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Un attimo...
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Malattie causate da uno shock?? Mai viste, le 5 Leggi Biologiche sono fantasia!

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Sai perché hai l'impressione che non ti sia mai successo di ammalarti a causa di un trauma emotivo?

Scetticismo ciarlataneria
Ammettiamo che tu non abbia alcun pregiudizio né un generico scetticismo nei confronti della psicosomatica, perchè il contrario ti impedirebbe di accogliere qualsiasi idea nuova: purtuttavia non ti sembra di avere mai sperimentato alcuna relazione tra uno shock e un sintomo.

Non puoi credere al modello delle 5 Leggi Biologiche, né comprenderlo, se non lo sperimenti.

Allora ti dici: "Non è vero che la polmonite è provocata dalla paura di morire, io l'ho avuta ma non ho vissuto nessun trauma!".

DUE QUESTIONI FONDAMENTALI CHE DEVI IMPARARE

1- Prima di tutto, la precisione.
Non è possibile interpretare una reazione psico-biologica da una diagnosi, o meglio lo è raramente.
L'etichetta "polmonite" ci dice che ci sono dei malesseri respiratori, ma non ci dice nulla di quale tessuto sia coinvolto nel processo.
Nel modello delle 5 Leggi Biologiche è di primaria importanza conoscere l'origine embrionale del tessuto che ha attivato la propria fisiologia speciale.

È vero che la "polmonite" riguarda la "paura di morire" quando sono coinvolti gli alveoli polmonari, che daranno anche specifici sintomi.
Precisione 5 Leggi Biologiche diagnosiSe invece sono coinvolti i bronchi si tratta di quello che chiamiamo "minaccia nel territorio", che quindi è provocato da tutt'altro shock emotivo.
Non troverai mai la "paura di morire" dentro l'infiammazione dei bronchi, per quanto tu possa cercare.
Puoi approfondire questo approccio nel mio articolo Tutte le malattie semplificate in 5 principi, oppure seguendo i nostri corsi DEX che sono fatti a questo proposito: senza questa comprensione non è possibile proseguire.


2- Lo shock non è quasi mai un evento che si vede, un fatto palese dal di fuori, perchè il conflitto accade dentro la persona.
È questo il più grande ribaltamento operato dalle 5 Leggi Biologiche: la medicina diventa completamente e indissolubilmente soggettiva, una vera medicina della persona.
I fatti oggettivi non esistono:"Quella persona ha avuto la polmonite ma io la conosco, non ha vissuto nessun trauma" è una asserzione inconcepibile e senza senso perchè pretende di guardare i fatti da fuori.
Un fatto apparentemente insignificante per qualcuno, può essere sconvolgente per qualcun altro.

Come si guardano i fatti dal di dentro?
Questo è il grande salto di paradigma che cambia tutte le carte in tavola, e le competenze che richiede sono altrettanto diverse da quelle che si insegnano oggi nelle accademie.
Per guardare dentro la psiche umana è necessario entrare nella psiche con strumenti umani, non esistono scorciatoie né giocattoli tecnologici utili a questo scopo.

Per di più e come se non bastasse, spesso il conflitto interiore non è evidente nemmeno alla persona che lo ha vissuto, perchè la coscienza adotta diversi stratagemmi per evitare, nascondere, amnesiare i
fatti dolorosi.

È in questo contesto molto complesso che chi è cieco anche di fronte a se stesso cade ingenuamente nella trappola del "escludo qualsiasi shock che giustifichi la mia malattia".

Lo scavo nella psiche è un'opera intensa e delicata, che non tutti sono disposti ad affrontare.
Questa complessità pone sfide personali, sfide professionali per chi si occupa di medicina e di relazione di aiuto, e sfide nella ricerca scientifica, che dovrà cambiare radicalmente il proprio modello di indagine per potersi confrontare con la dimensione interiore.

LA SENSAZIONE DI AVERE TOCCATO IL CUORE

Quando e come succede che una persona realizza di avere individuato lo shock che ha generato la sua "malattia"?

No, non c'è una lucina LED che si accende.
È invece un registro interiore, una improvvisa folgorazione emotiva, una lacerazione nella consapevolezza che ferma il tempo, un fremito nel corpo...
La sensazione chiara e netta di avere toccato il cuore della questione, e probabilmente della propria vita.

Anamnesi consulente 5 Leggi Biologiche
Chi come noi fa questa professione di "specchio", aiuta la persona ad accorciare la distanza tra sé e ciò che sta occultando dentro di sé.
Un esempio eclatante di questa operazione, che rompe la presunzione di poter osservare i conflitti dal di fuori in modo freddamente oggettivo, ce lo offre proprio il dott. Hamer:

LA PAZIENTE CON IL CONFLITTO IMPOSSIBILE

Quando un'ora dopo arrivai in reparto il collega G. mi disse, troppo gentilmente: "Ah, signor Hamer, oggi può visitare una paziente privata, il capo ha dato il permesso esplicito, anzi lo auspica: vuole vederla?"

Hamer: "Molto volentieri, anche le pazienti private hanno un'anima come quelle mutuate e anche loro possono subire lo stesso tipo di eventi e conflitti, in effetti non cambia nulla! Che cos'ha questa signora?"

G.: "Carcinoma del collo dell'utero CIN 3, ma lei non può vedere la cartella clinica, il capo lo ha proibito."

Hamer: "Non è necessario, la diagnosi istologica è accertata se è già in stadio così avanzato."

G.: "Lo è senza dubbio. Ma ora vogliamo prima stabilire con precisione che cosa lei postula esattamente per questo caso in base alla LEGGE FERREA DEL CANCRO."

Hamer: "D'accordo, è giusto."

G.: "Dunque quando questa signora deve avere avuto, come dice lei, il peggiore conflitto della sua vita?"

Hamer: "Quando ha notato i primi sintomi?"

G.: "Alla fine di novembre '81."

Hamer: "E li.ha notati solo nel CIN 3?"

G.: "Sì."

Hamer: "Se la paziente è giovane (sarebbe un po' insolito) il conflitto andrebbe cercato a maggio o giugno '80, a seconda di quanto il processo è avanzato. Se però la paziente è più anziana o persino vecchia, il momento dell'evento conflittuale va datato all'inizio dell'anno '80 perché nella persona anziana questi processi hanno un decorso più lento."

G.: "Bene, diciamo dunque inizio del gennaio o febbraio '80. Trattandosi di un carcinoma del collo dell'utero deve esserci stato un conflitto sessuale, vero?"

Hamer: "Giustissimo!"

G.: "Bene, ne prendo nota. Quanto a lungo deve essere durato il conflitto?"

Hamer: "Con grandissima probabilità tutto il tempo fino alla scoperta della malattia alla fine di novembre '81. Per il tempo successivo non posso fare altre dichiarazioni."

G.: "Va bene, ho annotato tutto con cura. Signor Hamer, ora io e il mio collega le auguriamo molta fortuna per la sua visita, la signora è un'ottantenne, già con sclerosi cerebrale, professoressa in pensione, nubile, vive da sola, non ha un amico o un conoscente, virga intacta, e non ha avuto nessun conflitto negli ultimi due anni, ce ne siamo già accertati."

Hamer: "Ho notato sin dall'inizio che lei voleva imbrogliarmi, ma me la rido; la regolarità ferrea insita nel sistema se la ride di lei e quella lei non può imbrogliarla. Al contrario io la invito cortesemente a venire con me dall'anziana signora in modo che in seguito lei non debba credere a qualche stregoneria."

G.: "No, non è necessario, all'occorrenza possiamo sempre interrogare la signora in seguito se qualcosa non ci risulta chiaro.
Preferiamo aspettarla qui; avremo poi qualcosa da comunicarle da parte del capo."

Hamer: "So già che cosa. Ma non me ne importa. Infatti il suo capo proprio come lei stesso, sembra avere capito molto poco che non si tratta di un capriccio di Hamer, che si può manipolare a piacere, bensì di una "legge ferrea" che Hamer non può influenzare come non può farlo lei!
Ma la diagnosi istologica è davvero giusta?"

G.: "Sì, parola d'onore."

Hamer: "Bene, prima però vorrei ancora mettere qualcosa per iscritto, cioè:
1) Possiamo ipotizzare che una paziente di 83 anni che abbia subito il peggiore conflitto di tutta la sua vita 20-22 mesi prima dalla manifestazione dei sintomi, abbia una probabilità di circa 1:1000?

G.: "D'accordo, è molto improbabile, ne ho preso nota.''

Hamer: "2) Che una paziente di 83 anni, virgo intacta, abbia avuto un conflitto sessuale in età senile, anche questo possiamo ipotizzarlo tutt'al più con una probabilità di 1:1000?"

G.: "Giusto, ancora minore, in pratica nulla."

Hamer: "3) Che in una signora così anziana il fatto che un conflitto duri così a lungo ha una probabilità di 1:100, forse ancor meno?"

G.: "D'accordo, anche questo è molto improbabile. Ho annotato tutto."

Hamer: "Se siamo d'accordo che la somma delle probabilità che i tre criteri di una simile improbabilità possano casualmente essere tutti soddisfatti è inferiore a 1:10.000.000, pertanto è insensato eseguire altri calcoli di probabilità. Quindi in dieci milioni di pazienti di questa età si potrebbe al massimo trovarne un solo caso in cui ciò si verifichi "casualmente", vero?"

G.: "Esattamente, cioè in pratica nessuno."

Hamer: ''Se però ora, contrariamente ad ogni aspettativa, cosa del tutto improbabile dato che lei si è appunto già informato, la paziente dovesse veramente avere avuto un evento conflittuale di tipo sessuale nel momento ipotizzato che avrebbe rispettato esattamente anche la durata postulata, allora lei cortesemente dovrebbe anche certificarmi per iscritto che il sistema, ovvero la LEGGE FERREA DEL CANCRO, è giusto con una probabilità di 10.000.000:1, persino di più se si considera che lei già in precedenza aveva supposto e si era convinto del contrario."

G.: "Questo glielo posso promettere tranquillamente, perché senz'altro non potrà dimostrarlo. 

È 10.000.000 di volte più probabile che in seguito le faremo avere la comunicazione del capo, che lei già immagina."

Hamer: "Dunque stiamo a vedere!"

Colloquio con la paziente.

Ryke Geerd Hamer nuova medicina
Interrogare la paziente fu molto faticoso per entrambi, ma non perché la paziente fosse affetta da sclerosi cerebrale, come supponevano i colleghi, bensì perché era molto introversa e chiusa, diffidente e ansiosamente attenta a non aprire a nessun estraneo la sua vita interiore, che sotto un guscio un po' fragile era capace di sensazioni, sentimenti spiccatamente ricchi e diversificati e di uno spessore umano insolitamente forte! 
Compresi subito che questa paziente, nonostante l'età avanzata coglieva le mie domande fino nell'ultima sfumatura e, a mano a mano che la fiducia verso di me cresceva, rispondeva anche esattamente e molto in dettaglio.
La storia è presto raccontata: nel 1922 la paziente che era una giovane studentessa di economia politica nella città A. conobbe un giovane docente con cui conseguì la laurea. In seguito fu abilitata alla libera docenza e lavorò con lui all'università di A. fino al 1939. In quell'anno fu chiamata a K., dove lavorò insieme con un altro professore presso l'Istituto di economia mondiale. Anche con il professore di K. aveva un buon rapporto, questi morì nel 1969 in età molto avanzata.

Paziente: "Fu triste, ma non si poteva farci nulla; per me non fu così terribile perché nella città A. viveva ancora il professor M .. "

Hamer: "Quando morì il professor M. di A.?"

Paziente: "Nel 1971 a 78 anni, fu molto brutto per me."

Hamer: "Per lei fu il colpo più brutto che avesse mai ricevuto sino ad allora?"

Paziente (eccitata): "Sì, il peggiore, fu del tutto terribile per me. "

Hamer: "Lei aveva conosciuto il suo collega da giovane studentessa, lui era assistente o giovane docente, solo di pochi anni più vecchio di lei. Non è forse vero professoressa, che per lei era più che un collega?"

Paziente (molto eccitata): "Dottore, lei mi fa delle domande come se potesse leggere nella mia anima come in un libro aperto; di questa vicenda non ho ancora mai detto nemmeno una parola a nessuno. Sì, è vero, era il "mio sposo!"
Era un meraviglioso segreto fra noi due. Siamo stati fedeli per quasi 50 anni, fino alla sua morte. Allora dopo la prima guerra mondiale non era ancora consentito fare tutto come oggi. Come coniugi segreti ci siamo dati tutto quello che era possibile darsi, solo non potevamo avere dei figli. E non potevamo nemmeno sposarci, poveri come eravamo. 
Ma ci amavamo infinitamente, anche in seguito nella grande distanza ci scrivevamo ogni giorno, ci telefonavamo e spesso ci incontravamo. Era meraviglioso fra di noi, molto più bello di quanto è per la maggior parte delle coppie sposate.
La sua morte mi ha trasformato da moglie felice in una vecchia vedova sola! "

Hamer: "Lo credo, professoressa, deve essere stato il colpo più duro della sua vita. Quanto tempo ci è voluto prima che potesse rassegnarsi un po' alla morte del suo compagno, prima che il dolore più intenso si calmasse?"

Paziente: "Un anno buono, poi avevo superato il peggio. Da allora mi sono chiusa in me stessa ed ho fatto vita solitaria."

Hamer: "Professoressa, credo di poter davvero leggere nel suo animo come in un libro aperto. E' tutto vero ciò che mi ha detto, ma mi ha taciuto la cosa più importante! Non so se il professor M., il "suo sposo", si sia alzato ancora una volta dalla tomba, ma circa un anno e mezzo o due anni fa deve essere accaduto qualcosa di molto spaventoso riguardante la sua persona, un evento conflittuale che lei non aveva ancora mai sperimentato in modo così tremendo e che ancor oggi lei non ha superato!"

Paziente (con gli occhi spalancati dalla paura, pallida, mettendosi perfettamente diritta sul letto, e tremando in tutto il corpo come non ho mai visto fare a nessun paziente):

"Dottore, come fa a saperlo, per l'amor di Dio! Non ne ho mai parlato con nessuno, nessuno mi ha mai visto piangere! Sì, è vero. Con totale precisione, perfino il mese, è stata la cosa peggiore che io abbia sperimenlato in tutta la mia vita, magnifico e tremendo e doloroso. Lei ha ragione, ancora oggi non penso ad altro, incessantemente giorno e notte, quando non riesco a dormire come accade molto di frequente."

Hamer: "Professoressa, è bene che noi due ne parliamo ora. Speriamo di avere l'opportunità di farlo ancora più spesso. Se si può parlarne una volta con una persona che capisce, la cosa è molto meno terribile. Vedrà."

Poi la paziente raccontò come si era verificato il conflitto, riuscendo a datare con precisione il giorno e anche l'ora. Il "suo sposo" aveva una grande collezione di quadri, molti anche dipinti da lui stesso, che aveva lasciato tutti in eredità al museo di H. 
Poiché era "celibe" e non aveva figli, la paziente fu da lui indicata come esecutrice testamentaria. Dopo la sua morte i quadri erano già arrivati a H., ma al fine di valutare la sua personalità si doveva consegnare al museo anche la sua corrispondenza importante, le pubblicazioni, i manoscritti ecc. 
Alla fine di dicembre '79 furono inviate a casa della paziente delle grosse pile di lettere legate con lo spago; fra quelle le proprie lettere d'amore che il suo uomo aveva conservato tutte molto accuratamente ordinate.
La paziente ricorda di avere esitato diversi giorni prima di aprire le lettere. Poi però fu attratta magicamente (è in grado di dire l'ora con precisione) a leggere quelle lettere d'amore scritte 60 anni prima. 
Lei dice: "Dottore, mi ricordo ancora bene come ho slegato il primo fascio, erano le mie primissime lettere d'amore al mio uomo. Fui come paralizzata! Era meraviglioso e orribile, mi dava felicità e insieme sconforto, semplicemente tremendo!
Dottore, giorno e notte, non per settimane, ma per molti mesi ho soltanto pianto, pianto, pianto! Terribile, terribile! Tuttavia non potevo sbarazzarmi delle lettere, mi attiravano magicamente: mi passò tutto di nuovo davanti agli occhi per mesi, a partire dal 3 gennaio '80. Ogni lettera mi ricordava tutta la tenerezza che ci eravamo scambiati, il periodo più bello e spensierato della mia vita. Ero così felice allora e gli diedi tutto ciò che un'innamorata può dare al proprio uomo immensamente amato. Ho rivissuto tutto di nuovo, ho sentito ancora proprio tutte le tenerezze come se il mio uomo vivesse ancora. Quando poi però ho dovuto pensare che il mio amato era già morto, non ho potuto fare a meno di piangere, piangere, soltanto continuare a piangere ... , e sino ad oggi non è cambiato molto."

Confortai la paziente meglio che potei e le promisi di andarla a trovare ogni giorno per parlare con lei. Poi molto confuso mi allontanai di soppiatto dalla stanza. L'amore ardente, autodistruttivo di questa paziente 83enne avrebbe fatto l'onore di ogni Giulietta. Ammirai l'anziana signora come un'eroina e sentii contemporaneamente compassione per questa meravigliosa persona sola.


Fonte: Testamento per una Nuova Medicina - Ryke Geerd Hamer

GUARDARE FATTI ED EMOZIONI DAL DI DENTRO

Ecco come si guardano i fatti dal di dentro, dove non esistono scorciatoie né dati oggettivi.
Ecco perchè, se non si è disposti ad entrare in questa dimensione con tutte le scarpe, non si ha alcun titolo per dire "non è vero" o "non ci credo". 
Questo è un paradigma diverso che pone sfide personali, sfide professionali e sfide alla ricerca scientifica, che dovrà cambiare radicalmente il proprio modello di indagine per potersi confrontare con il mondo interiore.

Conferenze 5 Leggi BiologicheChi ha dubbi sulle 5 Leggi Biologiche, più che leciti, deve essere cosciente che si tratta di un percorso lungo e paziente di educazione e trasformazione culturale, che passa attraverso una densa esperienza diretta.
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Questo significa che quando capirò il mio conflitto, guarirò?



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