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Vaccini-autismo: nuove argomentazioni per una ricerca

Da tempo il rapporto causale tra vaccinazioni e autismo è oggetto di rivendicazioni tra opposte teorie pro e contro. 
Non voglio ora riprendere l’argomento a favore di questa o di quella parte. 
Intendo apportare nuove considerazioni alla luce di ripetute verifiche sulla materia, in base alle linee tracciate dalle 5 Leggi Biologiche. 

Si sono aperti, a mio avviso, nuovi spazi di indagine che vorrei condividere per una ricerca da convalidare e per trovare soprattutto nuovi ambiti di prevenzione e interventi terapeutici. 
La dinamica conflittuale tra gli opposti sostenitori pro/contro in merito al nesso causale tra vaccini e disturbi autistici si è sempre arenata, sia nel dialogo scientifico sia nelle vertenze legali, su deduzioni opposte, ma entrambe reali e di fatto incontestabili. 
Da una parte genitori che denunciano la manifestazione dei sintomi dei disturbi autistici subito o pochi giorni dopo la somministrazione dei vaccini, dall’altra le contestazioni dei funzionari della sanità pubblica, supportati da dati statistici, dell’irrilevanza e del non dimostrabile nesso causale denunciato. 

Poiché di fatto l’osservazione delle due posizioni contrastanti, ma reali, porta chiunque ad una sorta di confusione e interrogativi irrisolti, provo a riscrivere in sintesi le diverse argomentazioni. 
Le conclusioni, dicasi domande senza risposta, ci serviranno per esporre in modo ordinato le nuove risposte. 

LE ARGOMENTAZIONI DEL DIBATTITO

È un fatto che molti genitori abbiano rilevato i sintomi della malattia in questione successivamente alla vaccinazione dei propri figli. 
Nel contempo, però, la difficoltà di dimostrare il nesso causale diretto emerge da tre considerazioni reali e inoppugnabili, sostenute dalla difesa contro tale denuncia: 

a) Il numero di vaccinazioni e il rapporto dell’incidenza dello spettro autistico (in Italia è di 1 bambino su 77) (1) è talmente sproporzionato da escludere che il contenuto dei vaccini ne possa essere la causa. . 
Variano un po’ le cifre per l’Europa (1 bambino su 89) e per gli Stati Uniti (1 bambino su 54) (2), ma non cambia di fatto la sproporzione. 
I dati riportati dalle varie Associazioni non sono considerati certi, ma indicativi. Ciò che è certo, invece, è che il fenomeno dell’autismo è in costante crescita. 

b) Si verificano poi molti casi di bambini che manifestano disturbi autistici prima ancora di essere vaccinati, a dimostrazione che l’autismo sia dovuto sostanzialmente a un fattore genetico e non connesso alle vaccinazioni. 

c) Esiste un’altra considerazione, meno conosciuta, ma molto significativa a confutare il nesso causale predetto. 
Si è rilevato che l’incidenza dell’autismo è di 1 femmina ogni 4 maschi
Ci sono molte pubblicazioni al riguardo, rimando per tutti all’ampio studio pubblicato nel 2014 sulla rivista American Journal of Human Genetics (3). 
Se il contenuto dei vaccini fosse la causa non si spiegherebbe questa sproporzione di incidenza tra femmine e maschi. 

In definitiva non si conosce la causa vera dell’autismo, salvo ricondurre tutto alla genetica
Da queste premesse si comprende il binario morto nel quale si ritrovano le due posizioni contrastanti. 
E se questi rimangono gli ambiti di studio e le modalità di osservazione delle risultanze, non se ne viene fuori. 

UN RIEPILOGO SULL'AUTISMO

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione. È come se si interrompesse l’entrata e l’uscita della relazione con gli altri. 
Spesso si manifestano comportamenti ripetitivi, sino a situazioni compulsive, alternate a momenti di totale chiusura. 
Non esistono esami specifici per la diagnosi, ci si basa solo sull’osservazione dei comportamenti. 
Sconosciute, secondo la medicina ortodossa, le cause. 
Di solito si manifesta nei primi anni di vita, entro i 3 anni. 
Possono avvenire però manifestazioni più tardive, in età adulta. 
Non esiste alcun protocollo farmacologico, ma solo terapie definite comportamentali. 

Interessante rilevare un fatto poco considerato (che poi troverà spiegazione alla luce delle Leggi Biologiche): tutti noi abbiamo avuto nella nostra vita momenti transitori, più o meno intensi e più o meno duraturi, nei quali abbiamo avuto comportamenti di tipo autistico. 
Una sorta cioè di interruzione di attenzione e di relazione, con il risultato di blocco emozionale e atteggiamenti tipo …ebeti! 
Poi avviene che si ripristina l’equilibrio emozionale e torniamo alla normale relazione con gli altri. 

VOLTIAMO PAGINA E MODALITÀ DI OSSERVAZIONE 

Analizziamo ora i fatti come descritti (presunto nesso con o senza vaccini, incidenza maschi/femmine, singole manifestazioni di autismo, le percentuali dell’incidenza di questo disturbo) e allarghiamo il campo di indagine integrando la conoscenza delle 5 Leggi Biologiche; vedremo che i conti tornano, fornendo tutte le risposte sinora sconosciute. 
Per chi già conosce le Leggi Biologiche risulterà una conferma, per chi si avvicina per la prima volta serve informare che queste scoperte non costituiscono un’alternativa alla medicina ma sono, finalmente, il riconoscimento del nesso causale mente-corpo. 
Da sempre cerco di passare un assunto fondamentale: le Leggi Biologiche hanno bisogno della odierna medicina ufficiale per essere applicate e l'odierna medicina ha bisogno delle Leggi Biologiche per essere completa

L’autismo, secondo il dr. Hamer, è la manifestazione comportamentale che discende dalla concomitante situazione conflittuale di due conflitti: rancore e spavento
Questa duplice conflittualità rientra nel capitolo delle costellazioni schizofreniche, cioè due situazioni che insistono sulla zona perinsulare destra (rancore/vie biliari pancreatiche) e sinistra (mucosa della laringe) della corteccia cerebrale. 
Riporto di seguito il prospetto grafico rilevabile in una Tac cerebrale, e preso dal testo della Tabella scientifica. 

Costellazione autistica

Oltre a questa doppia situazione conflittuale, già sufficiente per attivare lo spettro autistico, si possono vivere altri conflitti che vanno ad aggravare la sintomatologia. 
In particolare la costellazione di due conflitti concomitanti del “boccone” che insistono sul tronco cerebrale (costellazione della costernazione). 
Rimando i dettagli a chi vorrà approfondire il tema, per ora è sufficiente richiamare lo stato comportamentale che ne consegue: uno stato di costernazione, al quale si aggiunge un doppio conflitto di rancore e spavento, determina inevitabilmente un blocco funzionale della persona. 

Devo fare un inciso per ricordare che ogni programma che attiva un processo fisiologico o, come nel caso dell’autismo, un nuovo modello comportamentale ha sempre il suo senso biologico
Il comportamento dell’autistico trova la sua utilità biologica nel mettere fuori gioco la persona: uno stato di spavento e di rancore, unito alla costernazione rendono particolarmente fragile l’individuo e quindi la sopravvivenza sarebbe in pericolo se inserito nel branco e nelle sue regole. 
Meglio mettersi da parte e attendere la possibile risoluzione conflittuale. 
Di fatto la concomitanza di queste situazioni conflittuali determina anche il blocco della crescita ormonale, ma resta salva la sopravvivenza. 

Dopo questa premessa prevalentemente didattica possiamo verificare le situazioni conflittuali in tutti i casi citati di manifestazione dell’autismo. 

a) Manifestazioni di autismo senza vaccinazioni 
È sufficiente il riscontro di situazioni di bambini che nei primi anni di vita vivono situazioni conflittuali famigliari, spesso pesanti, che attivano i conflitti citati. 
Non dimentichiamoci anche la fase di gestazione nel periodo di gravidanza di una donna che può incidere in tal senso sul sentito biologico del suo bimbo. 
Ho avuto modo di riscontrare la veridicità di queste situazioni in diversi casi di bambini nati in un contesto famigliare carico di conflitti e di violenza. 

b) Manifestazioni di autismo subito dopo le vaccinazioni 
Ho già riportato che questo nesso causale è reale e ora finalmente possiamo spiegare la statistica del fenomeno. Innanzitutto è stato osservato che i sintomi attribuibili all’autismo si verificano soprattutto dopo il secondo richiamo della vaccinazione e ora possiamo capire il perché. 
Sappiamo che alla base dell’insorgenza dell’autismo c’è sempre la concomitante attivazione di un conflitto di rancore e spavento, e non è difficile rilevare il riscontro di questi due conflitti. 
Un giorno un bambino, entro i primi due anni di vita, viene portato una prima volta dentro una stanza dove un signore vestito di bianco invita la mamma o un’infermiera a tenere bloccato il bambino, per poi passare a infilzare con una siringa una gamba o un braccio, scatenando una vera e propria DHS nel bambino. 
Per fortuna non tutti vivono questa situazione in modo drammatico, sino qualcuno a non accorgersene neanche. 
Poi succede che dopo un po’ di mesi bisogna tornare in quella stanza, da quell'uomo vestito di bianco. Per alcuni bambini l’evento costituisce un vero e proprio binario di rifiuto e rancore, per poi, una volta costretto di forza, subire uno spavento che lo terrorizza. 
A questi percepiti conflittuali occorre aggiungere l’inevitabile ulteriore conflitto del blocco motorio.

UNA STORIA VERA

Vorrei raccontare una storia vera, raccontatami da una madre con una figlia, ormai da 10 anni autistica. 
Si era verificata esattamente la sequenza citata. Dopo la prima vaccinazione aveva dovuto prendere di forza la figlia di due anni e tra urla e spintoni era riuscita a portarla dal medico per la seconda vaccinazione. 
Lei bloccò la figlia per le spalle, l’infermiera per le gambe. 
Il medico urlò ad entrambe di tenerla ferma. 
Fece la prima puntura su una gamba, ma l’ago si spezzò e dovette fare una seconda iniezione sull’altra gamba. Inutili ovviamente le urla della bambina. 
Mamma e figlia tornarono a casa, ma la sera stessa la mamma si accorse del cambiamento comportamentale della figlia. 
Poco tempo dopo, la diagnosi! 

Vaccino autismo


Ho raccontato un caso un po’ estremo sulla modalità di vaccinazione ed è chiaro che non tutti i bambini hanno la sfortuna di subire un trattamento così forte. 
Anzi mi risulta che nelle unità sanitarie ci si preoccupa di tranquillizzare al massimo il bambino, non solo per evitargli lo stato di paura, ma soprattutto per gestire al meglio la pratica della puntura della siringa. 
Questo rilievo, per cui non sono così frequenti situazioni estreme, ci fornisce la risposta all'altro interrogativo irrisolto: la sproporzione tra il numero delle vaccinazioni e la manifestazione successiva dei sintomi dell'autismo.

Una prova analoga, ma meno violenta, dalla quale è possibile verificare il riscontro della connessione mente-corpo sono i casi di vaccinazioni dove non si arriva a situazioni estreme, ma è solo sufficiente un blocco motorio energico attuato sul corpo del bambino per rilevare poi, nella notte seguente, una crisi tonico-clonica, cioè una crisi epilettica
In sintesi cambia l’intensità e la modalità della vaccinazione ma, ogni volta che questa viene attuata con sofferenza (rancore-spavento) del bambino, assistiamo proporzionalmente all’attivazione di un programma fisiologico e a seguire l’attivazione del cambio comportamentale

Comprendo lo stupore del lettore che per la prima volta si accosta a questa interpretazione dei fatti, ma il modo migliore di constatare la veridicità di questi assunti è fare la verifica con tutti i casi di autismo, indipendentemente dal nesso causale con i vaccini. 
Del resto troviamo un’importantissima verifica del nesso causale con lo spavento e il rancore constatando che tutti gli autistici non sopportano le urla, i rumori troppo forti e tutto ciò che possa spaventarli; in definitiva tutto ciò che possa riattivare le dinamiche originarie di spavento e rancore. Ancora più evidente è lo stato compulsivo di forme di autismo per cui il soggetto diventa irrefrenabile e agitato, quando cioè prevale lo stato di rancore. 
Se quanto riportato sino adesso corrisponde al vero, è facile comprendere che questo stato di cose mette fine alla diatriba tra le diverse posizioni sul mero nesso causale vaccini/autismo

In definitiva possiamo dire che il contenuto del vaccino non può essere direttamente imputabile come causa dell’autismo, ma è la modalità con la quale si pratica la vaccinazione
Questa argomentazione prescinde dalla questione sulle varie questioni addotte dai ricercatori contro i contenuti ritenuti più o meno tossici dei vaccini. 
Questo è un altro problema sul quale non intendo entrare, poiché in questa sede ho ritenuto prioritario considerare le possibili interazioni tra vaccinazioni e autismo, sulla base dell’unico denominatore comune relativo alla costellazione conflittuale. 

PERCHÈ 1 FEMMINA E 4 MASCHI?

Posso passare quindi alla terza domanda sinora senza risposta. 
c) Perché esiste un rapporto di incidenza tra gli autistici di 1 femmina 4 maschi? 
Le argomentazioni che ci forniscono la risposta sono nuove, ma la fonte e la base di verifica sono sempre le 5 Leggi Biologiche. 
Quanto andrò a spiegare presuppone una conoscenza approfondita della materia e quindi non posso essere esaustivo in questa sede per chi si approccia per la prima volta. 
Cercherò di esporre nel modo più semplice possibile, almeno da stimolare l’interesse per un approfondimento oltre che per una verifica sul campo. 

Innanzitutto occorre riconsiderare l’importanza della differenziazione tra persone mancine e destrimani. Un argomento sconosciuto alla odierna medicina, ma di fondamentale importanza per la biologia degli esseri umani. 
Noi sappiamo che la Natura non fa nulla a caso e, in attesa che i medici si decidano a verificare quanto sia determinante tale differenziazione, proviamo a considerare un’altra straordinaria applicazione della lateralità. 
Innanzitutto il risultato delle verifiche fatte finora ci hanno portato a queste conclusioni: le femmine autistiche sono tutte mancine, mentre i maschi sono tutti destrimani. 
Viceversa non troviamo femmine destrimani e maschi mancini. 
Ci sono pochissime eccezioni a questa regola che mi riservo di dimostrare in una sede più tecnica. 

Solo un altro rilievo per la verifica: alle persone autistiche in effetti non è facile fare la verifica dell’applauso per la determinazione della lateralità, perché tendono all’applauso con mani giunte, ma tutti i casi sinora documentati confermano il riscontro di questa incidenza. 
Noi sappiamo dalle scoperte di Hamer e verificabili sulle zone perinsulari della corteccia cerebrale, che le donne mancine e gli uomini destrimani hanno in comune il fatto che, quando vivono un conflitto di territorio, questo si riflette in prima battuta sul relè a destra della corteccia cerebrale. 
A parte questa considerazione tecnica, è importante il rilievo che questa incidenza comporta per gli uomini destrimani e le donne mancine l’immediato stato di depressione. 
L’uomo destrimane perde il suo stato di forza e pulsione di capobranco per implodere in uno stato dimesso. 
Alla stessa stregua la donna mancina, vivendo anche lei il primo conflitto di territorio (in questo caso di parla di perdita di identità femminile) sull’emisfero destro entra in depressione. 
Tra le varie modalità di conflitto di territorio esiste appunto il possibile conflitto di rancore nel territorio. 
Se torniamo all’abbinata rancore/spavento dell’autismo si comprende che uno stato di depressione sul quale si riversa in aggiunta una situazione conflittuale di spavento determina il blocco funzionale della relazione per questi soggetti. 
In sostanza se ci si trova in uno stato di implosione e di depressione, non è difficile comprendere come uno shock di spavento in aggiunta possa annichilire una persona nella classica sintomatologia dell’autismo: come uccidere un uomo morto

Per le donne destrimani e gli uomini mancini invece il discorso cambia. 
Queste figure vivono il loro primo conflitto di territorio sull’emisfero sinistro che a differenza di quando accade sul destro, comporta una reazione di maniacalità, di iperfunzione quindi di forza. 
In sostanza si verifica un’immediata reattività, per cui gestiscono meglio un eventuale secondo conflitto di spavento o di minaccia nel territorio. 
Da qui la quasi totale assenza di forme di autismo. 

Ancora una volta le 5 Leggi Biologiche ci forniscono la spiegazione di fenomeni fisiologici e comportamentali senza percentuali di statistiche approssimative e senza richiami a generici e presunti agganci genetici. 
Non resta che allargare la verifica sul campo con la collaborazione di tutti coloro che si occupano dei casi di autismo, dai genitori direttamente coinvolti a tutti coloro che si dedicano all’accudimento di queste persone. 
Ovviamente la prima verifica necessaria, soprattutto per superare a monte il problema, è quella di interrompere ogni forma di pratica violenta nella pratica delle vaccinazioni

Tra l’altro - e non è poco - se le case farmaceutiche venissero a sapere di questa nuova causalità, avrebbero un’arma legale in più per difendersi. Ma attenzione a riconoscere il tutto! Vorrebbe finalmente ammettere la connessione mente-corpo e questo per loro sarebbe un grosso boomerang.

Tornando alla realtà della verifica, in fondo non si chiede molto, con la felice possibilità di accertarsi che verranno meno i conflitti di rancore/spavento causati dalla vaccinazione. 
Una volta accertata questa scoperta, ci si potrà rivolgere a quelle altre forme di autismo, indipendenti dalla vaccinazione, ma ricollegabili sempre allo stesso nesso causale conflittuale. 
Ma la strada sarà aperta per riprovare a costruire un mondo senza rabbia e paura
Io ci credo! 



1) Vita bookaine – Sinpia Società Italiana di Neurospichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – 2-04-2019 
2) ANGSA – Associazione Nazionale Genitori perSone Autistiche- 2016 
3) A Higher Mutational Burden in Females Supports a “Female Protective Model” in Neurodevelopmental Disorders Open ArchivePublished:February 27, 2014DOI: https://doi.org/10.1016/j.ajhg.2014.02.001



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