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Screening preventivi a testicoli e ovaie: farli o non farli?

"I controlli generali sulla salute [nelle persone sane NDR] non riducono gli stati patologici o la mortalità, né in generale, né per cause cardiovascolari o per cancro, nonostante il numero di nuove diagnosi aumenti.
[...] è improbabile che le visite di controllo generali sulla salute diano un beneficio."
Fonte: Cochrane tramite 5LB Magazine

Abbiamo già scritto numerose volte sulla prevenzione e la diagnosi precoce, perché nel modello delle 5 Leggi Biologiche la prevenzione prende un senso diverso dal comune.
Ma nell'odierno modello ortodosso, nonostante le cicliche campagne di marketing, gli screening su persone sane sono comunque poco raccomandati e, se lo sono, hanno regole definite che non hanno molto da spartire con il mondo della persuasione pubblicitaria di massa.

Nello specifico oggi parliamo di screening preventivi su tessuti che hanno la stessa origine embrionale: il testicolo e l'ovaio.


TESTICOLO
Ne parliamo oggi perchè in questi giorni la Fondazione Umberto Veronesi ha lanciato una campagna mediatica sull'autopalpazione dei testicoli, simpatica, ironica e con un potenziale di viralità nel messaggio:

Al via la campagna "Tocchiamoci" per la prevenzione del tumore ai testicoli
La Fondazione Umberto Veronesi invita i maschi italiani all'autopalpazione. Con un video che gioca sulla nostra scaramanzia.
Sfruttare scaramanzia e luoghi comuni del maschio italico per veicolare un messaggio fondamentale: il tumore ai testicoli si può prevenire, basta toccarsi.

Fonte: La Repubblica


L'ironia è un veicolo efficace, tuttavia il messaggio popolare che "più fai e meglio è", "più controlli = più salute" è un falso nella comunicazione di massa, diciamo una "fake news" per usare il gergo in voga nel 2017.
In generale la questione cade nell'ambito della sovra-diagnosi, del sovra-trattamento, della tendenza sempre più spiccata per la medicina verso il less is more e il wait and see (gli anglosassoni sono più avanzati in questo campo), argomenti che non vengono nemmeno sfiorati nelle campagne mediatiche.

In particolare per il testicolo, una revisione di tutti gli studi disponibili sull'efficacia dello screening conclude che:

...non ci sono studi controllati e randomizzati che abbiano valutato l'efficacia dello screening per il cancro al testicolo. In assenza di evidenze di alta qualità, i pazienti con un rischio più alto di sviluppare il cancro al testicolo dovrebbero essere informati sui potenziali benefici e rischi associati allo screening.
Fonte: PubMed

Chi è "a rischio" dovrebbe essere informato sui potenziali danni e sui benefici; chi invece non ha indicazioni mediche per fare controlli deve sapere che non esistono ricerche di alta qualità che abbiano verificato che sottoporsi a controlli regolari ai testicoli porti dei benefici o sia privo di rischi.
"Ma l'autopalpazione è innocua, non è un controllo clinico" si potrebbe pensare. Non è detto, perchè non è verificato.
Così come non è innocua, per esempio, l'autopalpazione del seno.
Insomma: ognuno faccia ciò che sente meglio per sé, ma cosciente che fare non è necessariamente meglio che non fare.


OVAIO
Nel caso dell'ovaio, invece, le ricerche pubblicate sono numerose.
E la sintesi è molto chiara e precisa:

Sulla base di numerosi RCT, tutte le organizzazioni raccomandano di non eseguire esami pelvici, dosaggio del CA-125 e ecografia transvaginale per lo screening del tumore ovarico. 

Nessun test di screening genererebbe benefici, ma incrementerebbe costi e rischi, tra cui le complicanze di ulteriori indagini invasive.
Fonte: Evidence 2015;7(12): e1000127 doi: 10.4470/E1000127

I controlli preventivi sulle ovaie semplicemente sono sconsigliati, a qualsiasi età.
Per evitare fraintendimenti: il controllo non è dannoso se si hanno disturbi e quindi il medico lo prescrive come indagine diagnostica, in quel caso necessaria.
I controlli sono rischiosi quando si fanno in modo preventivo "per evitare qualsiasi evenienza".

Dobbiamo renderci conto che può esserci una certa discrepanza tra le campagne di informazione (spesso spinte con moderni strumenti pubblicitari e persuasivi), le credenze popolari e le raccomandazioni della medicina basata sulle evidenze.
E dobbiamo anche renderci conto che queste evidenze sono in continua evoluzione e trasformazione, perchè le certezze definitive sull'efficacia dei trattamenti sono piuttosto rare.

La suggestiva idea popolare che "la scienza conosce le cose" e, quindi, quello che si fa per prassi è certificato e senza dubbi, conduce le persone a pensare "non mi devo fare domande" e chi se le fa è un paranoico.
Questo è un messaggio che oggi i media veicolano con leggerezza, senza accorgersi dello sbilanciamento verso un positivismo scientista che non ha contatto con la realtà.
Ecco perchè il 5LB Magazine potrà spesso apparire in una posizione di ri-bilanciamento opposto, dove tutto appare sconosciuto e indefinito. Ma la cautela e il dubbio metodico ci sembrano atteggiamenti più efficaci e prossimi allo stato delle conoscenze odierne.

Per tutti questi motivi, se nella scelta terapeutica è importante chiedere al medico, non dare le cose per scontate, valutare e prendere decisioni informate, nel campo della prevenzione (cioè dell'agire in assenza di un bisogno oggettivo) è ancora più importante.



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