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Un attimo...
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Tumori causati da una perdita affettiva e l'inadeguatezza della ricerca scientifica

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La ricerca scientifica di oggi non è pronta ad affrontare la psiche umana e la radice psichica delle malattie.
Tutti sappiamo che mente e corpo sono connessi, ce lo raccontiamo tutti con belle parole, dal medio cittadino fino all'oncologo luminare, però le terapie nel concreto non prendono minimamente in considerazione la dimensione interiore delle persone.
Perché?

La ricerca biomedica è oggi molto sviluppata e finanziata nello studio dell'efficacia dei farmaci, attraverso l'osservazione statistica, quantitativa ed epidemiologica della popolazione, ma in proporzione ha limitata esperienza e pochi strumenti per l'indagine qualitativa, che possa nello specifico indagare la psiche umana.
In sostanza la ricerca biomedica è oggi una scienza naturale, oggettiva e pragmatica che è refrattaria a contaminarsi con l'approccio soggettivo e non misurabile delle scienze umane.
Eppure se vogliamo accedere a quel punto cieco - la sfera psichica - sarà necessario fare questo passo.

LA RICERCA PROCEDE A TENTONI NEL BUIO

Scienza cieca
Il problema è che finora non c'è stato un modello teoretico coerente che potesse comporre il quadro psiche-corpo, facendo da bussola alla sperimentazione.
Si è proceduto nel dominio della psiche a tentoni, intorno ad una generica teoria dello "stress", cercando di misurare certe variazioni molecolari nel corpo, senza grandi risultati.

Allo stato attuale non c'è alcuna ricerca che abbia dimostrato in maniera convincente un legame tra esposizione allo stress - per quanto intenso e prolungato - e l'insorgenza di una neoplasia. Fonte: AIRC, 2020

Sono tuttavia numerosi gli studi che hanno cercato una relazione tra cancro ed eventi psichici e sociali, spesso obbligati a fare riferimento a quel generico disturbo da stress post-traumatico.

Cancro, vivere un evento traumatico può aumentarne il rischio
“Sebbene questi studi siano agli albori, i nostri risultati suggeriscono la possibilità che alcuni tipi di trauma, come quelli particolarmente intensi o ‘disarmanti’ degli attacchi terroristici, [ma anche incidenti stradali o la morte di una persona cara] possano alterare alcuni sistemi del corpo umano in modo ancora più pervasivo di altri tipi di trauma, con conseguente maggiore possibilità di sviluppare malattie correlate, come il cancro”
Fonte: La Repubblica, 2019

Finora non c'è stata una traccia da seguire, un modello da verificare.

Con un piede in due scarpe e in particolare con lo sviluppo della psico-neuro-endocrino-immunologia, generalmente le ricerche tentano di misurare quantitativamente le emozioni attraverso certi marcatori corporei, rilevando scostamenti "statisticamente significativi":

Per esempio, lo studio condotto dal gruppo di S. J. Schleifer, della Mount Sinai School of Medicine di New York, ha evidenziato come tre importanti funzioni immunitarie - la risposta linfocitaria alla
litoemoagglutinina (PHA), alla Concanavalina A (ConA) e al mitogeno PWM - risultavano essere significativamente depresse dopo la scomparsa del coniuge. 
[..] Lo studio di Schleifer portava la prima chiara dimostrazione di come la perdita di una relazione affettiva importante, vissuta con intensa e straziante partecipazione emotiva, induceva nel coniuge
sopravvissuto una consistente inibizione di importanti aspetti della funzione immunitaria. Ovviamente la ricerca si limitava a suggerire come l'associazione tra i due fenomeni - vedovanza e depressione della risposta linfocitaria - fosse statisticamente significativa, ma non diceva nulla né sul perché ciò fosse potuto avvenire, né tanto meno se questo poteva avere un qualche collegamento con l'eventuale futura insorgenza di una malattia importante, come il cancro.
Fonte: La mente e il cancro - Mariano Bizzarri, 1999.

LA PERDITA DI UNA RELAZIONE AFFETTIVA CHE CAUSA IL CANCRO

La perdita di relazioni affettive è uno di quei traumi notevoli su cui si sono concentrati alcuni per studiare il nesso con il cancro, aggregando popolazioni da studiare con metodi statistici di probabilità:

La perdita di una relazione affettiva, in particolare quella del coniuge, è ritenuta un evento traumatico di grande importanza, un fattore di rischio per l'insorgenza e/o la progressione di un tumore
Uno tra i primissimi studi condotti su tale tema aveva mostrato come lo sviluppo di una leucemia o di un linfoma (due forme tumorali del sistema ematopoietico) fosse più frequentemente associato a quelle persone che, nell'età infantile o adolescenziale, avevano sperimentato perdite affettive (scomparsa di un genitore o di un parente stretto) [Greene WA., Young L. E. and Swisher S. N., Psychosom. Med., 1956, 18: 284]. 
In uno studio che rimane fondamentale nella ricerca psicosomatica [LeShan L.,j. Natl. Cane. Inst., 22 (1): 1, 1959.], Lawrence LeShan ha sottoposto più di 200 pazienti oncologici a ripetute analisi psicologiche che, nella maggior parte dei casi, documentano l'esistenza di relazioni affettive particolarmente strette verso cui i malati avevano fatto confluire tutte le loro energie e aspettative; la perdita di una tale relazione avrebbe provocato la rottura di un equilibrio psicologico precario, precedendo dai 6 ai 12 mesi l'insorgenza della neoplasia.
Fonte: La mente e il cancro - Mariano Bizzarri, 1999.

Cancro per perdita di una persona caraAltri hanno anche intuito il meccanismo del binario, come lo chiamiamo nel mondo delle 5 Leggi Biologiche, perchè in effetti la quasi totalità dei sintomi sorge come riattivazione di un trauma infantile:

Numerose ricerche retrospettive, [Home R. L. and Picard R. S., Psychosom. Med., 1979, 41: 503; Emster V L, Sacks S. T., Selvin S. and Petrakis N. L.,j. Natl. Cancer Inst.,1979, 63: 567.] ma non tutte, hanno confermato quelle prime considerazioni. 
Negli studi citati, le persone a maggior rischio sembrano essere coloro che, dopo aver vissuto in età infantile/adolescenziale carenze e/o perdite affettive da cui si sono "affrancati" ricostruendo, a fatica, un nuovo equilibrio psico-affettivo, hanno quindi sperimentato, nella vita adulta, la perdita della relazione affettiva di riferimento (scomparsa del coniuge, del genitore, dell'amico del cuore).
Il secondo evento stressante distrugge, in questi casi, i meccanismi di "compenso" e di "adattamento" realizzati e si associa a un rischio maggiore di cancro negli anni immediatamente seguenti la perdita.
Fonte: La mente e il cancro - Mariano Bizzarri, 1999.


Con fini terapeutici, qualcuno ha provato ad applicare una generica psicoterapia ai malati, con studi randomizzati ed un certo successo. Fonte: Unconventional Cancer Treatments - LeShan's Psycotherapy.

La ricerca ha finora proceduto per tentativi casuali e strumenti di indagine rudimentali.

LO STERMINATO ORIZZONTE DI RICERCA SULLE 5 LEGGI BIOLOGICHE

La buona notizia è che oggi abbiamo una traccia da seguire, grazie ad un modello teoretico coerente ed elegante, che fornisce una chiara e precisa direzione nella ricerca qualitativa ed emotiva.
Chi è già entrato nella forma mentis delle 5 Leggi Biologiche lo sa bene: un generico stress non ha alcun significato nella eziologia dei processi biologici.
Ogni particolare percezione emotiva attiva in modo logico e sensato un particolare tessuto corporeo, con delle regole ferree e matematiche che possono essere messe alla prova empirica.

IL PROBLEMA DELL'ACCESSO AL MONDO INTERIORE

Anche se ora potessimo sottoporre a verifica le "regole ferree e matematiche" delle 5LB, come potremmo farlo nel concreto?
Come si accede all'infinito e variegato mondo della psiche umana?

Di fatto non abbiamo strumenti, né pratici né cognitivi, per agire in quel campo: lo diceva LeShan negli anni 50 "non si avevano strumenti con cui esplorare o intervenire".
Ma ancora oggi le cose non sono affatto cambiate.

Interiorità della persona
Non sappiamo come approcciare quel mondo difficilmente protocollabile, non riproducibile, non misurabile, e questo restituisce risultati che non soddisfano il modello scientifico attuale.
Una vera ed efficace "immersione" nel campo interiore di una singola persona presuppone competenze umane e umanistiche rare, largamente trascurate nella nostra cultura educativa (guarda qui come lo faceva il dott. Hamer), e può anche richiedere mesi di lavoro incompatibili con una ricerca epidemiologica.
Oggi infatti la grande maggioranza degli studi psicologici è fondata su questionari che cercano di omologare ciò che non è omologabile.
In sostanza non siamo preparati e non abbiamo strumenti per studiare le cose in modo sistematico, finché non cambierà anche il paradigma della ricerca scientifica.

L'ATTUALE METODO EPIDEMIOLOGICO È INADEGUATO

L'oncologo ricercatore Mariano Bizzarri fa una riflessione proprio su questo dilemma, in riferimento agli studi sul cancro causato da perdite affettive:

È dubbio che studi di carattere strettamente epidemiologico possano mai giungere un giorno a dimostrare che la perdita di una relazione affettiva istituzionalizzata (genitore, figlio, coniuge) influenzi l'insorgenza e/o l'evoluzione non solo del cancro, ma di una qualsiasi malattia. 
Del resto, come potrebbe essere altrimenti? 

Le indagini epidemiologiche trattano di numeri, le relazioni affettive coinvolgono la persona a tutti i livelli - mentale, biologico, spirituale - con l'intervento di una moltitudine di variabili che è impossibile quantificare e ricondurre ad un modello interpretativo unico. 

E poi l'indagine statistica deve basarsi sull'assunto che le relazioni di cui ci si sta occupando abbiano tutte stessa identica valenza e stesso significato; ciò che non è. 
Non sappiamo quanti di quei vedovi/e siano stati ben contenti della più o meno precoce dipartita della compagna/o, o quanti, proprio grazie al lutto, abbiano potuto riprendere il corso della loro vita.
Non sappiamo, per altro verso, quanti siano rimasti indifferenti; e quanti altri ancora abbiano in realtà vissuto la perdita come una tragedia senza nome. 

Dietro ogni relazione affettiva c'è un intero mondo di valori, di esperienze vissute, aspettative, sogni,
speranze, ma anche - perché no? - di contrapposizioni, di liti furibonde, di sofferenze, storie di degrado e di indifferenza, insomma una costellazione di situazioni che la statistica, del tutto arbitrariamente, pretende di uniformare riconducendole a un parametro semplice
Nessuna persona con un minimo di buon senso penserebbe di equiparare una perdita affettiva a un'altra; non solo è profondamente diverso il significato della perdita in relazione alla storia di quella coppia, ma è soprattutto diverso, da persona a persona, il modo di reagire. 
Gli studi epidemiologici hanno mai preso in considerazione questo parametro? 

Studi di tal fatta, sinceramente, non dicono né possono dire nulla e dimostrano, ancora una volta, tutta la limitatezza dell'approccio epidemiologico e statistico nello studio di un tema che, per sua stessa natura, non si presta a quel tipo di analisi.



Quale sarà il metodo che saprà indagare questi aspetti io non lo so.
Quello che so è che la nostra cultura non è pronta a studiare in modo sistematico le scienze umane e sociali, e questo è il motivo per cui ogni delegittimazione delle ricerche nel campo psicosomatico con l'etichetta "pseudo-scientifico" è frutto di arroganza e ignoranza.

Bisogna tuttavia sapere che nel mondo molti stanno affrontando la questione da numerosi punti di vista.
massachusetts institute of technology
Personalmente ho molto approfondito il lavoro al Massachusetts Institute of Technology di Boston sui campi sociali (social fields) e sui modi per esplorarli in uno stato di coscienza chiamato Presencing.
In 5LB Magazine abbiamo ritenuto così tanto importanti questi strumenti che poggiano su presupposti completamente diversi di ricerca, da averne creato un intero percorso esperienziale chiamato Laboratorio di Presenza.

Questo inizio di millennio sta veramente aprendo una New Age, una nuova era per la scienza.


APPROFONDISCI

Il sopra citato studio nell'articolo di Repubblica rileva una maggiore incidenza di tumori dovuti allo stress nelle donne: Il rischio maggiore per le donne potrebbe essere correlato a un diverso assetto del sistema endocrino o a una diversa suscettibilità per alcune neoplasie, come quelle mammarie, che potrebbero risentire più di altre delle disregolazioni endocrine e immunitarie correlate al PTSD”.
Invece dal punto di vista psichico i motivi di una maggiore incidenza negli organi femminili potrebbero essere ben più semplici e logici: perchè il seno è un organo che reagisce con grande sensibilità alle separazioni o ad altre condizioni di pericolo, e ciò è molto biologico e sensato.
Così anche l'ovaio.

Se non conosci le 5 Leggi Biologiche, comincia da qui.


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