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Fake news ed epidemia apparente di meningite

"Fake news" è un concetto che non ha fatto in tempo ad affiorare alla consapevolezza popolare, che è già un termine abusato e distorto dai generalismi.

Allora possiamo essere più precisi e riconoscere almeno 3 tipi di "falsi":
Notizie False, cioè articoli che contengono intenzionalmente fatti falsi con lo scopo di ingannare e attrarre visualizzazioni. Esistono siti specializzati con lo scopo del business pubblicitario.
"Amplificatori Falsi", cioè attività coordinate da profili social non autentici, con l‘obiettivo di manipolare la discussione pubblica. Questa manipolazione organizzata avviene anche da parte di enti governativi, come ha svelato il recente report di facebook)
Disinformazione, cioè contenuti intenzionalmente inaccurati o manipolati

Oltre questi tre, c'è il livello naturale e largamente maggioritario di "informazione plurale", che esiste perchè la "verità" non ha mai una sola faccia, ed è contaminato variamente da diversi gradi di manipolazione intenzionale, intrinseca nel punto di vista parziale dell'autore.
In un botta e risposta costante tra le diverse parti che osservano e commentano un fenomeno, anche chi si erge al ruolo di "fact checker" mette necessariamente un'intenzione parziale.

Senza voler entrare troppo nel dettaglio, voglio portare l'attenzione sul tamburo che in questi giorni, e da diversi mesi, batte con costanza sui casi di meningite in Italia: infatti non c'è settimana in cui il tema non entri nelle pagine dei quotidiani.

Oggi
Milano, un caso di meningite a scuola: vaccino per mille studenti
Fonte: Repubblica

Settimana scorsa
Meningite, due bambini ricoverati
Fonte: Corriere del Veneto

Due settimane fa
Meningite, nuovo caso nel Pisano
Fonte: Corriere

E così via: una rapida ricerca in Google News può dare un'idea della persistenza.

In alcuni periodi si parla di "epidemia", in altri semplicemente si segnalano le diagnosi.
A parità di condizioni, negli anni passati non c'era una tale copertura mediatica sui singoli casi di diagnosi (addirittura spesso è sufficiente il sospetto non certificato a fare notizia) ma, è evidente, la polemica sui vaccini obbligatori tiene alta l'attenzione. 
La semplice anomalia della copertura mediatica, mantenuta anche da fonti ritenute affidabili, produce il risultato di un'informazione che, volente o nolente, passa sotto pelle sbilanciando in modo molto netto la percezione della realtà. 
Diciamo sbilanciando, ma in questo caso possiamo dire tranquillamente distorcendo.

Infatti, proprio rispetto all'apparente epidemia di meningite, circa 3 mesi fa abbiamo proposto il nostro "fact checking", attraverso il quale si comprende quanto sia necessario che l'informazione sia e resti plurale, che non sia sufficiente un "marchio di affidabilità" (per quanto possa aiutare) e che un certo grado di intenzionalità manipolatoria è connaturato ad ogni livello della comunicazione.

Di 5LB Magazine


P.S. Non a caso, quando le notizie si prendevano esclusivamente dai giornali, ci si portava al bar almeno 2 o 3 diverse testate giornalistiche con l'esplicito obiettivo di leggere numerosi punti di vista e farsi l'idea più ampia possibile sui fatti.
Oggi invece è necessario fare molta attenzione agli algoritmi dei nostri servizi digitali (reti sociali, assistenti personali, motori di ricerca...) che tendono a proporre un'informazione cucita sui propri gusti e, di conseguenza, con una visione sempre più stretta e limitata.



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