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Un attimo...
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Percezioni e reazioni viscerali dell'intestino: celiachia, Crohn, colite...

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.


Le qualità funzionali dell'apparato digerente (endodermico) sono 5.
Mentre la qualità sensoriale è relativa a naso e bocca che analizzano il boccone per sapere se è commestibile o no, stomaco e intestino si occupano delle altre 4: secernente (secrezione di acidi e muco), assorbente (assorbimento di acqua, gas e nutrienti), peristaltica (contrazioni muscolari per l'avanzamento del bolo), escretoria (funzione di evacuazione di ciò che è scarto).

Le percezioni biologiche del sistema digerente che sto per affrontare, gestite dal paleoencefalo, sono da considerarsi molto viscerali: è necessario immaginarsi il serpente che si trova in difficoltà a mandare avanti nel suo tubo il boccone "indigesto".
Già la parola "indigesto" nelle situazioni umane può contenere una sfumatura di giudizio che in biologia è del tutto assente. 
La biologia del serpente è "terra terra", ed è perciò necessario astenersi da qualsiasi psicologizzazione.

Ora focalizzo la descrizione sull'intestino, lasciando lo stomaco ad un altro approfondimento.
La qualità peristaltica in Fase Attiva aumenta la motilità muscolare per spingere più rapidamente il bolo, con leggeri sintomi come gorgoglii e una possibile maggiore frequenza nella evacuazione.
Considerando genericamente l'intero intestino, in PCLA si produce un drastico calo di funzione, con arresto temporaneo della peristalsi e il possibile sintomo di stitichezza per stasi della motilità.
In Crisi Epilettoide, forti contrazioni improvvise con crampi addominali (fino a 4 ore).
La percezione biologica che avvia il processo è "sono in una situazione che vorrei allontanare ma non posso", una situazione che si fatica a mandare avanti "nella digestione".


Duodeno (mucosa endodermica, parte ectodermica esclusa)
Il duodeno è la prima parte dell'intestino dopo lo stomaco. In questa zona è molto attiva la funzione assorbente, che aumenta quando c'è la percezione di "non mi nutro abbastanza".
La reazione è relativa a un ammanco alimentare o in senso traslato a "una situazione che non mi nutre".
Ai giorni nostri è anche tipica conseguenza dell'angoscia in relazione al cibo, dove le regole nutrizionali impongono regimi e diete che, visceralmente, il "serpente" non concepisce.
In Fase Attiva il duodeno assorbe più che può quel poco che c'è; invece, quando per esempio in uno sgarro alla dieta riceve "qualcosa che non si sarebbe dovuto", percepisce di ben nutrirsi andando in soluzione, con arresto dell'assorbimento e gonfiori addominali altia ridosso dello stomaco.
Per esempio: se sono immerso nella paura di mangiare i latticini o qualsiasi altro alimento, quella volta che mi capita ("finalmente", dice il serpente) mi gonfio come un pallone.
Se ti dà noia questo tipo di gonfiori, fai qualcosa di diverso osservando come fa il gatto.

Intestino tenue medio: il digiuno.
La prima parte del digiuno è quella per la quale, di questi tempi, molti bambini sono sotto stretta osservazione medica: è la zona della cosiddetta "celiachia", un'etichetta nosografica che raccoglie sintomi disparati ma che non ha in realtà molti riscontri clinici (primariamente la presenza di certi anticorpi nel sangue).
In effetti viene frammentata in una moltitudine di sotto-categorie, come "celiachia tipica", "celiachia atipica", "celiachia silente", "celiachia latente", "celiachia potenziale", nomi che raccolgono tutte le possibilità di disturbi da quelli intestinali generali, alla stanchezza, alle eruzioni cutanee o altri sintomi generici, ai villi intestinali appiattiti, fino alla totale asintomaticità.
Dal punto di vista delle leggi biologiche, sappiamo che non è possibile osservare con la dovuta precisione ciò che il corpo sta facendo, a partire da un' etichetta nosografica.
Quindi starò focalizzato su quello che il corpo fa, e nulla più.
A cominciare dalla nota forma a villi della mucosa del digiuno, che ha la sua funzione principale nell'assimilare i nutrienti, cioè la stessa qualità assorbente del duodeno.
Per assorbire di più, in Fase Attiva la mucosa aumenta il suo spessore: in un continuo ripetere ispessimenti e caseificazioni, con il tempo le anse dei villi tendono a riempirsi e appiattirsi.
Questo appiattimento è uno dei pochi sintomi dichiarati propri della celiachia, anche se spesso viene diagnosticata senza alcuna biopsia.
Di per sè un villo piatto non fa alcun sintomo e, in effetti, il suo appiattimento è un processo così lungo per cui, se e quando viene rilevato, si tratta di un fatto necessariamente presente da anni, un tempo ben antecedente ai primi sintomi che hanno spinto a fare le analisi.
Quindi i disturbi intestinali si devono attribuire piuttosto al continuo ripetersi di una situazione "gabbia" (routine) in cui si trova la persona.
Un esempio che può calzare per un bambino: la primissima situazione che mette in allerta il bimbo nel sentire che "non si nutre abbastanza" è il momento dello svezzamento, la separazione dalla tetta della mamma.
Lo svezzamento è sempre sentito come un ammanco di nutrimento, e non solo: mi stacco da questo latte che contiene tutto, i nutritivi, tutti i germi che mi sono necessari, e soprattutto contiene quell'amore materno che mi avvolge.
Tutto questo adesso non c'è più, ma il bimbo comunque si arrangia con le pappette, la mamma è lì presente e tutto va bene.
Poi a 4 anni arriva il fratellino, e guarda caso da quel momento diventa "celiaco" per l'esasperazione del conflitto a causa della improvvisa e naturale perdita di attenzione da parte della mamma, già sperimentata allo stacco dalla tetta.

Ileo e cieco
L'ileo e il cieco sono le aree in cui si iniziano a diagnosticare le coliti, coliti ulcerose, e se vengono trovate con biopsia "parti necrotiche" possono venire chiamate "morbo di Crohn".
Qui la qualità secernente è molto attiva, ma anche quella assorbente e peristaltica.
La qualità secernente in Fase Attiva aumenta la secrezione di muco, con proliferazione cellulare che viene chiamata adenocarcinoma a cavolfiore o polipo.
In fase PCLA la mucosa ripara con caseificazione del tessuto in eccesso ad opera di funghi e micobatteri. Poichè non c'è sintomo importante senza essere in presenza di attitudini-routine continue con recidive sullo stesso tessuto, tipicamente avviene che, in seguito a migliaia di proliferazioni e caseificazioni, il tessuto si indebolisca e si danneggi in modo evidente.
Infatti, in seguito alla crescita cellulare, funghi e batteri caseificano smantellando tutto l'eccesso più una piccola parte del tessuto originario, processo che se ripetuto indefinitamente arriva a "scavare" la mucosa fino al livello di muscoli e vasi sanguigni, zone che producono anche forti dolori.
In base ai tessuti coinvolti, al suo perdurare, alla profondità e ai sintomi, il processo può venire chiamato in diversi modi, tra cui "malattia di Crohn" e "mucoviscidosi"...
La percezione biologica che è relativa all'attivazione dell'area ileo-ciecale nella qualità secernente, la si ritrova in una situazione in cui "mi si tratta ingiustamente", "non mi si tratta con i dovuti modi, con il dovuto rispetto" nella propria famiglia di origine.
In psicologia spiccia si tratta di permalosità, dell'offendersi facilmente.

Colon 
Per tutto il colon è molto presente la qualità secretoria, che in Fase Attiva aumenta la produzione di muco per sminuzzare e far scivolare meglio il boccone che è rimasto a metà strada e non è possibile usufruirne.
Sintomi possibili sono le feci sfatte, gli adenocarcinomi a cavolfiore e le degenerazioni già viste nell'ileo in seguito a lunghe recidive, come le coliti ulcerose e il cosiddetto crohn.
La qualità assorbente in questa parte dell'intestino è principalmente destinata al recupero dei liquidi ancora molto abbondanti e, come nel tenue, fa ispessimento e aumento dell'assorbimento in Fase Attiva, con il possibile sintomo delle feci secche (e stitichezza a causa delle feci dure), e quindi caseificazione e feci molli in PCL.
Si tratta di una percezione di "situazione di merda da evacuare", "porcheria, ingiustizia subita, boccone che non riesco nè ad assorbire nè ad evacuare".
La cosiddetta occlusione intestinale può avvenire o per un adenocarcinoma molto grande tale da occludere l'intestino (ma è un caso davvero raro malgrado sia ritenuta la causa principale), o molto più frequentemente si tratta della PCLA, quando l'adenocarcinoma inizia a caseificare e riparare.
In questa fase delicata il tessuto è gonfio e fragile, così l'organismo interrompe sensatamente i movimenti muscolari peristaltici per evitare lacerazioni durante la ristrutturazione.
In una soluzione netta, la fase PCLA e la presunta occlusione necessitano al massimo di 3 settimane.

Retto 
Il retto si occupa dell'evacuazione e, come il colon, aumenta la funzione secernente in Fase Attiva con adenocarcinomi (polipi) al retto e al sigma: si tratta meramente di qualcosa che è entrato da dietro e non doveva entrare, "un'ingiustizia subita che non riesco a evacuare".

Qualità escretoria: si attiva maggiormente nel momento in cui ci si sente avvelenati, intossicati (sia in senso traslato, sia realmente).
In Fase Attiva e Crisi Epilettoide fanno sintomi di forte evacuazione di acqua e spesso di vomito insieme, con l'obiettivo di liberarsi del veleno al più presto.
La qualità peristaltica aumenta dal digiuno (intestino medio) verso il basso, mentre si inverte e si intensifica dal digiuno verso la bocca.


Le 4 qualità analizzate per l'intestino hanno in poche parole la funzione di agevolare il transito del boccone, con aumento di funzione nelle situazioni in cui questo ha difficoltà a procedere.
Per un qualsiasi essere vivente un ostacolo alla digestione può essere questione di vita o di morte, per questo motivo le reazioni del tubo digerente possono essere così intense, energiche e debilitanti.
Non essendo poi i confini della percezione così netti e delineati come li ho esposti didatticamente, è chiaro che, nella maggioranza dei casi reali, i sintomi sono il risultato di un mix delle 4 qualità insieme.

Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Le Leggi Biologiche non sono una terapia ma una precisa mappa di lettura che può essere consultata in qualsiasi ambito disciplinare e terapeutico.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per la persona coinvolta, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette diagnosi online.

Per un dettagliato approfondimento è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui il testo riportato è un estratto sintetico.



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