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I farmaci di nuova generazione apriranno la strada alla quarta legge biologica?

Aids, "in arrivo super cure anche per l'Hiv"
Nuove super-terapie simili a quelle per l'epatite C sono dietro l'angolo anche per l'Hiv. Nel giro di 3-5 anni arriveremo a negativizzare pazienti sieropositivi
Fonte Adnkronos

Siamo nell'era dei cosiddetti superfarmaci, prodotti rivoluzionari in grado di abbattere totalmente certi marcatori, ovvero valori del sangue usati, per esempio, per rilevare la presenza o meno di particolari virus.
Sembra allora incredibile: tra 5 anni avremo prodotti che, per via orale, azzereranno la carica virale nei sieropositivi, dopo una guerra estenuante di decenni di laboratorio e farmacologia.

Esattamente quello che sta accadendo oggi con l'HCV, cioè il cosiddetto virus dell'epatite C: in poche settimane di Sovaldi (uno di questi superfarmaci), nel 90% dei casi il virus non viene più rilevato nell'organismo, anche in chi ha seguito decenni di cure di interferone senza grandi risultati. 
Paziente ufficialmente guarito, scritto nero su bianco. Si può immaginare come può, una tale notizia, cambiare concretamente la vita di una persona.

Osservando il fenomeno dall'interno del modello delle 5 Leggi Biologiche, una domanda nasce spontanea: se i microbi e i virus non sono la causa ma un effetto, un evento concomitante a un processo biologico, cosa accade nel momento in cui si contrasta solo l'effetto?
Contrastando un effetto, si contrasta effettivamente la "malattia"?

Come abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi, la scienza non ha una risposta a questa domanda, perchè gli studi su questi farmaci vengono oggi eseguiti su "traguardi surrogati" come i marcatori, che non dicono nulla sugli esiti reali che possono avere sulla salute delle persone.
In altre parole: il superfarmaco dell'epatite è valutato "super" e "straordinario" perchè capace di abbattere un certo valore sanguigno...ma che questo abbattimento porti un reale beneficio alla salute nessuno ancora lo sa.

Un meccanismo di "supervalutazione" simile è avvenuto con il superfarmaco per il colesterolo: è possibile dire che l'abbattimento del colesterolo prevenga certi disturbi della salute? Sì e no, i dati sono in contrasto e sono sempre più tendenti a negare una correlazione.

Sappiamo che i farmaci hanno certamente effetti sintomatici, che in alcuni casi possono aiutare la curva bifasica a giungere a compimento in modo più "morbido", ma evidentemente non possono intervenire sulla causa di un processo biologico.
Posso ridurre il dolore con un antidolorifico e ciò mi farà sentire meglio, ma un farmaco non mi impedirà di farmi di nuovo male.
Posso pulire i vetri di casa tutti i giorni e questo renderà la mia casa più luminosa, ma ciò non aiuterà a produrre meno polveri e inquinamento nella mia città.

In futuro, dopo che saranno stati raccolti i dati reali degli esiti sulla salute, cioè i dati sull'incidenza dei sintomi e sulla mortalità, si potrà azzardare una risposta a queste domande, e in particolare a una: l'abbattimento dei livelli di virus nel sangue è un intervento che comporta dei benefici?
Senza microbi si sta meglio, peggio o uguale?

Possiamo immaginare che, se si dovesse scoprire che gli esiti reali sulla salute delle persone non saranno così significativi, si giungerà forzatamente alla comprensione che il virus non può essere la causa eziologica della "malattia", ma probabilmente un fenomeno concomitante?
L'era dei superfarmaci sta forse aprendo la strada all'era della quarta legge biologica?



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