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Seno: tumori, mastite, perdite di siero.

Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie (cioè la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo) è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alla comprensione delle cause, però, è fondamentale imparare ad avere dimestichezza con la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Questo modo di procedere adotta il grado di dettaglio acquisito dalla Formazione Professionale 5LB, che in sè non cerca di dimostrare qualcosa (non in questo contesto), ma fornisce strumenti precisi per permettere a chiunque di verificare questi fenomeni di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.

Se il "cancro" viene comunemente considerato un mostro da sconfiggere, in questa guerra quello al seno ha mediaticamente preso un posto di sicuro rilievo negli ultimi anni.
Quando si è nel panico con un parassita nemico che ci mangia da dentro, c'è poco da essere lucidi su ciò che sta accadendo, qui e ora, al proprio corpo.
Nella confusione e nella complessità della terminologia medica, spesso non si è in grado neanche di essere coscienti da che cosa si sia "affetti", mentre l'unica parola che rimbomba in testa è "cancro".

Facciamo chiarezza in modo semplificato su 2 tra i processi di fisiologia speciale più noti che il seno può manifestare, e con quali nomi vengono generalmente chiamati in medicina.

1) La ghiandola mammaria è una ex ghiandola sudoripara specializzata, che in questa fase evolutiva dell'essere vivente si occupa della produzione di latte per nutrire i cuccioli.
È innervata dal cervelletto (mesoderma antico) e, come tutti i tessuti condotti dal paleo-encefalo, in Fase Attiva aumenta la propria funzione (in questo caso con il fine di una maggiore produzione di latte), gonfiandosi a volte con proliferazione cellulare.
Si tratta dello stesso fenomeno che caratterizza la "montata lattea" di una mamma, la quale, nel momento in cui sente il proprio bambino piangere (ma accade anche con quello di qualcun altro!) può percepire immediatamente l'attivazione delle mammelle, come un inturgidimento improvviso, che ha il semplice ed evidente fine di renderla pronta a nutrire il piccolo.

Questa sensazione viscerale di "c'è bisogno di nutrimento" si presenta in quelle situazioni in cui la donna si trova a dover sostenere qualcuno malato, una situazione di difficoltà nella famiglia, una disputa in casa che resta in sospeso.
Tutte quelle situazioni in cui ha la percezione animale che all'interno del proprio "nido" c'è qualcuno in difficoltà, e che in senso traslato ha bisogno di più nutrimento.

Se non è in periodo di allattamento non produrrà latte ma siero, e se la condizione precaria perdura farà un nodulo tondo e compatto, che si può sentire al tatto ma non fa dolore.
Questo processo di fisiologia speciale viene comunemente chiamato "adenocarcinoma", ovvero tumore della ghiandola.
Così osservato, ci troviamo di fronte ad un fenomeno che è una disposizione naturale, essenza della maternità, apoteosi dell'archetipo femminile: l'accudimento a protezione della fragilità della vita.

In fase di soluzione PCL, cioè nel momento in cui la situazione nel "nido" si stabilizza, le cellule prodotte in eccesso e che non sono più utili vengono necrotizzate da funghi e micobatteri: ciò può produrre in CE la fuoriuscita di liquido giallastro dai capezzoli, prodotto della caseificazione.

2) Un altro tipo di fisiologia speciale del seno è quella dei dotti lattiferi: questi si occupano di portare il latte materno dalle ghiandole fino all'esterno, al capezzolo.
I dotti si sono creati nell'evoluzione con l'invaginazione dell'epidermide, e sono quindi tessuto ectodermico che ulcera in Fase Attiva (senza sintomi) e gonfia riparando con proliferazione cellulare in fase PCL.
L'ulcerazione ha la funzione di allargare il lume del dotto nel momento in cui il bambino fosse stato "strappato via dal seno" e quindi perso, per permettere al latte, biologicamente non più necessario, di defluire più rapidamente.

Si tratta quindi di situazioni inerenti i figli, ma in senso traslato anche altre persone vicine, "qualcuno che è morto o ha rischiato di morire", "qualcuno che bruscamente è andato via da me".

I sintomi sono percepiti solo in soluzione, ossia a contatto ritrovato o comunque nel momento in cui ci si è messi il cuore in pace rispetto alla separazione/perdita.
In questa fase (PCL-A) i dotti, riparando, gonfiano, fanno stasi e si può sentire molto dolore.
Il processo è chiamato in medicina "carcinoma duttale infiltrante", un nome che induce sicuramente una certa dose di spavento.
I resti cicatriziali di un vecchio processo, finito anche molti anni prima, saranno rilevati comunque da analisi future.
Quella che è chiamata mastite non è altro che un'espressione della fisiologia speciale appena descritta: infatti, il gonfiore del dotto lattifero in PCL-A provoca, dopo qualche mezzora dalla CL, la tipica ostruzione e stasi del canale, impedendo temporaneamente il flusso del latte.


In entrambi i casi i sintomi possono comparire sul seno destro o sul sinistro, e la lateralità del seno coinvolto ha grande rilevanza perchè può dare informazioni importanti sull'ambiente in cui l'organismo ha iniziato la reazione fisiologica speciale.

Il seno non è un organo vitale, si può vivere anche senza, e in effetti per questo motivo la mastectomia (asportazione dell'organo) è una soluzione oggi molto semplice e sicura che mette in tranquillità la persona. A volte, e in certe zone del mondo anche spesso, è una pratica decisamente abusata a fini preventivi.

Non essendo un organo vitale, di solo tumore al seno non si può morire.
Tuttavia il problema percettivo è molto complesso, alimentato da un mantice che soffia senza tregua sul fuoco del panico: l'assunto genetico e metastatico, di cui tratto in questo articolo.


Per applicare queste conoscenze nel concreto è categorica la precisione, così è importante non farsi autodiagnosi e non modificare alcun trattamento medico, ma, nei limiti di queste informazioni che non pretendono di essere complete, osservare i processi così come sono con soli fini didattici.
Le Leggi Biologiche non sono una terapia ma una precisa mappa di lettura che può essere consultata in qualsiasi ambito disciplinare e terapeutico.
Per la pluralità delle variabili è inoltre impossibile e irrispettoso per la persona coinvolta, anche in presenza del miglior medico o esperto nel campo, fare corrette diagnosi online.
Per un dettagliato approfondimento, è consigliato lo studio del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, di cui il testo è un estratto sintetico.



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