## Ultimissime ##
Un attimo...
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Come fai a sapere che hai problemi alla prostata?

- Che funzione ha la prostata? E perchè attiva una speciale fisiologia che la fa ingrossare?
Le risposte le trovi nella sezione "Eziologia".

- Come faccio a sapere se la mia prostata è ingrossata?
Lo puoi dare per scontato: è raro che un uomo non abbia la prostata più grande di quando era giovane. È un fatto biologico, naturale.

A volte vengono fatte analisi, e viene diagnosticata l'ipertrofia.
- Quali sono i sintomi presi a riferimento per iniziare le indagini cliniche?
Difficoltà a urinare, bisogno di urinare spesso, dolore quando si urina, bruciori, sangue nelle urine...

Quei sintomi di riferimento sono, però, esattamente i segnali di un processo in PCL-A dell'epitelio che tappezza l'uretra e la vescica. Sono, in parole povere, i sintomi di una cistite.
- Allora, visto che molti hanno la prostata ingrossata, e anche da molti anni senza saperlo: se mi vengono improvvisamente quei sintomi, come faccio a dire che è la prostata a darmi il disturbo e non è una cistite?
La prostata, in effetti, non cresce da un giorno con l'altro, ma ci impiega mesi, anni...
- E quindi, se fosse la prostata a comprimere l'uretra, com'è possibile che io abbia avuto difficoltà a urinare da un giorno all'altro? O la mattina sì e la sera no?

Queste sono domande concrete, e infatti si può verificare che quasi sempre i sintomi nell'urinare non sono dovuti all'ipertrofia prostatica, ma a processi della vescica e/o dell'uretra.
La prova del nove si ottiene quando, se la persona si "sposta" anche temporaneamente dalla posizione che la tiene nel "non riuscire a marcare il proprio territorio", i problemi dell'urinare svaniscono.
In questo caso diventa evidente che non può essere la prostata a comprimere i dotti, perchè come non cresce da un giorno all'altro, allo stesso modo neanche si "sgonfia" da un giorno all'altro.

I processi ectodermici sull'uretra, al contrario, sono molto rapidi: nell'istante in cui il tessuto inizia a riparare (PCL), gonfia, si infiamma, stringe il dotto, procurando in pochi minuti bruciori, ipersensibilità con il persistente stimolo di andare al bagno, difficoltà a urinare, a volte sanguinamenti.

Ad ogni modo, questi sono comunque i sintomi di riferimento che usualmente portano alle indagini per ipertrofia, prostatite e adenocarcinoma prostatico, soprattutto in relazione ad una certa età anagrafica.
Le analisi sono effettuate in primo luogo attraverso il marcatore tumorale PSA, successivamente anche attraverso biopsia.
L'Antigene Prostatico Specifico (PSA) viene usato da decenni come indicatore della presenza di tumori alla prostata, ma in effetti il suo valore è dubbio, dal momento che, per esempio, viene rilevato anche nella donna.
Per protocollo è l'indicatore di riferimento ma i medici sanno bene che un valore alto di PSA non può indicare di per sè la presenza di un tumore.
Soprattutto da quando lo stesso scopritore del PSA ha dovuto pubblicare un libro per potersi opporre all'abuso che si fa e si è fatto della sua stessa scoperta:

"“The great prostate hoax” (Il grande imbroglio della prostata) è un libro recentemente edito negli Stati Uniti da Macmillan, scritto da Richard J. Ablin PhD e Ronald Piana.
Il Dr. Ablin negli anni ’70 condusse le ricerche che portarono alla scoperta del PSA (antigene prostatico specifico)."


Fonte: MedicItalia

Quando e se viene fatta biopsia, se nel momento dell'analisi il tessuto è in fisiologia normale viene rilevata l'ipertrofia (detta benigna); se è in Fase Attiva con proliferazione cellulare viene diagnosticato l'adenocarcinoma (detto maligno); se è in PCL-A con funghi e batteri è detta prostatite batterica, raramente tubercolotica, che può essere accompagnata da una febbricola al massimo a 37,2°.
Se la PCL-A è conclusa ed è avvenuta senza processo batterico, il tessuto in eccesso risulta incapsulato, incistato, e si considera "tumore benigno".
Nella realtà, essendo processi in corso e quasi mai schematicamente definiti, quello che viene osservato è spesso una proporzione tra queste condizioni.

- Se a livello sintomatico non ci sono reali disturbi, cosa fare con il rischio di metastasi?
Se ci si sente a rischio, si faccia tutto quello che c'è da fare, perchè la medicina oggi ha tecnologie che permettono di vivere bene anche nel caso di asportazione dell'organo.

- Che rischio c'è di metastasi secondo le leggi biologiche?
Qui una risposta dettagliata.


A proposito di prostata, oggi viene lanciata la campagna "operazione vespasiano".

Poster salva prostata nei bagni pubblici, parte l'operazione vespasiano
"Se l'uomo non va dall'urologo, la prevenzione lo seguirà fin dentro la toilette." 
Fonte AdnKronos

Siamo ancora nell' "ottobre rosa", e in effetti l'"operazione vespasiano" mi ricorda un po' l'approccio dei controlli di massa con screening mammografico.
Finisce l'ottobre rosa, inizia il novembre della prostata.
Essere informati è sempre importante.



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