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Un attimo...
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La prossima pandemia sarà quella del cancro, dicono.

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Così come è accaduto in modo scandalosamente plateale con il COVID, qualsiasi "pandemia" può essere realizzata attraverso l'abuso di test e controlli, con il quale abuso si produce in maniera sistematica eccesso di diagnosi.

La spinta forzata alla medicalizzazione della popolazione è capace di arruolare in breve tempo un esercito di persone sane che, da un giorno con l'altro, credono di essere malate; e che quindi necessariamente subiscono i danni dello shock da diagnosi prima e del sovra-trattamento poi; e che marciano come soldati in file compatte grazie all'ipnosi di una narrazione che parla di un male dilagante e inarrestabile "che se non ci fosse stata la scienza non mi sarei salvato".

LA CONVENIENZA DI UNA NARRAZIONE

L'industria sanitaria evidentemente aspira ad essere protagonista indispensabile e insostituibile nella guerra contro un mostro indomabile, ed esprime una malcelata soddisfazione quando può affermare che, nonostante tutti i suoi sforzi, il mostro è sempre più pericoloso e quindi è necessario che le siano affidate sempre più armi e mezzi.
Vi renderete conto che la narrazione militare, insaziabile di risorse umane ed economiche, è un canovaccio sempre uguale nella nostra civiltà, sia che racconti di un nemico maligno geopolitico, sia che racconti di un nemico maligno sanitario.

Dice oggi il direttore di oncologia medica del policlinico San Martino di Genova, riferendosi ad un importante studio previsionale del 2012 pubblicato sul Lancet:

La prossima pandemia sarà quella del cancro. [...] 
Nel 2030 il cancro potrebbe uccidere oltre 13 milioni di persone l’anno, un numero quasi doppio rispetto al 2008. Dato dell’International Agency for Research on Cancer (IARC). 
Salirà invece a 21,4 milioni di nuovi casi l’anno l’incidenza rispetto ai 12,7 attuali.
Fonte: Primocanale

Quindi? Il risultato del tanto decantato progresso tecnologico medico-scientifico sarebbe una diffusione doppia del cancro e il doppio dei morti in soli 20 anni?
È paradossale, perché nei fatti il sistema della ricerca e dell'industria, legate tra loro a doppia mandata, preferisce dichiarare il proprio fallimento (anche con una punta di vittimismo) piuttosto che consentire alla sua controparte, la malattia, di indebolirsi e casomai estinguersi.
Perché una malattia sempre più minacciosa gli garantisce non solo il senso della propria esistenza, ma anche una leva emotiva sulla politica e la società che assicura un afflusso di risorse crescente e illimitato.

Non penso che si tratti necessariamente e a tutti i livelli di una strategia esplicita, certamente è il riflesso di un capitalismo degenerato giunto al parossismo, dove il profitto ha l'obbligo strutturale di crescere esponenzialmente, pena il collasso del sistema.
La narrazione di una malattia dilagante e inarrestabile nonostante gli abnormi sforzi tecnologici e finanziari, è quindi la lettura degli eventi più conveniente per tutti oggi, per la ricerca, l'industria, i mercati, i media e la politica.

Ma è falsa.
La corsa agli armamenti in una guerra senza fine è illusoriamente il rimedio, in realtà è ciò che rinforza, esso stesso, la malattia.
Ho già affrontato in modo approfondito questo fenomeno: infatti più si potenziano i controlli preventivi, più il cancro si diffonde; la medicina che si arma con fanatismo tecnologico produce malati in serie

LE 5 LEGGI BIOLOGICHE DONANO INDIPENDENZA SANITARIA

Invece la malattia è un'altra cosa, non ha niente a che fare con una convenienza ideologica e finanziaria, non ha bisogno di sovrastrutture mastodontiche, apparati militari che fanno sì girare lavoro ed economia ma si nutrono di terrore e devastazione.

La salute è un equilibrio psicofisico, del tutto personale, che non ha bisogno di artifici. 
É un equilibrio di programmi biologici sensati, necessari, che quando compresi nella loro radice primaria percettiva, consentono ad ognuno una autonomia di gestione pressoché completa, ad esclusione di quelle condizioni critiche di emergenza che richiedono interventi sintomatici a sostegno dell'organismo.

Per questo le 5 Leggi Biologiche sono lo strumento di elezione verso l'indipendenza sanitaria, perché consentono di "azzerare le bollette", ovvero "disconnettere il contatore" da una rete di servizi alla salute il cui costo umano ed economico è diventato insostenibile e, dati alla mano, lo sarà sempre di più.

Le 5 Leggi Biologiche prima di tutto ti rendono immune al terrorismo



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