## Ultimissime ##
Un attimo...
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Questa è la New Age: 1981, il memorabile anno della rivoluzione del software.

Così è come ve la racconto io, ma sono certo che a molti risuonerà forte e chiara.


Nel 1981 Bill Gates offre alla IBM il suo MS-DOS: questo episodio è considerato l'inizio di un'era e di una rivoluzione, quella dei computer personali.
L'IBM era in possesso di una macchina senza vita, l'hardware, e aveva bisogno che qualcuno le fornisse il sistema operativo, software, per soffiare vita dentro quella macchina.
Da quel momento hardware e software si sono evoluti lungo una curva esponenziale e vertiginosa, attraversando periodi in cui, come in una staffetta, l'hardware donava generosi margini di crescita al software, altri in cui invece lo inseguiva freneticamente per soddisfare sistemi operativi e applicazioni sempre più esigenti.

Dopo il primo ventennio ritengo gli anni 2000 un momento culmine in cui il software ha trainato l'evoluzione hardware, a causa del "big bang" internet e della conseguente proliferazione massiva dei servizi online ai quali non ha conseguito in modo uniforme un analogo sviluppo hardware: esemplare è il fatto che in quegli anni (e ancora oggi) la stessa Google progettava i propri data center con hardware povero e a basso costo, esposto ad alte probabilità di danneggiamento, perchè poteva (e può) confidare in una gestione software formidabile che con "programmi speciali" reagisce ai guasti redistribuendo i dati. Minima spesa, massima resa. Fonte: PC World
Vi ricorda qualcosa?

I seguenti anni '10 sono protagonisti nella nascita delle blockchain, una tecnologia di codici software che, proprio come il DNA, in ogni singola unità atomica (block o nodo) incamera tutte le informazioni del sistema a cui appartiene, garantendone l'integrità della memoria storica.
Oggi è applicata prevalentemente alle nuove monete dette "criptovalute", domani sarà probabilmente uno standard informatico.
Il programma informatico blockchain si appoggia su un hardware a struttura "cellulare", distribuito su tutte le macchine grandi e piccole del pianeta: blockchain si configura evidentemente e innegabilmente come il DNA dell' "organismo informatico mondiale", ancora in embrione, e probabilmente sarà la base "organica" per sviluppare l'Intelligenza Artificiale, in un'accelerazione verso il massimo potenziale del nuovo creazionismo "a immagine e somiglianza" umana.


UN SALTO DI COSCIENZA
Quello che è accaduto nella seconda metà del XX secolo è una presa di coscienza: l'hardware è la forma materiale dentro la quale si svilupperà senza limiti l'intangibile intelligenza software.
La concezione animica di una mente intesa come il controllore immateriale che vivifica un corpo si proiettava nei manufatti creati dall'uomo stesso.
Da quel momento l'evoluzione concatenata dei due elementi "corpo-hardware e mente-software" è stata esponenziale.
In questo senso è difficile biasimare l'entusiasmo fanciullesco di un essere umano che, mettendosi i panni di Dio, comincia a generare le sue proprie vive creature - gli androidi.


NELLO STESSO ANNO....
Sarà un caso: precisamente nello stesso anno 1981, mentre in America Bill Gates forniva il software alla base della rivoluzione informatica popolare e digitale, in Germania il dott. Ryke Geerd Hamer forniva al mondo la rivoluzionaria chiave di lettura del software umano e, più in generale, biologico.
Lo stesso Hamer ne era ben cosciente: ”Che non sia venuto in mente a nessuno che il cervello, il computer dell’organismo, possa essere responsabile di tutte le malattie, è perlomeno strano nell’era dell’informatica.”

Ma in effetti... Hamer non aveva scoperto il ruolo del cervello, cioè in questa mia metafora l'hardware del processore.
Cosa aveva portato alla luce il dott.Hamer nel 1981?
Hamer aveva prodotto la prima accurata descrizione del sistema operativo dell'essere biologico, la struttura di "librerie software" (framework) che regola e definisce i modi delle relazioni mente-corpo, proprio come fa il sostrato delle API informatiche.
Noi, esseri viventi tutti, costruiamo le routine del "software" della nostra vita su di un framework di librerie definito e, oggi, finalmente conosciuto.
Non è davvero un caso se il dott.Hamer ha voluto chiamare gli elementi che costituiscono questa struttura "programmi biologici".


LA NEW AGE DEL SOFTWARE
Il 1981 è uno spartiacque storico, che in tutti i sensi ha aperto una nuova era, l'era del software (Software Age?).

La cosiddetta New Age, una nuova era spirituale di cui si parlava in quei tempi, iniziava forse a manifestarsi in un modo inaspettato - è il destino di qualsiasi fenomeno emergente - e forse possiamo esserne coscienti solo oggi (che ci siamo un po' disillusi e abbiamo smesso di attenderla): un'era all'insegna di una profonda conoscenza dell'anima e dello spirito, ma intesi propriamente e imprevedibilmente come conoscenza e sviluppo di quell'intangibile immateriale, il software in senso lato, che vivifica l'informazione, la biologia, la fisica e tutte le cose.

Se Hamer aveva intuito le analogie con l'informatica*, forse solo oggi riusciamo ad averne un'immagine tanto lucida.
Questa prospettiva non può non attirare l'attenzione degli appassionati di tecnologia, di programmazione e degli entusiasti della urgente e avvincente sfida dell'intelligenza artificiale.
Ma è evidente che questa prospettiva ha anche un notevole peso esistenziale con implicazioni filosofiche travolgenti, e ne vedremo le conseguenze in modo sempre più netto e lucido.

*Il dott.Hamer considerava il solo cervello il computer, mentre associava la psiche al programmatore.


LA NUOVA MEDICINA NELLA SOFTWARE AGE
Chi finora ha inteso la "Nuova Medicina" di Hamer come una visione della salute fantasiosa, astratta e campata per aria solo perchè si tratta di psiche, un quid di fatto intangibile e non misurabile in laboratorio, è caduto in un malinteso grossolano.
Chi si concedesse di approfondire le 5 Leggi Biologiche, si accorgerebbe invece che siamo di fronte ad un modello estremamente deterministico, anzi, il più deterministico mai visto prima nella storia della biologia ("scientifico" in termini popolari), capace di integrare mente e corpo, hardware e software, chimica e aspetti delle scienze umane finora lasciati al dominio dell'intuizione.

Oggi nel campo della biologia pare che siamo nell'era in cui una IBM osserva una macchina senza vita chiedendosi come fare per animarla.
Oggi la ricerca medica studia le proteine, i processi chimici e molecolari, il DNA...cercando di scoprirne i meccanismi organici, ma senza alcuna possibilità di comprendere il funzionamento del software biologico.
Come se, per capire come funziona il motore di ricerca Google, si studiassero i chip dei server all'interno dei data-center.
Come se, per comprendere come funziona la blockchain a sostegno del sistema BitCoin, si analizzassero i materiali con cui sono costruiti i cavi di rete internet.
Come se, per capire i motivi per cui un sistema operativo ad un certo punto dà problemi saturando le risorse, si aprisse il processore.
Come se si analizzassero i cluster del disco fisso di un computer, senza poter comprendere l'informazione che vi è archiviata e le sue relazioni con il resto del sistema.
Di fatto la genetica degli ultimi anni si è mossa quasi esclusivamente a questo livello organico, fatta eccezione per alcuni recenti exploit di frontiera che si esprimono nella ricerca epi-genetica.


IL SISTEMA PSICHE-CERVELLO-ORGANO
La Psiche di cui parla Hamer a mio modo di vedere si configura come:
- l'immateriale software, quel sistema operativo o framework di programmi, che è l'ambiente intangibile in cui opera --->
- il processore Cervello con il fine di coordinare --->
- il sistema di quei componenti altamente specializzati che chiamiamo Organi.

È giunto il momento di guardare dentro al sistema operativo, abbiamo finalmente le chiavi!

L'ambizione divina (e superba), che stiamo esprimendo nella creazione di vita attraverso intelligenze artificiali a nostra "immagine e somiglianza", non potrà avere successo nel momento in cui non abbiamo ancora compreso il software del sistema operativo che muove la vita.
Tuttavia, ne sono certo, i tempi sono maturi e le analogie con l'esplosivo sviluppo tecnologico ci aiuteranno a comprendere meglio anche i meccanismi biologici...quando ci permetteremo di lasciar cadere vecchi modelli sempre più palesemente inadeguati a fornire risposte.


Come tanti di voi lettori, ho vissuto personalmente la rivoluzione informatica dal di dentro, dagli anni 80 poi 90 e fino a oggi, facendone una professione per una parte della mia vita.
Ora mi è chiaro più che mai che non si trattava solamente della rivoluzione dell' Information Technology ma, molto più profondamente, di una rivoluzione epocale nel modo di approcciare il mondo ad ogni livello.
Mi è chiaro oggi più che mai: è giunto il tempo della travolgente rivoluzione del software biologico.



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