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Un attimo...
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Quando la scienza diventa un tracotante atto di fede religiosa

Siamo in piena "notte del mondo", e le vestigia della scienza corrono precipitose verso il fanatismo religioso.
In questo periodo ce ne accorgiamo ogni giorno di più, e la scienza medica pare quella che ne sta subendo maggiormente le conseguenze.

Poiché all'incredibile corsa della tecnologia, e alle aspettative che vi si ripongono, non corrisponde un avanzamento altrettanto corposo e rapido delle conoscenze in medicina, né soprattutto un pari miglioramento dell'efficacia dei trattamenti terapeutici, emerge qua e là la tentazione di rifugiarsi in dogmi e atti di fede che possano rappresentare solidi riferimenti.

Così nel dibattito pubblico e politico sui temi della salute le "evidenze scientifiche" diventano icone indiscutibili alla stregua di monoliti sacri, inaccessibili da chi non è parte della casta sacerdotale.
Questa particolare reazione è palese, a tratti violenta, e racconta di grandi scogli e di fallimenti.

Gli stessi operatori si trovano in forti difficoltà, perchè il dogma chiude in un angolo sempre più buio "scienza e coscienza".
Tuttavia si tratta di un fenomeno molto visibile, certamente, ma solo perchè è in superficie.

Al di sotto della superficie si muovono con ragione e sobrietà forze autentiche, fondate sui valori più solidi. Una corrente che si oppone alla corsa tecnologica fine a se stessa e al dogmatismo paternalistico che impone certezze scientifiche surreali, è quella che alcuni chiamano "Slow Medicine".

Richard Smith, ex editor del British Medical Journal, tratta dell'argomento sulla medesima rivista in modo molto chiaro e schietto. Ne riporto la traduzione letterale:

L'argomento Slow Medicine

Le caratteristiche dei sistemi sanitari sono la complessità, l'incertezza, l'opacità, le misurazioni scadenti, la variabilità nella presa delle decisioni, l'asimmetria nell'informazione, i conflitti di interesse e la corruzione.
Questi sono quindi una scatola nera ampiamente incontrollabile, dice Gianfranco Domenighetti dell'Università della Svizzera Italiana al meeting di Bologna La Sanità Tra Ragione E Passione. Il meeting si è tenuto per celebrare la vita e il lavoro di Alessandro Liberati, il fondatore del Cochrane Center italiano, che è mancato l'anno scorso (2011).

Solo l'11% di 3000 prestazioni cliniche hanno buone evidenze a loro supporto, dice Domenighetti [ La fonte è il BMJ Evidence Center: Clinical evidence Handbook 2012 - NDT]. 
Un terzo delle attività del sistema sanitario negli Stati Uniti non produce benefici, dice uno studio recente del New England Journal of Medicine.
Metà di tutte le angioplastiche non sono necessarie. 
Qualcosa come 153 milioni di Euro al giorno sono persi in corruzione nei sistemi sanitari europei.
I quattro quinti (80%) dei nuovi farmaci sono copie di vecchi farmaci.
Gli screening stanno creando malattie come il carcinoma duttale in situ.
La maggioranza dei medici (80-90%) hanno preso "tangenti" da aziende farmaceutiche, malgrado molti possono non vedere le loro biro gratis, i pranzi e i viaggi sovvenzionati come tangenti (cosa sono allora?).
Tra il 15% e il 40% degli articoli sulle riviste scientifiche hanno "autori fantasma" (ghostwritten).
La metà degli studi clinici non sono pubblicati, e c'è una distorsione sistematica che avvantaggia i risultati positivi che suggeriscono che i trattamenti studiati, tipicamente farmaci, sono più efficaci e sicuri di quello che sono in realtà.

E su questo sfondo, più di quattro quinti (80%+) delle persone nella maggioranza delle nazioni pensa che la medicina sia una "scienza esatta o quasi".
In uno studio pubblicato negli Annals of Internal Medicine quasi il 90% dei pazienti che sono sottoposti a interventi di angioplastica coronarica pensano che questo possa ridurre le probabilità di avere un infarto, quando invece non è vero. A domande su vari scenari, quasi la metà dei cardiologi andrebbe avanti con interventi angioplastici anche quando crede che non ci siano benefici per il paziente. [Alcune evidenze recenti su 5LB Magazine - NDT]

È giunto il tempo, dice Domenighetti, di scoperchiare la scatola nera della sanità
Incoraggiare l'alfabetizzazione alla salute [un articolo di 5LB Magazine a riguardo - NDT] sembra essere una via per farlo, ma Domenighetti pensa che questo sia "vino vecchio in bottiglie nuove". Abbiamo bisogno, dice, di incoraggiare un sano scetticismo sul mercato della salute e aiutare le persone a comprendere che la medicina è lontana dall'essere una scienza esatta.
I dati dovrebbero essere pubblicati esponendo le variazioni nella pratica, la corruzione e i conflitti di interesse. Noi dovremmo spiegare che la salute dipende prevalentemente da fattori esogeni e non dal sistema sanitario.
E alle persone si dovrebbero dare strumenti pratici per promuovere la propria autonomia - strumenti come l'accesso a informazioni "evidence based".

Domenighetti ha concluso il suo intervento indicando il sostegno alla campagna Choosing Wisely che in USA raccoglie organizzazioni di professionisti che identificano interventi che offrono poco o nessun valore.
Una campagna simile ma più vasta di Slow Medicine è in corso in Italia, e io non ho dubbi che la "medicina lenta" sia la migliore medicina per il 21esimo secolo.

Abbiamo bisogno di venir fuori da ciò che Ivan Illich chiamava la ybris [tracotanza] della medicina.
Fonte: BMJ, traduzione di Mauro Sartorio


In completa adesione a questi principi, il 5LB Magazine incoraggia lo studio delle leggi biologiche come strumenti pratici per promuovere la propria autonomia, favorisce strumenti come l'accesso a informazioni "evidence based" e organizza e promuove le attività di Salute Attiva Onlus, socio istituzionale di Slow Medicine.



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