## Ultimissime ##
Un attimo...
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Troppe diagnosi di melanoma, ma parlarne è tabù.

La tecnologia migliora esponenzialmente, e di pari passo ci migliora la vita!
Dipende.
In ambito oncologico finora abbiamo ricevuto indietro un'epidemia di cancro dilagante, in misura direttamente proporzionale al progresso.
Un risultato a dir poco indesiderabile.


IL MELANOMA DILAGA SENZA CONTROLLO
"Il melanoma nell'ultimo decennio è decuplicato, nel senso che è stato stimato che ogni anno in Italia aumenta del 3% l'incidenza. [...] Quindi è diventato un problema sociale."
Fonte: Cronache Maceratesi, dalle parole del primario dell'ospedale di Macerata.

Non è un fenomeno solo italiano, ovviamente.
Questo a lato è il grafico sulla crescita delle diagnosi dal 1992 al 2015 negli Stati Uniti.
Negli ultimi 40 anni la crescita è stata da quattro a sei volte.

Ma allora questa medicina progredisce o regredisce? Ci migliora la vita o no?

Ma sarà colpa del sole? Dell'inquinamento?
"Sicuramente incidono le modifiche dell'ambiente, il modo di esporsi. 
Ma non è solo il sole la causa, come comunemente si crede. C'entra anche l'inquinamento, la plastica, gli idrocarburi, i diserbanti, quello che mangiamo. Sicuramente il sole ha un ruolo ma non agisce da solo". 
Fonte: Cronache Maceratesi

Se queste ipotesi, benchè non strettamente coerenti con il modello 5LB, possono avere un valore nel paradigma dominante, non c'è ombra di dubbio che non possono minimamente spiegare il dilagare epidemico di un cancro che risulta DIECI volte più diffuso rispetto a 10 anni fa.

Poichè le diagnosi si moltiplicano ma le morti correlate restano costanti (come si evince dal precedente grafico), si ha la bella impressione che gli interventi preventivi e terapeutici siano molto efficaci nel mettere una pezza all'epidemia.
Eppure questa interpretazione dei dati, lo abbiamo già visto spesso, è irreale e ingannevole, a volte fraudolenta.


LA SOVRA-DIAGNOSI È UN TABU
L'incremento delle diagnosi di melanoma è drammatico (10x!), un dramma da prima pagina dei giornali, eppure non se ne fa grande notizia.

Qual è il dato reale che dovrebbe invece fare notizia: la crescita delle diagnosi rispetto ad una mortalità costante suggerisce non tanto un progresso medico, che non c'è stato, bensì "suggerisce che molti dei melanomi rilevati sarebbe stato meglio che non fossero stati trovati. 
Questi tumori sono così a lenta crescita che non avrebbero mai causato problemi." dice Ade Adamson, professore del dipartimento di dermatologia alla University of North Carolina.
Significa che l'aumento di diagnosi è da imputare ampiamente a controlli che sarebbe stato meglio non fare.
Continua Adamson: "La sovradiagnosi del melanoma è uno dei problemi più sottovalutati in dermatologia. 
Addirittura alcuni lo definiscono il 'tabù della dermatologia', per questo molti nemmeno ne parlano. Mentre ero in formazione universitaria non se ne è mai discusso."

I patologi stanno chiamando "melanoma" cose che non hanno mai chiamato "melanoma" 30 anni fa, ha detto il dermatologo David Elpern lo scorso aprile alla conferenza del Lown Institute che promuove la buona pratica dermatologica per contenere l'eccesso di interventi non necessari.
Elpern dice che ci sono diversi fattori che hanno fatto crescere così drasticamente le diagnosi di cancro della pelle.
Per esempio punta il dito sugli strumenti dermatoscopici che possono rilevare cambiamenti morfologici con più efficacia rispetto all'occhio nudo, tuttavia questo progresso non è sempre una buona cosa.
"Il dermatoscopio e gli strumenti di scansione dei nei possono rilevare cose molto piccole e precoci, e così i pazienti sono etichettati come malati di melanoma e dunque smistati dentro il sistema. 
Gli screening creano molta ansia nei pazienti, nonostante la mancanza di prove che questi migliorino la salute."
Fonte: HealthNewsReview dalle parole di Elpern e Adamson

Non per niente la stessa Preventive Services Task Force americana cita la sovra-diagnosi come uno dei principali motivi per cui ha deciso di non supportare gli screening di routine per i tumori della pelle:
studi con limiti metodologici "suggeriscono che, nella migliore delle ipotesi, un programma di educazione pubblica e consapevolezza sulla malattia accoppiato con 1'esame visivo di un medico, può ridurre il rischio di morte di circa 1 ogni 100.000 persone sottoposte a screening dopo 10 anni; ma ci sono ragioni per credere che l'effetto reale sia comunque più contenuto."
Similmente, anche i dati sui danni da sovra-diagnosi e sovra-trattamento sono scarsi e incerti, benchè sia innegabile il fenomeno: "il potenziale del danno esiste chiaramente, includendo un alto tasso di biopsie non necessarie, possibili danni cosmetici e, più raramente, funzionali, oltre al rischio generale di sovra-diagnosi e sovra-trattamento."
È stimato che il numero di operazioni chirurgiche (probabilmente superflue) necessarie per evitare una morte sia più di 4000.
"In ogni caso, l'evidenza di cui disponiamo è insufficiente per dare un'idea affidabile della magnitudine di questi effetti."
Ecco perchè "la US Preventive Services Task Force conclude che l'evidenza disponibile è insufficiente a valutare il rapporto tra benefici e danni dell'esame medico visivo come prevenzione per il tumore della pelle negli adulti", ma anche nella popolazione cosiddetta 'a rischio'.
La USPSTF ha così preso la decisione di non dare alcuna raccomandazione rispetto agli screening della pelle, ma solo le più note raccomandazioni sull'esposizione ai raggi solari.
Fonte: JAMA 2016

Nella stessa revisione sistematica si rileva che la maggioranza delle organizzazioni professionali (negli USA) in assenza di evidenze non dà specifiche raccomandazioni per gli screening del tumore della pelle.

Come spesso avviene nella nostra epoca, l'evidenza scientifica evidenzia che non disponiamo di evidenze.

[ NB: quando si parla di sovra-diagnosi causata da screening, si intende sempre in riferimento ad una popolazione sana, asintomatica.
Le (non) raccomandazioni delle istituzioni non sono quindi applicabili a chi è sintomatico.
E anche nel modello 5LB un sintomo va preso nella giusta considerazione. ]


QUELLO CHE INVECE SI FA, NONOSTANTE TUTTO, E LA NARRAZIONE CHE SI COSTRUISCE
In questo quadro qualsiasi reticenza da parte di operatori e organi di informazione sul fenomeno della sovra-diagnosi non è perdonabile, e non fa che alimentare il sospetto di conflitti di interesse.
Stiamo parlando di una narrazione delle cose che è un'allucinazione popolare, quella corsa alla medicalizzazione preventiva totale che ben conosciamo ed è desiderabile, si può comprendere, da un sistema che è spinto a mettere la salute all'interno di un mercato che del profitto fa il suo obiettivo primario.

CAMPAGNE DI SCREENING CAPILLARI, NONOSTANTE L'ASSENZA DI PROVE DI EFFICACIA
Qual è la prassi rispetto agli screening della pelle?
"I dati sulle prassi cliniche correlate allo screening del tumore della pelle sono limitati. 
Un sondaggio del 2005 sui medici americani ha mostrato che l'81% dei dermatologi, il 60% dei medici di base e il 56% di operatori di medicina interna riferisce di avere sottoposto i propri pazienti ad un esame della pelle su tutto il corpo. 
Fonte: JAMA 2016

Firenze: screening gratuito dei nei per prevenire i tumori della pelle
"...è con l’obiettivo di contrastare un trend di incidenza che appare purtroppo in aumento che abbiamo deciso di istituire la Giornata Nazionale della Prevenzione del Tumore Cutaneo, durante la quale sarà offerta la possibilità a tutti di sottoporsi gratuitamente a una visita specialistica nelle Sezioni Provinciali che aderiscono all’iniziativa". 
Fonte: FirenzeToday dalle parole del Presidente LILT

È paradossale: per contrastare un trend inarrestabile, la narrazione popolare va proprio al contrario, nella direzione di ciò che probabilmente lo sta alimentando.


IL POSITIVISMO TECNOLOGICO
Se abbiamo capito che gli strumenti di scansione dei nei possono rilevare cose molto piccole e precoci ma anche che molti dei melanomi rilevati sarebbe stato meglio che non fossero stati trovati, ora forse comprenderai perchè questa notizia di qualche giorno fa sul progresso tecnologico (e tutte quelle che verranno della stessa natura - BioHype, punto 9 della nostra guida) è poco sensata o, nella migliore delle ipotesi, è scritta male e non può promettere ciò che dichiara.

Melanomi: l'intelligenza artificiale li distingue meglio dell'occhio umano
Reti neurali ben allenate individuano le lesioni maligne con maggiore accuratezza dei medici: in futuro saranno un aiuto prezioso per diagnosi ancora più precise e fulminee. Fonte: Focus


Sembra contro-intuitivo, ma il progresso tecnologico non è un bene a prescindere, e può diventare un regresso quando non è sostenuto da un'etica, soprattutto in un ambito come quello della salute, in cui il profitto dovrebbe essere controllato (se non del tutto estromesso) e nel quale siamo ancora molto lontani dalla comprensione alla radice dei processi biologici.
In queste condizioni, chi si prende la responsabilità di insegnare alle reti neurali cosa è bene e cosa è male, e su quali basi?

Quando finalmente la psiche sarà coinvolta a pieno titolo in queste considerazioni, più che alla morfologia si presterà particolare attenzione alla percezione che la singola persona ha rispetto alle proprie macchie della pelle, e rispetto a ciò che vivrà come pericoloso per la propria integrità.
A quel punto questo elemento intangibile e incommensurabile sarà tra le discriminanti più importanti nella scelta tra il diagnosticare o meno, tra il trattare o no e, se sì, come trattare.



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