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Come dimagrire in salute mangiando solo da McDonald's

Quanto è importante per la nostra salute ciò che mangiamo?
A giudicare dalla sovrabbondanza di proposte dietetiche e formule nutrizionali diremmo: l'alimentazione è indubitabilmente la cosa più importante.

Poichè le 5 Leggi Biologiche mettono al centro dell'attenzione l'umano e le sue percezioni, qui in 5LB Magazine facciamo molta fatica ad accettare che qualsiasi oggetto esterno possa avere un qualsiasi effetto svincolato dal sentire interiore dell'individuo.

Allora ci chiediamo: quanto è importante il come mangiamo e come ci relazioniamo al cibo, rispetto al cosa?
Quanto sono importanti le centinaia di variabili ambientali coinvolte in un regime dietetico?

Un po' come nella ricerca bio-medica che, oggi, trascura del tutto la percezione psichica e si concentra esclusivamente sui fattori bio-chimici, allo stesso modo l'odierna scienza della nutrizione mette un'attenzione sproporzionata al cosa trascurando il come.
È così che nella ricerca scientifica la contraddizione regna sovrana, così mentre oggi ad un alimento viene addebitata ogni colpa possibile, domani lo stesso viene assolto con la scoperta di "proprietà straordinarie" per la salute, e viceversa (esemplare il caso degli alimenti ricchi di colesterolo).

Finché la psiche non sarà accolta a pieno titolo nella ricerca, non sarà possibile venire a capo di nulla e vivremo nella fantasiosa idea di un mondo di cibi buoni e malvagi.


SPERIMENTIAMO GLI ANTIPODI DELLA CONTRADDIZIONE

Oggi esasperiamo la contraddizione: a parità di qualità degli alimenti ingeriti (il cosa), cambiando l'attitudine nell'approccio al nutrirsi (il come) otteniamo il risultato opposto.

Immagina quindi di mangiare per mesi solo ed esclusivamente da McDonald's.

È la trama del famoso film documentario del 2004 Super Size Me, in cui Morgan Spurlock si è forzato a mangiare a pranzo, cena e colazione per un mese ciò che lui stesso considera "spazzatura", cioè gli hamburger della catena di fast-food, con il fine dimostrare gli effetti nocivi sul corpo.
Si è ingozzato tanto che già al secondo giorno aveva nausea e mal di stomaco
Si è impedito di spostarsi a piedi, usando i taxi, per ridurre il movimento fisico.
In 5 giorni aveva già preso 5kg (un peso che non avrebbe potuto misurare neanche se quei panini se li fosse messi in tasca).
Nel giro di poco si è ritrovato in uno stato depressivo e di letargia, con svariati sintomi tra cui tachicardie e mal di testa.
Alla fine del mese aveva accumulato 11kg di peso corporeo in più (95kg) e un organismo demolito.
Fonte: Wikipedia


Ora prendiamo un'altra persona e alziamo l'asticella, obbligandola non per un mese, bensì per 6 mesi a mangiare solo da McDonalds.
Questa volta scegliamo un individuo che ha credenze e un approccio molto diversi nei confronti del cibo.
John Cisna, professore di scienze di uno stato americano, ha sperimentato una dieta di solo McDonald's a pranzo, cena e colazione, ma con l'obiettivo opposto di perdere peso.
Il professore non si è ingozzato con il proposito di farsi del male, ma ha scelto e calibrato (2000kcal/giorno massimo) ciò che desiderava mangiare: i menu Big Mac, patate fritte ogni giorno, le insalate, i sundae e i gelati.
Non è stato male.
Per tutti i 90 giorni ha fatto esercizio fisico regolare, camminando per almeno tre quarti d'ora al giorno.
Un'attenzione particolare al cosa e al come mangiava e al movimento che non aveva mai messo prima dell'esperimento.
Un'attenzione particolare alla qualità della vita, mangiando solo hamburger, patatine e dintorni.
Risultato?
John è felicemente dimagrito 17kg, il colesterolo è sceso da 249 a 170 e l' LDL da 173 a 113 (già nei primi 3 mesi).
Alla fine dei 6 mesi, John aveva perso la bellezza di 27kg di peso.



Mangia per 3 mesi solo da Mc Donald's e dimagrisce di 17 chili
Fonti: Business Insider e Il Messaggero


IL FULCRO CENTRALE PSICHICO

Davvero possiamo pensare che esista qualche cibo speciale che, di per sè, ci faccia stare bene e qualche altro che ci faccia stare male?
Morgan Spurlock ha vissuto 30 giorni con esplicite intenzioni dimostrative suicidali, e il suo corpo non poteva fare altro che reagire con innumerevoli programmi biologici (tra cui evidentemente il conflitto del profugo).
John Cisna ha vissuto 180 giorni con esplicite intenzioni dimostrative proiettate al benessere e alla vita.

Il come i due hanno vissuto quel periodo non solo è risultato importante, ma ha totalmente eclissato il cosa nutrizionale. 
Attraverso l'esperimento la loro vita e la percezione psichica di ogni cosa si è trasformata radicalmente, e questo fatto non è una contingenza marginale: è il fulcro centrale della questione.
Tanto che, a pensarci, se sostituissimo l'oggetto della dieta con, per esempio, sole arance, il risultato sarebbe probabilmente simile.

Quando il nutrizionismo e la ricerca usciranno dal piatto accogliendo questi aspetti percettivi, possiamo scommettere che le inconciliabili contraddizioni saranno sanate.


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