La notizia che revisioniamo oggi è una di quelle che, dalla prospettiva del paradigma 5LB, lascia esterrefatti.
La scoperta sorprendente: se in un gruppo di 11 mummie del 1400, 3 soggetti hanno sviluppato un tumore maligno, significa che l'incidenza di neoplasie era uguale nel 1400 come oggi nei paesi industrializzati (30% della popolazione).
Non tanto per il contenuto della notizia in sé, quanto per le conclusioni che gli studiosi e i quotidiani sono indotti a interpretare, in sintonia con il più comune sostrato di credenze.
La notizia:
"I tumori esistevano anche nel Quattrocento": la scoperta di uno studio sulle mummie conservate a Napoli
Un articolo pubblicato sulla rivista internazionale "Lancet Oncology" ha fornito un nuovo e sorprendente dato che confuta ciò che finora si è sempre ipotizzato, ovvero che il tumore sia una malattia del mondo attuale, causata dall'inquinamento o dallo stile di vita moderno.
Gli studiosi dell'Università di Pisa. analizzando decine di mummie rinascimentali conservate nella sacrestia annessa alla chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, sono riusciti a identificare tre casi di neoplasia maligna in individui tra i 55 e i 70 anni: un carcinoma basocellulare (ovvero un tumore cutaneo) che ha colpito il volto del duca Ferdinando Orsini di Gravina (circa 1490-1549), un adenocarcinoma avanzato del retto nella mummia del re Ferrante I di Aragona (1424-1494) e un adenocarcinoma del colon in fase iniziale di infiltrazione nella mummia del principe Luigi Carafa di Stigliano (1511-1576).
Fonte: Repubblica
Raffaello - Incendio di Borgo - 1514 |
Davvero sorprendente. Se non fosse che, intorno alla teoria che i tumori siano causati da inquinamento e stile di vita dell'era industriale, la ricerca ha già accumulato decenni di eccezioni e contraddizioni.
Sarà il cibo moderno? Sarà il grasso? Sarà il caffè? Saranno le sostanze chimiche? Sarà l'alcool? Saranno le onde elettromagnetiche? Sarà la sedentarietà? Sarà l'epigenetica?
No, è più probabile che il cancro sia solo questione di sfortuna.
5LB Magazine raccoglie alcune di queste contraddizioni nella rubrica "effetto cicogna".
Qual è il problema?
Il problema: non si ha la più pallida idea di dove cercare altrimenti.
Per questo la teoria dell' "inquinamento e stile di vita" continua a persistere come l'unica possibile.
Per questo le istituzioni sanitarie persistono nella prevenzione attraverso lo "stile di vita", "mangia sano e fai movimento" in contrasto alle "malsane abitudini moderne": è l'unico appiglio tangibile con il quale si possa fare qualcosa.
Nonostante la scoperta di oggi sia solo l'ultima di numerose omologhe (ritrovati tumori nel Medioevo, nell’Antica Grecia, in mummie egizie e persino nei dinosauri: fonti PaleoPatologia e MedicineNet), sui media la notizia è regolarmente colorata con toni di grande sorpresa: surprising discovery, CNN 2016.
Di fatto la sorpresa non è più scientificamente giustificabile.
Tuttavia è da comprendere che il sostrato di credenze che guida gli osservatori evolve con i lenti ritmi dei cicli storici.
Chi ha già integrato profondamente la weltanschauung 5LB non può che rimanere esterrefatto, ancor di più, di fronte alle espressioni di sorpresa; sente anche di peccare di presunzione, con quella sensazione che vive chi osserva le cose dai margini, con un piede già dentro un futuro emergente.
Allora chiamiamola "inerzia", "pigrizia" che assale l'uomo quando si accorge che dovrebbe affrontare sfide nuove, ignote, dispendiose in un campo di ricerca sterminato che non solo capovolge ogni fondamento della biologia, ma fa anche tabula rasa delle consuetudini nel modo di fare ricerca, soppiantando l'oggetto dell'osservazione con qualcosa che nei laboratori non riesce proprio ad entrare: la psiche, qualsiasi cosa essa sia.