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Risposte alle domande frequenti sulla pressione del sangue: lo stato dell'arte delle conoscenze al 2018

Chissà come i congressi di medicina, quelli che fanno notizia, sono così spesso a ridosso delle Giornate Mondiali di qualcosa.
Oggi è la Giornata Mondiale per il Cuore, e il congresso che fa notizia è quello dei cardiologi europei a Monaco di Baviera, dal quale escono delle "nuove linee guida" sulla pressione del sangue.

Pressione alta: le nuove linee guida
Primo messaggio per chi ha la pressione alta: cominciare subito la terapia con due farmaci antipertensivi, possibilmente in una sola pillola, e non, come si è sempre consigliato, con un solo farmaco [...]
Secondo: avere come obiettivo della cura quello di mantenere la pressione massima (sistolica) sotto i 140 millimetri di mercurio (mmHg) [...]
I farmaci esistono, sono tanti e sono efficaci [...]
L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari [...]
L’obiettivo è scendere sotto i 140-90, anche per i cosiddetti ipertesi lievi che hanno valori fra i 140 e i 159 mmHg [...]
Per gli anziani, oltre i 65 anni, invece, l’obiettivo è arrivare sotto i 150 [...]
Fonte: Corriere


Poichè il taglio delle notizie che escono dai congressi medici lo conosciamo tanto bene da essere finito nella nostra guida sulla manipolazione dell'informazione (punto 6), e poichè ho anche una sensazione di dejà vu dal clamoroso congresso dei cardiologi del 2016 a Roma, mi sono preso la briga di consultare la Cochrane Library sulle ultime evidenze nel campo della ipertensione.
È in occasioni come questa che possiamo comprendere l'importanza del lavoro di revisione di Cochrane, che in questo periodo è in grande subbuglio con una reputazione in bilico.

Ne è uscita una lista di domande frequenti con le risposte allo stato dell'arte della ricerca, che potrà aiutare chi deve decidere insieme al medico se e quale terapia affrontare.
Per qualche motivo le risposte sono parzialmente ma non del tutto aderenti agli enunciati nella notizia.


DOMANDE FREQUENTI SULL'IPERTENSIONE

I farmaci anti-ipertensivi sono efficaci per persone tra i 18 e i 59 anni?
La revisione di tutti gli studi disponibili ha comparato l'uso di beta bloccanti e tiazidici (diuretici usati per l'ipertensione) rispetto al placebo o a nessun trattamento.
Ne risulta che i farmaci anti-ipertensivi, usati per curare persone tra i 18 e 59 anni con una pressione moderatamente alta, sono poco efficaci nel ridurre il rischio cardiovascolare. 
La mortalità per qualsiasi causa o per motivi cardiovascolari non viene ridotta.
Non ci sono dati sufficienti per determinare gli eventi avversi dei trattamenti.
La qualità dell'evidenza è valutata come bassa o molto bassa, in data agosto 2017.
Fonte: Cochrane

Già una revisione precedente aveva valutato che il trattamento di ipertensione sotto i 160 mmHg non portasse benefici e che non fosse chiaro il rapporto con i rischi.
Fonte: Cochrane 2012


Qual è la pressione ottimale per un anziano?
La revisione ha messo a confronto tutti gli studi disponibili su due gruppi di trattamenti
- quelli che hanno come obiettivo un livello inferiore a 160/105 mmHg 
- quelli che hanno come obiettivo meno di 140/90 mmHg 
in persone di oltre 65 anni.
Non è stata rilevata alcuna differenza tra i due gruppi.
La bassa qualità dell'evidenza non può far concludere se 140mmHg sia meglio di 160 per persone oltre i 65 anni di età.
Fonte: Cochrane 2017

Una revisione non molto recente ha invece verificato che tra i 60 e gli 80 anni il trattamento di una ipertensione moderata o grave (>160-180) riduce il rischio di morte ed eventi cardiovascolari.
Fonte: Cochrane 2009


È meglio una terapia a singolo farmaco o a farmaci combinati per abbassare più rapidamente la pressione?
La revisione ha preso in esame studi che abbiano considerato le differenze nell'incidenza di eventi cardio-vascolari e nella mortalità.
Gli studi disponibili sono troppo piccoli per rispondere a questa domanda. Servono studi che indaghino esiti rilevanti (morbilità e mortalità) e non solo gli scostamenti dei valori pressori.
Fonte: Cochrane 2017


Per un "cardiopatico" meno pressione è sempre meglio?
Alcune linee guida raccomandano una pressione inferiore ai 140-90 per chi ha avuto problemi cardiovascolari e inferiore a 160-100 per chi non ne ha avuti.
La revisione ha verificato se una ulteriore riduzione di questi valori apporti benefici. 
Il risultato: non ci sono differenze nella mortalità né negli esiti cardio-vascolari tra un approccio su valori standard rispetto a valori più bassi. 
Sono stati rilevati alcuni eventi avversi collegati all'uso di farmaci per chi ha abbassato maggiormente la pressione.
La qualità dell'evidenza è da bassa a moderata, con data febbraio 2018.
Fonte: Cochrane


Qual è il miglior farmaco per abbassare la pressione molto alta?
Questo è l'aggiornamento di una revisione del 2009: da allora non sono stati trovati nuovi studi.
Nessuna classe di farmaci ha risultati migliori dei tiazidici a basso dosaggio.
Sia i beta bloccanti che i tiazidici ad alto dosaggio sono meno efficaci.
Avevamo già trattato su 5LB Magazine della bassa efficacia e degli effetti collaterali dei beta bloccanti.
La qualità molto alta dell'evidenza (attenzione, è molto rara!) suggerisce che il farmaco di prima linea per trattare una moderata o grave (>160-180) ipertensione sia il tiazidico a basso dosaggio, farmaco peraltro molto economico.
Fonte: Cochrane 2018


Mangiare tanto sale alza la pressione? E mangiarne meno la abbassa?
Ridurre il sale nell'alimentazione può incidere di 1 mm/hg per chi ha una pressione considerata normale.
Per un iperteso può incidere fino a 5 punti sulla sistolica e 3 punti sulla diastolica.
Nella media di tutti gli studi revisionati, la quantità di sodio è stata portata da 11.5 grammi a 3,8 grammi al giorno.
In concomitanza della riduzione di assunzione, si è rilevata una reazione del sistema ormonale per la conservazione del sodio con un aumento di renina (+55%) e aldosterone (+127%), adrenalina (+14%) e noradrenalina (+27%), colesterolo (+2,9%) e trigliceridi (+6,3%).
La qualità dell'evidenza è sufficiente ed è datata aprile 2016.
Fonte: Cochrane


Mangiare aglio regolarizza la pressione?
La revisione ha rilevato che l'aglio ha la capacità di ridurre la pressione sanguigna rispetto al placebo (circa 12 mmHg per la sistolica e 9 mmHg per la diastolica), ma l'evidenza non è sufficiente per determinare se questa riduzione porti un vantaggio alla salute.
Fonte: Cochrane 2012


Quali eventi emotivi sono alla base delle variazioni dei valori pressori?
Qui non può risponderci Cochrane.
Il corpo reagisce emotivamente agli eventi ambientali certamente anche con il sistema cardio-vascolare.
Le 5 Leggi Biologiche, odierno stato dell'arte nel campo della psicosomatica, ci spiegano nel dettaglio le cause percettive degli sbalzi di pressione e degli eventi cardiovascolari (infarto, ictus) che, come si evince dall'incertezza della ricerca, sono poco correlati con la pressione arteriosa e, al limite, quest'ultima ne è un fenomeno conseguente.
Per esempio non sarebbe la pressione alta a danneggiare i reni, bensì una pressione molto alta può essere il segnale di un programma biologico attivo nei reni.





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