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Qualcuno è mai guarito con le terapie alternative? LA GUARIGIONE PARTE 3

...Continua dalla PARTE 2: Il significato della parola 'guarigione'

3) Ora dovrebbe essere già chiaro che "guarito" e "malato" sono status che non esistono nella realtà.
Passiamo allora dal guarire al "vivere bene", e facciamo conto che la domanda C'è qualcuno che è guarito? sia più precisa:
C'è qualcuno che, dopo una diagnosi, non ha seguito cure convenzionali ma ha fatto scelte "alternative" e vive bene?

Ovviamente sì, perchè in medicina non esiste una unica strada da percorrere: il Processo Decisionale Condiviso tra medico e paziente serve proprio a scegliere la strada più adeguata alla singola persona, punto di incontro tra evidenze di efficacia, esperienza del medico e preferenze del paziente (principi di EBM).

Poichè le "malattie" hanno origine generalmente ignota o poco chiara e le prove di efficacia delle terapie al giorno d'oggi sono molto scarse; poichè allo stesso tempo siamo in una cultura di guerra che anche nella salute alimenta una forte spinta all'armamento tecnologico, persino esasperata dal problema dilagante della "medicina difensiva", una larga parte di persone fugge dalla pressione interventista di una medicina che, suo malgrado, troppo spesso non può dare garanzie.
L'esodo dall'interventismo disumanizzato e bellicoso avviene verso qualsiasi altra cosa, dalla spiritualità alla magia e principalmente verso le terapie cosiddette "alternative" che tipicamente sono più conservative.
Come c'è una tendenza per i medici a trincerarsi nella "medicina difensiva", potremmo dire che c'è una tendenza per i pazienti a trincerarsi dietro "terapie difensive". Il gergo militare in questa epoca è molto appropriato.

Se adesso prendiamo il caso già citato dei tumori alla tiroide (2), la domanda fatta da chi sente di prediligere un intervento conservativo, diventerebbe:
C'è qualcuno che, in seguito ad una diagnosi di cancro alla tiroide, ha deciso di non intervenire, magari ha preso qualche fitoterapico e ora vive bene?

Senza dubbio: questa scelta terapeutica sarebbe stata "alternativa" e osteggiata fino a ieri, invece oggi le evidenze scientifiche raccomandano di non intervenire nel 90% dei casi.
Ciò non significa che l'intervento (anche chirurgico) non sia MAI raccomandato, ogni caso va valutato! Ma rende l'idea di quanto le linee guida siano convenzioni in continua mutazione e, con loro, i confini tra "convenzionale" e "alternativo".
Molti si accorgeranno che il caso della tiroide non è affatto un'eccezione, soprattutto quando inquadrato in quella recente corrente conservativa della medicina detta Less Is More.
La medicina non è fatta di certezze granitiche né è opportuno costruire dei muri.

Una qualsiasi asserzione perentoria come Nessuno è mai guarito con i metodi alternativi ignora (o finge di ignorare a beneficio di una crociata personale contro gli "altri") cosa sia la malattia, cosa sia la scienza medica (che è tutto fuorchè un sapere monolitico), cosa sia la guarigione (2), rinchiudendosi nel livello burocratico (2b), il più disconnesso dall'esperienza concreta e il più esposto a essere preda della paura.

Chi ha un'esperienza reale e quotidiana con le persone sofferenti ha necessariamente un approccio concreto e totalmente integrativo.
In che senso? Slow Medicine non poteva spiegarlo meglio:
Cosa è scientifico in medicina? E solo ciò che è scientifico ha dignità di cura?

[Nei prossimi giorni continueremo con la PARTE 4: Qualcuno è mai guarito con il Metodo Hamer o con le 5 Leggi Biologiche?]



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