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Un attimo...

Stop Vivisection alla luce delle leggi biologiche

'Fermare la vivisezione' è in questi giorni un tema caldo in rete, e si sta concludendo in queste ore una raccolta firme per la Proposta di quadro legislativo volto a eliminare la sperimentazione animale nell'Unione Europea.
Considerando sia i chiari motivi etici che si oppongono alla sperimentazione animale sia le evidenze scientifiche che provano l'assenza di predittività del “modello animale” per una ricerca finalizzata alla salute umana, sollecitiamo la Commissione europea ad abrogare la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e a presentare una nuova proposta che abolisca l'uso della sperimentazione su animali, rendendo nel contempo obbligatorio, per la ricerca biomedica e tossicologica, l'uso di dati specifici per la specie umana.
https://ec.europa.eu/citizens-initiative/ECI-2012-000007/public/index.do?lang=it

Si mette l'accento sul fatto che la ricerca sul modello animale sia inefficace per il modello umano.
In questa sede proverò con parole povere a mettere l'accento sul modello analitico dell' indagine medica, e come possano essere evitabili modalità violente di ricerca come questa e molte altre.

Se il paradigma alla base della medicina fosse quello delle leggi biologiche, per inquadrare il comportamento di un essere vivente e del suo organismo non sarebbe necessario aprirlo per guardarci dentro. O meglio, probabilmente sarebbe un evento molto più raro.
Infatti non è necessario aprire una scimmia per vedere come e perchè ha fatto una malattia cardiaca, per lo stesso motivo per cui non è necessario aprire una scimmia per vedere se, lasciata cadere da 2 metri di altezza, questa andrà verso l'alto o verso il basso. 
Ve lo dico qui con certezza: andrà verso il basso.
Come la legge di gravità è una legge naturale sul nostro pianeta, così le leggi biologiche sono leggi naturali che governano i processi organici, e sono oggi note, applicabili e verificabili.

Invece il modello di indagine odierno, prevalentemente statistico, pare spesso vagabondare senza bussola, in una ricerca così morbosamente particolare e dettagliata da perdere spesso il quadro di insieme e il senso della ricerca stessa.
L'assunto di base che manda in tilt il sistema è il fatto che la malattia, o meglio il processo organico, sia apparentemente fuori controllo a causa di errori della natura, difetti della macchina.
Ma se integriamo la quinta legge sul senso di ogni attività biologica finalizzato alla sopravvivenza, ci appare immediatamente superfluo, se non in termini di mera curiosità, scoprire che nel cancro l'enzima SDHB toglie ossigeno alle cellule che iniziano a proliferare, o che nella sclerosi il gene "difettoso" C9ORF72 produce un Rna, altrettanto "difettoso", tossico per il neurone.
Conosciamo perfettamente i meccanismi microscopici del nostro corpo, ma non avendo la più pallida idea del perchè avvengano, li prendiamo per difetti meccanici da riparare.
Peraltro con grande presunzione, specie della ingegneria genetica, che si arroga la sapienza di qualche decennio di studio nel volere insegnare a un'evoluzione di 4 miliardi di anni che i suoi prodotti genetici sono difettosi.

Le 5 leggi biologiche permettono di fermarsi un attimo, respirare, fare un passo indietro e riguardare i fenomeni in modo più chiaro e in presenza.
Permettono al ricercatore di non accapigliarsi in un groviglio di eccezioni nella foga di dovere dimostrare qualcosa da pubblicare da qualche parte.
In fondo siamo molto semplici nel vivere, ma complessi nell'organizzazione cellulare: un'orchestra meravigliosa in perfetta armonia.
Ciò che osserviamo in questa sinfonia chimica è esattamente quello che è.
Però il senso di quello che stiamo vedendo è un altro.
Se l'enzima, la proteina, l'RNA, i microbi ecc. sono tutti condotti sensatamente dall'organismo per la funzione a cui sono preposti, ci serve ancora lottare contro i nostri micro-meccanismi chimici utili alla sopravvivenza, o è preferibile scoprire il motivo, il senso per cui il cervello in quel preciso momento ha ordinato quel processo biologico specifico e non un altro? 

Ci serve davvero contare quanti semi ha dentro la mela per sapere che cadrà dall'albero?



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