
fare il contrario reca danno al proprio corpo, alla propria famiglia e in generale alla società.

A questo link di Cochrane puoi trovare una lista completa delle ultime evidenze disponibili per misurare l'efficacia e l'appropriatezza degli antibiotici nei diversi contesti.



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