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Un attimo...
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Articolazioni: la causa di artrosi e artrite. Si risolve con l'alimentazione?

LA NOTIZIA
Non tutti i giorni mi è possibile "revisionare" le notizie, in compenso proprio tutti i giorni qualcosa di esemplare spunta sui quotidiani.
Oggi fa capolino una notizia che viene promossa con particolare vigore, e che tratta lo zinco quale causa dell'artrosi:

Zinco responsabile dell’artrosi, scienziati coreani vicini ad una cura
Alimenti ricchi di zinco, tra cui pesce, cacao e pollo potrebbero essere la causa dell’artrosi, una malattia debilitante che provoca il deterioramento delle cartilagini ossee in età avanzata.[...]

Lo studio rileva che la proteina ZIP8 porta lo zinco all'interno delle cellule, innescando una catena metabolica che riduce il tessuto cartilagineo...benissimo, abbiamo capito esattamente come funziona, e ciò forse potrà esserci utile.
Ma possiamo dire che le nostre proteine, o lo zinco stesso, siano la causa dell'artrosi?

Sarò provocatorio:

LA CAUSA DELLE PATATE BRUCIATE

Possiamo studiare molto dettagliatamente e con strumenti all'avanguardia come avvenga la cottura di una patata in padella, con l'obiettivo di evitare che si bruci: registreremo tutti gli scambi molecolari tra aria e patata, analizzeremo tutte le sostanze coinvolte come i grassi dell'olio e il cloruro di sodio.
Ci accorgeremo quindi di come, in effetti, le molecole dell'olio compiano grossa parte dell'azione di cottura sulle molecole della patata.
L'olio è evidentemente una causa della cottura: se riuscissimo a trovare un modo di isolare l'olio dal contatto con la patata, per esempio con una sostanza di rivestimento che la protegga, risolveremmo il problema della bruciatura.

Non dico che questa "cura" non funzionerebbe, tuttavia appare davvero inefficace e macchinosa.

Senza un modello eziologico di riferimento che offra una visione ampia e integrata dei fenomeni, la ricerca scientifica, privata della prospettiva d'insieme, si impiglia in dettagli microscopici e sempre più fini, incalzati dall'evoluzione tecnologica.
Senza una bussola che indichi una direzione, l'indagine si muove spesso su un percorso in cui causa ed effetto si mischiano, confondendosi.

Allora, possiamo dire che l'olio sia la causa delle patate bruciate?
Se ci allontaniamo dalla pentola e osserviamo tutta la cucina nel suo insieme: chi fa tutto questo caldo? Il fuoco.
Chi lo ha acceso? Quando? Perchè ha lasciato la fiamma così alta e così a lungo?
Visto da qui, il comportamento dell'olio è diventato un fatto decisamente marginale.

EZIOLOGIA
Le risposte a queste domande le abbiamo, già oggi; strutturate in un modello eziologico pronto ad essere scientificamente verificato e integrato.
Andiamo allora dritti nella stanza dei bottoni:
Chi ha acceso il fuoco nelle articolazioni?
Il cervello. Nel caso delle cartilagini: una sua parte, precisamente la sostanza bianca.
È proprio lui che ordina la sintesi delle proteine che portano lo zinco dentro le cellule: chi se no?
I processi metabolici non sono casuali, autonomi, sconnessi dal resto dell'organismo. 
E lo zinco immesso con l'alimentazione, sempre che ci sia la necessità di assimilarlo, si distribuisce in tutto il corpo e non esclusivamente nelle articolazioni.
Ma soprattutto, lo zinco non ha una intelligenza propria tale da decidere di andare nel solo ginocchio "artritico" e non nell'altro.

Allora perchè la sostanza bianca coordina questo processo, veicolando lo zinco solo in un'articolazione e non in tutte?
Perchè su quella specifica articolazione e in certe situazioni della vita, l'organismo percepisce di "non farcela", "non essere abbastanza abile, agile, scattante", cercando di reagire con il programma biologico adatto.
Nella Fase Attiva del programma, il tessuto cartilagineo secca, attraverso una necrosi cellulare che, in base alla notizia di oggi, avverrebbe con la "collaborazione" dello zinco.
In soluzione PCL-A il tessuto ripara dolorosamente, rinforzandosi con un numero di cellule superiore rispetto a quello iniziale.

La consunzione delle cartilagini avviene necessariamente in seguito a un processo lungo e recidivato, a prevalenza di Fasi Attive.
Quando invece le articolazioni appaiono "gonfie", e anche le ossa sono più grandi, si tratta di un lungo processo sospeso in PCL-A.
Una persona deve sapersi mantenere per anni in una "gabbia", per potere riuscire ad avere sintomi notevoli (in effetti l'artrosi è considerata una "malattia da età avanzata"): stiamo parlando di quei processi che non riescono mai a concludersi, accompagnati da dolori cronici, che altrove abbiamo chiamato "curve umane" e sulle quali abbiamo prodotto una monografia dedicata.


Ogni articolazione ha la sua funzione: per esempio, quando sono coinvolte le dita, può trattarsi del permanere in una situazione di "non sono abbastanza abile nel lavoro", specie se manuale.
Quando è l'articolazione del ginocchio, può essere "non sono abbastanza agile a stare dietro a qualcuno": per il ginocchio dominante in relazione a papà / partner, per quello non-dominante in relazione a mamma / figli.

SI RISOLVE CON L'ALIMENTAZIONE?
Nonostante il suddetto studio non ipotizzi espliciti nessi causali con le abitudini alimentari, è prassi popolare (e quindi anche giornalistica) fare facili deduzioni come "Alimenti ricchi di zinco, tra cui pesce, cacao e pollo potrebbero essere la causa dell’artrosi".
Su queste deduzioni vorrei lasciare dei dubbi: se il descritto processo metabolico non è attivo nel corpo per le ragioni succitate, non c'è motivo di credere che mangiando pesce, cacao o pollo si possano danneggiare le articolazioni, men che meno assumendo integratori di zinco.
Se invece sono presenti l'artrosi, l'artrite o altri sintomi, non c'è comunque motivo di credere che, smettendo di mangiare pesce e cacao, la fisiologia speciale della cartilagine rallenti o si arresti.
Piuttosto che una dieta limitata, è certamente più efficace concedersi uno spazio in cui provare a cambiare, concretamente e per quanto basta, quell'attitudine che costringe l'organismo a reagire, incastrato in una routine "degenerativa".

Fortunatamente, quando un processo di necrosi avesse ormai consumato tutta la cartilagine senza possibilità di ripristinarsi, oggi la medicina dispone di strumenti tecnologici straordinari come le protesi, che nel futuro prossimo potranno addirittura essere personalizzate e stampate in 3D!

Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per la persona coinvolta, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette diagnosi online.

Per un dettagliato approfondimento è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui questo testo è un estratto.



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