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Un attimo...
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Vaccini: la corsa al mercato della 'medicalizzazione preventiva totale'

Se non vi è capitato in passato di imbattervi in notizie come queste, è il momento di sapere che il mercato farmaceutico sta preparando da anni un vasto piano industriale che prevede l'invasione di nuovi prodotti detti "vaccinali".

Aifa, primi vaccini contro cancro in prossimi 3 anni
Fra 10 anni vaccinazioni contro Alzheimer e abuso sostanze
Fonte: ANSA (2014)
E in quell'anno ne abbiamo fatto un approfondimento qui su 5LB Magazine


Vaccini e farmaci, Glaxo scommette 1 miliardo sull'Italia
Fonte: Il Sole 24 Ore (2016)
(Con il senno del 2017 qualcuno penserà: già, che gran scommessa ardita quando sei allo stesso tempo lo scommettitore e il banco...)


Il futuro dei vaccini: investimenti in prevenzione e cultura per garantire salute

[...] nei prossimi anni i vaccini saranno anche usati per prevenire le dipendenze da nicotina e sostanze stupefacenti, neoplasie, diabete, malattie degenerative del sistema nervoso o per trattare malattie autoimmuni e disturbi allergici.
[...] Oggi la sfida è, quindi, quella di far capire alla popolazione, e particolarmente a coloro i quali, più o meno consapevolmente, decidono di non proteggersi con una tecnologia nel tempo sempre più sicura ed efficace, che alcune malattie non sono eradicate e che l'abbattimento delle frontiere rende tutti vulnerabili.

Fonte: Il Sole 24 Ore (2015)

Si deve far capire alla popolazione, e con più forza ai meno consapevoli, che la tecnologia potrà tutto contro ogni genere di malattia. Si deve educare la gente alla vaccinazione, abituarla al fatto che sarà ovunque. È un proposito esplicito, non servono dietrologie.
Da notare: il piano industriale è definito e dato per scontato, ma la sua efficacia? Gli studi su efficacia e sicurezza dei prodotti non sono conclusi, se non neppure cominciati...

È una cultura che avanza, una forma mentis che sta fagocitando il mondo della salute.
Siamo immersi in una cultura positivista spinta dal turbo della finanza e giunta al suo culmine, che nell'ambito della salute chiamerei "cultura della medicalizzazione preventiva totale". 
Si dipinge un mondo in cui nessuno può bastare a se stesso e la biologia non è autosufficiente, ma è sempre e preventivamente dipendente da un intervento esterno e tecnologico
Che in certi casi potrebbe anche essere forzato su ogni singolo individuo per il bene della collettività.

Eppure le evidenze cliniche sono lontane anni luce da una narrazione tanto suggestiva e favolistica.
L'avanzamento tecnologico non è un "bene a prescindere" e porta con sè forti rischi perchè spesso, più che mettere un freno alle malattie, le amplifica e ne produce di nuove.
La sensazione che un vaccino funzioni esattamente come l'antivirus di un computer - che quindi più lo aggiorno e più sono al sicuro - è molto radicata e convincente nell'era digitale, ma decisamente ingenua e surreale.

La comunicazione dei quotidiani sta facendo il grosso del lavoro di mantenimento di questa cultura, distorcendo sistematicamente i fatti in favore di una scienza che non esiste, un'entità dall'aspetto mitologico (con tre teste, le piume e le zanne) oggetto di venerazione religiosa.

Grande successo nella ricerca contro il cancro: vaccini personalizzati contro il melanoma sicuri ed efficaci nei primi studi clinici sull'uomo
Fonte: NewsWeek [ENG]

Ho preso questo esempio perchè è proprio notizia degli ultimi giorni.
Ecco quindi, finalmente i vaccini stanno eradicando il cancro. I vaccini saranno la salvezza dell'umanità. 
Ma neanche un po': 
1- semmai i vaccini sono una precisa road map industriale di inizio millennio, ma dei quali si sa ancora poco o niente.
2- in questo caso specifico si tratta della cosiddetta immunoterapia, cioè un trattamento terapeutico non preventivo in cui la ricerca ripone grandi speranze
3- nella fattispecie si tratta di 2 studi in Fase 1 che quindi non indagano l'efficacia, ma la sola sicurezza del farmaco. 
Perciò non può essere fatta alcuna speculazione sul fatto che questi prodotti funzionino: non si sa se estendano l'aspettativa di vita, non si sa se siano più efficaci dei trattamenti già disponibili. Non si sa neanche di potenziali effetti collaterali.
Un tale titolo iperbolico per la notizia (spalmato su tutti i giornali del mondo) alimenta la fiducia in qualcosa che non esiste e, come spesso accade, che probabilmente non esisterà: come il vaccino per l'HIV (30 anni di annunci), quello per l'epatite C e quello per la malaria, il vaccino NicVAX per smettere di fumare, il vaccino vitespen per il cancro al rene ormai dimenticato...farmaci che non hanno mai superato studi su larga scala.

La notizia di oggi sul vaccino per il melanoma è un piccolo esempio (sì, ce n'è di molto peggio) su come quotidianamente i media costruiscono la cultura della medicalizzazione preventiva totale.
Proprio in queste settimane si sono concentrati numerosi annunci di studi nemmeno cominciati: il vaccino per l'acne, il vaccino per il cancro al seno, il vaccino per il colesterolo, il vaccino per la malaria, il vaccino per la gonorrea, quello per il melanoma...

Non c'è dunque da meravigliarsi dell'isteria generale intorno ad un decreto (al voto oggi in Senato) sull'obbligatorietà dei vaccini (in Svezia direbbero sulla compulsività vaccinale) che rappresenta in pieno le istanze di questa cultura della medicalizzazione preventiva totale, comodamente innestata sul terreno della società mercantile globalizzata, ma ormai del tutto scollegata dalla realtà sperimentale e scientifica.


Delle tre prevenzioni più note (primaria, secondaria e terziaria), ce n'è una quarta che nasce proprio con lo scopo di arginare gli abusi delle altre: la prevenzione quaternaria.
Certamente quella che oggi dovrà riemergere per compiere la propria missione.



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