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Un attimo...
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La causa di sclerosi, autoimmuni e degenerative motorie.

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.


In neurologia vengono classificate una grande quantità di malattie dalla patogenesi incerta ed eziologia completamente ignota, che in molti casi coinvolgono l'apparato muscolare.
Attraverso "gli occhiali" delle leggi biologiche si fa rapidamente ordine e chiarezza sia rispetto alla sintomatologia e al suo decorso, sia rispetto alle cause.

Va fatto un accenno su un meccanismo piuttosto tipico dell' apparato muscolo-scheletrico, soprattutto quando si ha a che fare con l'essere umano. Ma per comprenderlo meglio, è necessario conoscere prima come funzionano questi tessuti.
Si tratta di un circolo vizioso che spesso si attiva con "conflitti locali" infiniti, che è meglio comprensibile con un esempio: 

un uomo si trova nella percezione di "non essere adeguato a fare un grande passo", mettendo in allerta il muscolo della coscia destra che non riesce ad avanzare, con leggera atrofia nella Fase Attiva.
Nel momento in cui il passo viene fatto, il muscolo entra in riparazione cedendo forza e sostegno (inizio della fase PCL-A). 
Ora succede che questo uomo, facendo le scale, improvvisamente cade, sentendo che qualcosa non va, la propria gamba "non tiene". Questo è del tutto normale: come abbiamo visto il muscolo ha bisogno di un certo tempo di convalescenza per ripristinare le fibre, e perciò si protegge facendosi flaccido. 
La questione è che un evento simile può riattivare "localmente" la percezione di "non farcela", NON PIÙ in relazione con "il grande passo", ma per la debolezza stessa della gamba: "la mia gamba non è più valida come prima" così si avvia un circolo vizioso di Fasi Attive e soluzioni, dove la stessa riparazione è occasione di conflitto.

Tale circolo vizioso è molto frequente ed è spesso il responsabile della cronicità di questi sintomi, ma anche e soprattutto diventa il motore di quelle diagnosi "degenerative e autoimmuni" che vengono fatte a carico del sistema neuro-muscolare.
La diagnosi stessa, per esempio di "sclerosi", produce con questo meccanismo un effetto drammaticamente nocebo, togliendo di fatto il diritto sacrosanto ai muscoli di essere stanchi e fiacchi, perchè ogni cedimento viene preso come una conferma di avanzamento della malattia, producendo ulteriore svalutazione e conflitto motorio.
In questa situazione i tessuti non sono in grado mai di portare a termine la fase di riparazione, giungendo in certi casi a degenerazioni tali da limitare profondamente le funzioni muscolari, e accompagnando la profezia ad auto-avverarsi.
La curva bifasica "umana" che non è in grado di giungere alla fine del ciclo si presenta così: ogni fase di riparazione (rossa) diventa occasione di nuovi stati di allerta (blu), un circolo vizioso che non consente il ripristino della fisiologia normale, portando alla lunga alla degenerazione dei tessuti.


Altri sintomi che abitualmente vengono addebitati a queste "degenerazioni neurologiche" sono quelli sensoriali, come i problemi di vista (scotomi e simili), che invece sono processi diversi con un proprio decorso e nessun nesso con i conflitti motori.

Sì, è un tema molto delicato per il terrore che lo impregna, e per la debilitazione a cui può portare...in questo ambito il livello di ipnosi che si crea è elevatissimo: siamo così abituati a vivere di etichette che, appena ce ne viene affibbiata una (per esempio "sclerosi multipla"), qualsiasi attività anomala del corpo la identifichiamo con quell'etichetta, anche quando il nuovo sintomo non avesse nulla a che vedere. E ci diamo spiegazioni: "perchè il sistema immunitario è debole", "il virus si sta diffondendo" ecc.

Il processo di riparazione con le sue defaillance muscolari è invece buono e sensato, e andrebbe assecondato senza spaventarsi: come farebbe un animale, che senza credenze e interpretazioni, si prenderebbe il suo tempo di convalescenza e lascerebbe lavorare il corpo.
Al contrario l'idea comune porta a interpretare i cedimenti, gli scatti epilettici, le difficoltà motorie come peggioramento del quadro clinico.
L'attenzione su questi sintomi diventa sempre più ossessiva nel tentativo di guidare e controllare i movimenti (il che è impossibile perchè il movimento è ideomotorio, non si può controllare), e così si cade in un loop di RECIDIVE che si autoalimenta.
Le difficoltà per la persona diventano enormi, a ogni cedimento una conferma della progressione della malattia, a ogni paresi motoria una svalutazione che riavvia il processo da capo.
E gli ingredienti che sostengono questa atmosfera ipnotica sono illimitati, a partire dalla stessa paura della famiglia e delle persone più vicine, fino alla comunicazione mediatica che non lascia scampo.

L'unica cosa che la natura richiede è: lasciare fare il corpo; fermarsi, anche in una società in cui non è concesso; notare come le defaillance, anche se impegnative, sono segnali positivi di vagotonia in cui il corpo sta ripristinando le proprie funzioni; accettarle in un clima familiare sereno, senza angosce, e prendere il momento per quello che è: un periodo di convalescenza; notare come in un'altalena di sintomi, vagotonia dopo vagotonia, permettendo le fasi di riparazione ci si senta un po' più forti di prima.
Questo è molto semplicisticamente l'unico modo per fermare la routine degenerativa, affrontando l'ostacolo più grande che è l'ipnosi, una gabbia solida e assolutamente identificante, che rende il cambio di prospettiva e di attitudine non esattamente uno schiocco di dita.

Quando si parla di cause chimiche e molecolari, si consideri che ciò che viene clinicamente riscontrato è certamente un fatto verificabile, come la degenerazione delle guaine nervose (mielina), o le macchie cerebrali; ma dal punto di vista 5LB vi è un errore di prospettiva che inverte la causa con l'effetto.
I nervi sono sì demielinizzati, ma chi glielo fa fare e perchè?
Perchè solo in una precisa parte del corpo e non un'altra? Perchè l'inquinamento "ha preso" una gamba e non l'altra?
Questi effetti organici sono la conseguenza di processi biologici sensati che rispondono a precise leggi di natura, con una eziologia determinata e comprovabile senza supposizioni statistiche.

Infatti molto spesso alcuni segnali organici vengono considerati come marcatori di malattie, senza che in realtà ci siano inequivocabili nessi di causa-effetto.
Si pensi, per esemplificare questo procedimento, a come si sono dovute frammentare le nomenclature per riuscire a mantenere insieme fenomeni che non hanno un nesso causale tra loro: se vengono rilevate con la TAC macchie bianche nel cervello e la persona ha sintomi motori, sarà chiamata Sclerosi Multipla; se, per una visita occasionale, vengono rilevate macchie bianche nel cervello ma la persona non presenta sintomi motori, sarà chiamata Sclerosi Multipla Asintomatica; se ci sono problemi motori, ma non ci sono macchie nel cervello può venire chiamata Sclerosi Multipla Atipica.

Per uscire da questo dedalo, attraverso il modello delle leggi biologiche ci chiediamo: al di là di qualsiasi etichetta, quali sintomi si manifestano, concretamente?
Se ci sono difficoltà motorie ci troviamo di fronte a un processo di recidive dei muscoli, ogni singolo individuo a suo modo e con il suo personale vissuto.
E allora qualsiasi cura medica andrà bene, a patto che parallelamente si faccia qualcosa per rompere l'incantesimo.

Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici
La psicologizzazione a cui siamo molto abituati fa spesso ritenere che consapevolezza e buona volontà siano sufficienti a cambiare le cose: al contrario, la biologia risponde solo ad azioni concrete che nascano dalla disponibilità della persona a fare.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per la persona coinvolta, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette diagnosi online.
Per un dettagliato approfondimento è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui questo testo è un estratto.
foto di anita berghoef



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