Un ascesso ai denti di origine psicosomatica: il racconto di un caso.

Mauro Sartorio
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Io lo so che i casi reali sono quelli che fanno capire meglio le cose, ma raccontare quelli degli altri pone diversi problemi a vari livelli... e allora quando ho l'occasione di raccontare le mie vicissitudini personali diventa più semplice per tutti.

Brevemente ti faccio il quadro della vicenda: sono stato coinvolto per mesi, che alla fine sono diventati anni, nella ristrutturazione di una casa - è anche il motivo per cui è da molto tempo che non vedi il mio ambiente di ripresa e l'attività su YouTube è calata parecchio.
Ristrutturare un immobile è probabilmente una delle cose più complicate e onerose di questa epoca, soprattutto dopo la catena di shock socio-economici iniziati nel 2020. Questa è esperienza diretta per molti di noi.
Quindi le solite cose: conti reali che esplodono ben oltre i preventivi, ogni giorno una nuova complicazione, raffica di spese inattese che spesso non sono nemmeno preventivabili in corsa. 
In sostanza per lunghi mesi la mia condizione interiore è stata caratterizzata dall'angoscia di non sapere alla fine quanto avrei dovuto sborsare per sistemare questa casa. Verso la fine del calvario, giungo a dover pagare gli ultimi saldi. 
Mi mostrano i conti e capisco che sono arrivato al capolinea, finalmente. Soprattutto capisco che ci sto dentro, che i miei risparmi sono sufficienti... infatti ad un certo punto avevo anche dubitato di farcela da solo, che avrei dovuto fare prestiti, complici anche alcune altre grosse spese collaterali impreviste che non avevano a che fare con la casa.
Alla fine ho comunque speso il doppio di quanto immaginavo a inizio lavori.
Un bagno di sangue durante il quale sono rimasto nella tensione costante di voler trattenere i miei soldi, anche sapendo perfettamente, sul piano razionale, che non erano già più miei e sarebbero usciti dalla banca, volente o nolente.

Questo l'antefatto, in cui molti si saranno anche rispecchiati nella propria esperienza. 
Dunque procedo a pagare gli ultimi saldi e da lì inizio a percepire una strana sensazione sotto i denti quando mastico, molari e premolari in basso a sinistra. È un dolore che appare qua e là, non ci faccio molto caso: solo col senno di poi posso dire che stava iniziando il cedimento della Fase Attiva, e un principio di PCL.
Detto in parole povere: sul piano emotivo stavo iniziando a lasciare le tensioni e i tessuti si preparavano a riparare i danni del lungo stress.
Il giorno in cui eseguo l'ultimo pagamento mi reco poi dal geometra per ringraziarlo e congedarmi.
Lui fa un gesto che mi colpisce: mette una croce a penna sulla mia pratica, per dire "lavori terminati, la faccenda è chiusa".
Ebbene, il mio organismo non ci ha messo più di 2-3 ore a presentare il (suo) conto: la gengiva sotto gli ultimi molari ha iniziato a gonfiare e dolorare molto intensamente.
Lì per lì ho pensato "quella bistecca mi ha lasciato residui tra i denti e mi stanno facendo infezione" (demolizione attraverso i microbi), qualcosa che mi capita relativamente di frequente. Quando succedono cose importanti siamo sempre distratti e ciechi verso noi stessi.
Se non che la sera, nonostante il filo interdentale, la gengiva continua a peggiorare, e così il mattino dopo fino alla sera successiva, quando prendo un antidolorifico per cercare di dormire.
Ormai era chiaro: si trattava di una PCL bella e buona.

LA PERCEZIONE BIOLOGICA

Non ti tengo sulle spine: i denti più posteriori servono a "trattenere l'osso", a tirare a sé qualcosa, proprio come fanno gli animali. Dunque i miei denti hanno passato lunghi mesi di tensione nel tentativo di trattenere cose e denaro strattonati continuamente dagli imprevisti. Più avanti approfondisco, ora proseguo la storia.

Schiaffeggiato dal sintomo, da buon hameriano inizio a prestare attenzione ai dettagli: prima di tutto noto la progressione della curva PCLA del neomeso che, a differenza dell'ectoderma che si esprime alla massima intensità istantaneamente, può impiegare ore e giorni a raggiungere il suo apice.
Inoltre noto non solo lo scollamento della ragione dal vissuto, che è una caratteristica inevitabile, ma anche delle emozioni. Nel senso: mi accorgo che ho vissuto il momento della soluzione con inconsapevolezza, e ciò è una regola, ma anche con un particolare distacco emotivo. È vero, qualcuno dirà che la percezione biologica non è emozione, tuttavia le emozioni sono conseguenze naturali.
Allora inizio a notare che è vero che non ho sentito il gesto della chiusura dei conti con una particolare intensità emotiva, tuttavia mi accorgo che la mia memoria di quel gesto simbolico, la croce sul foglio, è estremamente vivida, più di ogni altro evento della giornata. Ripassando i  ricordi mi ripeto che mi aveva proprio colpito.
Dobbiamo senz'altro ringraziare tutti il nostro cervelletto, che ci protegge con il suo scudo di "morte emotiva", perché grazie ai suoi programmi possiamo evitare di essere sempre in preda alle emozioni. 
Per effetto collaterale, però, rende ancora più complicato osservare le emozioni che producono i nostri sintomi.

Con il senno di poi inizio invece a riconoscere l'angoscia trascinata per mesi, e mi accorgo di averla sempre vissuta in un contrasto tra il desiderio animale di trattenere i miei risparmi, con i molari che tengono l'osso, e la necessità concreta di cederli. Riconoscendo anche, in un paradosso solo apparente, che ogni pagamento mi procurava un evidente sollievo.

Mentre continuo a mettere insieme i pezzi del puzzle (e con una gengiva gonfia così), mi torna in mente quel periodo in cui la tensione (Fase Attiva) ha iniziato a calare e denti e gengive mi davano quello strano fastidio alla masticazione, ovvero grossomodo dal momento in cui mi sono stati mostrati i conti finali e ho visto la fine del tunnel.
Poi la ConflittoLisi definitiva e deflagrante, con quella bella croce sul foglio, che il mio animale ha vissuto con una partecipazione molto significativa, anche se riconosciuta solo a posteriori.
Rispetto al principio del "riconoscimento a posteriori", recentemente ho letto in un pezzo di Massimo Recalcati:  
"il significato dell’atto coinvolge sempre le sue conseguenze. Per questo Lacan può dire che il valore di ogni atto è stabilito solo dalla sua rilettura a posteriori. Saranno gli eventi successivi alla presa della Bastiglia a dire se si è trattato di una semplice sommossa o dell’inizio di una rivoluzione. Per questa ragione il soggetto non può mai essere del tutto padrone del proprio atto...".
Piaccia o no agli uomini di certa scienza, l'essere vivente è flusso di storia e percezione, e come tale va studiato.

LA LATERALITÀ

Alcuni ora si staranno chiedendo: va bene, ma perché il sintomo è comparso a sinistra? 
Io sono destrimane, allora chi sta imparando le 5 Leggi Biologiche penserebbe al lato opposto
Ma questo è uno degli inganni che emergono quando si cala la teoria nella realtà: infatti le cose non sono mai date da un conflitto occasionale e una soluzione, ma invece sempre da un intreccio di binari che si radicano nella storia personale. Se il mio animale tiene duro e trattiene con i denti per la paura di perdere (denaro e altro), ciò ha a che vedere con un imprinting che io ho acquisito da mia nonna mentre mi cresceva (ricorda: il neo-encefalo risponde a conflitti che riguardano sempre qualcuno, mai solo qualcosa), e che mi ha fatto ripetere qua e là piccole/grandi DHS di "non riesco a trattenere".
Gli ostacoli su cui io inciampo durante una ristrutturazione immobiliare diventano DHS per me e solo per me, perché la mia storia è costruita su memorie di quel tipo.
Per questo nell'approccio alle leggi ferree della Natura ciò che è importante più di ogni altra cosa è imparare a osservarle con flessibilità quando operano nella realtà di sistemi iper-complessi che sono i viventi.

Ora mentre scrivo questo articolo è una settimana che fatico a mangiare, la bocca non si divarica completamente e la gengiva è ancora piuttosto gonfia e dolente. Comunque meglio dei primissimi giorni in cui mi servivo di antidolorifici per riuscire a masticare qualcosa e dormire.
L'ultima volta che ho avuto una infiammazione parodontale simile risale ad almeno 20 anni fa, non saprei dirne i motivi. Oggi con un quadro chiaro delle cose posso accompagnare il processo con una consapevolezza diversa e senza angoscia.
Se le cose stanno come le ho raccontate (perché, stanne certo, come ce le raccontiamo è sempre più superficiale di come sono... ma almeno è un passo), posso prevedere che la traiettoria del programma biologico andrà verso una estinzione autonoma nell'arco di alcuni giorni. Tuttavia devo sempre lasciare ai fatti l'ultima parola: se i sintomi dovessero proseguire senza attenuarsi (e oltre 3 settimane), dovrò ammettere di non avere risolto in modo definitivo le cose, e di trovarmi in uno schema di recidive, che siano locali o meno. Allora sarà importante intervenire sul piano sintomatico con medicamenti ed eventuale odontoiatria per limitare i conflitti locali, ma eventualmente anche sul piano causale percettivo, dove possibile.

In questo breve racconto personale ho potuto mettere molti elementi importanti su cui ognuno avrà da riflettere, che riguardano i cosa, i perché e i come delle 5 Leggi Biologiche.
Spero ti sia piaciuto e ti sia utile. Se non conoscevi bene queste cose, o vuoi imparare anche tu a verificare le cause dei tuoi sintomi, puoi leggere il mio libro La Fisiologia Speciale, scritto proprio con questo scopo.
Per il resto segui 5LB Magazine sui canali social, sarà come ricevere una formazione quotidiana.

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