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Frode o 'svista' globale? I numeri del Covid19 gonfiati del 90%

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I numeri dei decessi causati dal Covid-19 non sono mai stati riferibili al virus Sars-Cov2, nel mondo e soprattutto in Italia.

Questo lo sappiamo anche meglio di altri, perchè consideriamo quei fattori iatrogeni e psicosociali che mediamente nessuno prende in considerazione: infatti diciamo "Covid19 non è un virus. É un fenomeno sociale."

C'è poi stata la questione, importantissima ma trascurata, delle autopsie che sono state ostacolate a livello istituzionale e di quei morti classificati Covid anche se non lo erano affatto.

Il problema è che sui suddetti numeri si è stabilita la pericolosità di una "pandemia", la quale presunta pericolosità ha giustificato tutte quelle decisioni politiche globali che hanno devastato le società alimentando le statistiche dei decessi.

Ora le cose diventano ancora più palesemente scandalose.
Perchè non solo ci sono state una serie di procedure rocambolesche e manipolazioni che hanno falsato e falsificato il numero di morti fin dal principio, e che ci si ostina a perpetrare, come ricorda il governatore Zaia al 27 agosto 2020:

«In Italia si decide che un paziente in ospedale positivo diventa paziente Covid, poi magari è lì per altre patologie [...] Il timbro di fabbrica te lo dà la positività.
Se nell’evoluzione della sua malattia ha negativizzazione, resta comunque un paziente Covid per le statistiche, quindi se perde la vita andrà nella contabilità del paziente Covid che ha perso la vita. È un assurdo, ma oggi si ragiona così.»

Quindi non solo si permette di falsificare i decessi Covid secondo un "assurdo, ma va così", oggi si scopre anche che i tanti positivi definiti con il test tampone sono per la quasi totalità FALSI. La quasi totalità dei positivi sono in realtà negativi.

Eh??
Hai capito bene, quei numeri e grafici che vedi in televisione e sui giornali, i "contagiati", non solo si tratta di persone sanissime senza sintomi, ma persino di persone che neanche hanno il Coronavirus in corpo.
Quindi? Tutti sani e senza traccia di virus? Dove sarebbe la pandemia??

Il New York Times sintetizza così la questione: i test standard stanno diagnosticando un numero enorme di persone che potrebbero essere portatrici di quantità insignificanti del virus.

Test tampone Coronavirus

In sostanza, soprattutto in questo periodo di cosiddetta "seconda ondata", un uso sconsiderato del test PCR sta chiamando "positivi" e "contagiati" individui che non lo sono affatto, messi in quarantena senza motivo, una massa di "innocenti" che crea un rumore di fondo nei dati tale da rendere impossibile il tracciamento delle persone effettivamente "contagiose".

A questo punto vuoi vedere che anche molti dei pazienti deceduti per altri motivi, ritenuti "positivi", in realtà non lo erano e hanno solo ingrassato le statistiche del terrore?

Ora ti spiego in che modo si sta abusando dei test tampone.


UNA PANDEMIA DI TEST

Ci sono tanti modi per fraintendere o manipolare le statistiche dei tamponi, un test che già sapevamo essere poco affidabile
Un modo è esasperandone la sensibilità.
Io personalmente di questo eccesso di sensibilità non ero fino ad oggi a conoscenza.
Capiremo più avanti che, più che di una super-sensibilità del test in sè, si tratta di una forzatura, un abuso che è stato fatto del test stesso.

I famosi tamponi PCR infatti rispondono solo "SI/NO" alla presenza di un RNA, senza alcuna valutazione quantitativa sul rilevamento.
Il sistema amplifica la materia genetica del virus in cicli di amplificazione: minore è il numero di cicli necessari, maggiore è la quantità di virus, o carica virale, nel campione.
Maggiore è la carica virale, maggiori sono le probabilità che il paziente sia contagioso (ricorda: quando uso la parola "contagio", la uso sempre nel contesto del modello della odierna microbiologia).
Questo numero di cicli di amplificazione necessari per trovare il virus, chiamato soglia del ciclo, non è mai incluso nei risultati inviati ai medici e ai pazienti, sebbene sia il valore che indica il grado di infettività.

Ebbene, una revisione del Times ha rilevato che in Massachusetts, New York e Nevada, fino al 90% delle persone risultate positive al test non ospitava quasi nessun virus.
Il 90% dei cosiddetti "positivi" non ha alcun Coronavirus in corpo.

Dice il NYT: "Se i tassi di contagiosità in Massachusetts e New York dovessero applicarsi a livello nazionale, allora forse solo 4.500 di quelle persone potrebbero effettivamente aver bisogno di isolarsi e sottoporsi alla ricerca dei contatti."
Su 330 milioni di persone solo 4000 sarebbe opportuno che stessero in quarantena.

Allora, dice il dottor Michael Mina, epidemiologo presso la Harvard TH Chan School of Public Health, basare le scelte di politica pubblica su questo test è "irresponsabile".


QUELLA "SVISTA" SUL MOLTIPLICATORE DEL TEST PCR

La soluzione a questa "pandemia di test" fuori controllo, sarebbe imporre un limite al numero di cicli di amplificazione del test PCR.
La maggior parte dei test imposta il limite a 40, alcuni a 37.
Ciò significa che sei ritenuto positivo e "contagiato" con il Coronavirus se il processo di test ha richiesto fino a 40 cicli.

"I test con soglie così elevate possono rilevare non solo virus vivi ma anche frammenti genetici, residui di infezioni che non presentano rischi particolari... 
come trovare un capello in una stanza molto tempo dopo che una persona se ne è andata", ha detto il dott. Mina.

"Qualsiasi test con una soglia del ciclo superiore a 35 è troppo sensibile, concorda Juliet Morrison, virologa dell'Università della California, Riverside.
"Sono scioccata dal fatto che la gente pensi che il valore 40 possa rappresentare un positivo".

Il dottor Mina dice che fisserebbe il valore a 30, o anche meno.
Un tale livello richiederebbe che la quantità di materiale genetico nel campione di un paziente fosse da 100 a 1.000 volte quella dello standard attuale, affinché il test restituisca un risultato positivo, e sul quale valga la pena agire.

[Inciso di aggiornamento: ho steso questo articolo a poche ore dalla pubblicazione della notizia sul NYT.
Mi sono quindi preso qualche giorno per osservare gli eventi: infatti, in seguito a queste dichiarazioni il Dott.Mina è stato aggredito, come accade ormai di routine nel dibattito scientifico, di cui è rimasto veramente nulla sia del dibattito che dello scientifico.
Così il Dott. Mina ha voluto mettere in chiaro un paio di concetti che riporto: che lui non intendeva dire che sopra i 30 cicli il test sia da considerarsi negativo, e che comunque a 40 cicli è probabile che la persona sia venuta in contatto in passato col virus e presenti tracce residue.
Mina dice: chiedo solo che vengano dichiarati i valori di amplificazione per riportare un'informazione completa e corretta.

Va bene. Eppure, sinceramente, che sia chiamato "positivo" qualcuno che non ha alcun sintomo né tantomeno ha alcuna possibilità di essere contagioso, non cambia il fatto che si tratti di una persona sana, quindi è comunque irragionevole e irresponsabile che sia conteggiata nelle liste degli infettivi pericolosi né messa in quarantena.
D'altra parte in queste ore si sono susseguiti numerosi pareri dello stesso tenore, tra i quali una ricerca del Center for Evidence-Based Medicine di Oxford, la quale sostiene che i test oltre un certo limite di amplificazione dovrebbero riportare risultato negativo; che l'infettività si protrae non oltre i 10 giorni; che ci sono troppe persone tracciate e messe in quarantena inutilmente; che questa confusione di dati ha condotto ad una sovrastima della portata della pandemia. Fonte: BBC]

Te lo faccio capire in metafora che cosa significa.
Immagina che tu chieda di trovare un essere umano in questa immagine.
Il tecnico esegue uno zoom di 40 volte, trova dei pixel rosa, più o meno color carne, e ti dice "positivo, ho trovato un essere umano!!".

Test tampone amplificazione

Lo stesso CDC suggerisce che è estremamente difficile rilevare qualsiasi virus vivo in un campione al di sopra di una soglia di 33 cicli. Fonte: CDC

Eppure i funzionari di alcuni laboratori statali hanno affermato che il CDC non ha mai chiesto loro di annotare i valori soglia o di condividerli con le organizzazioni che tracciano i contatti.

"È per me strabiliante che le persone non registrino i valori dei cicli da tutti questi test, restituendo solo un positivo o un negativo", ha detto Angela Rasmussen, virologa della Columbia University di New York.

I funzionari del Wadsworth Center, laboratorio statale di New York, hanno invece accesso ai valori di amplificazione dei test che hanno elaborato.
Ebbene, su richiesta del Times nel luglio 2020, il laboratorio ha identificato 794 test positivi che sono stati valutati su una soglia di 40 cicli.
Circa il 70% di questi non sarebbe stato giudicato positivo se i cicli fossero stati limitati a 30!

"In Massachusetts, dall'85 al 90% delle persone che sono risultate positive a luglio con una soglia del ciclo di 40 sarebbero state ritenute negative se la soglia fosse stata di 30 cicli", ha detto il dott. Mina. "Direi che nessuna di quelle persone dovrebbe essere tracciata, nemmeno una".


Ora io mi faccio anche una domanda: nella fase 1 è stato considerato un limite di cicli di amplificazione? E su quali valori hanno lavorato i laboratori? Sono stati annotati questi valori??

Altri esperti, informati di questi numeri, sono rimasti sbalorditi.
"Sono davvero scioccato dal fatto che potrebbe essere così alta la percentuale di persone positive solo a causa di un così alto valore di cicli", ha detto il dottor Ashish Jha, direttore dell'Harvard Global Health Institute.
"Ragazzi, questo cambia davvero il modo in cui dobbiamo pensare ai test"

Insomma il test PCR, per gli amici "il tampone", non dovrebbe essere mai usato per prendere decisioni politiche e sociali.
D'altra parte lo diciamo fin dal primo periodo, perchè gli stessi produttori si sono sempre tutelati dichiarando ciò esplicitamente: Il risultato del rilevamento di questo prodotto è solo per riferimento clinico e non deve essere utilizzato come unica evidenza per la diagnosi e il trattamento clinici.
Fonte: produttore
Quindi non solo il PCR è inadeguato per prendere decisioni politiche, ma nemmeno per quelle cliniche.


SERVONO TEST MENO SENSIBILI

Il dottor Michael Mina dice allora che servono test rapidi e poco sensibili, diversi dal PCR, che stanno arrivando ora sul mercato. Dice che andrebbero intensificati, e forse non a caso l'amministrazione Trump ha annunciato proprio settimana scorsa l'acquisto di 150 milioni di pezzi.

Un test poco sensibile "potrebbe non rilevare tutte le persone contagiose, ma sicuramente rileverà le persone che lo sono maggiormente, compresi i superdiffusori", ha detto il dottor Mina. "Questo fatto da solo porterebbe le epidemie praticamente a zero."

Fonte delle citazioni: New York Times


UNA SOVRADIAGNOSI COLLETTIVA E PLANETARIA

La necessità di ridurre la sensibilità degli strumenti diagnostici ci ricorda che nel mondo della salute quasi sempre "meno è meglio" (less is more), e che troppa tecnologia e una precisione ossessiva conducono raramente a più salute e, anzi, producono malati.

Il nostro più grande problema oggi con il Covid19 è un eccesso di diagnosi di livello planetario, che anche senza l'apporto di alcun virus sta provocando danni incommensurabili alla salute e alla vita di tutti.
Ad aprile ho parlato esplicitamente di un fenomeno di "sovradiagnosi sociale" con questo articolo specifico.


Ma allora... di cosa hanno discusso finora i virologi?
Non sapevano come funziona lo strumento di elezione della virologia, il gold standard della diagnosi per il Covid19?
Di cosa hanno parlato finora sui media?
Qualcuno nascondeva gli abusi di laboratorio sul PCR?
Qualcuno ha preferito occultare il problema per sostenere la narrazione del terrore?

Il 90% delle persone dichiarate positive - almeno in questo periodo negli USA che sembrerebbero ancora in una condizione più critica della nostra - non ha neanche una traccia di virus o ne ha dei resti irrilevanti.
Se tutti gli Stati Uniti d'America fossero coperti dal test tampone, cioè se ne fosse sottoposto il 100% dei cittadini, solo 4000 individui dovrebbero essere messi in quarantena.
Ricordatevelo al prossimo lockdown, che qualcuno vorrà giustificare con delle statistiche.

Ricordatevi di questi dettagli tecnici in cui si nasconde il diavolo, perchè saranno il pretesto per chi vorrà mistificare le bronchiti e i raffreddori che si presenteranno naturalmente e in massa questo inverno, per farne di nuovo e senza tregua uno stato di emergenza.

Su questi numeri senza fondamento, ancora in questo periodo le stesse istituzioni stanno minacciando la sostenibilità delle scuole, devastando l'educazione e la sanità.
Sono numeri falsi, gonfiati, che ogni giorno soffiano sul terrore e hanno già incrinato la nostra società.

Ditemi che sbaglio, ma questa per me è una frode.
Come quelle a cui abbiamo già assistito negli anni scorsi e che hanno coinvolto direttamente l'OMS, ma questa volta di proporzioni mai viste.
E se invece è stata solo "una svista", allora sarà un crimine che andrà punito nel momento in cui si dovesse perseverare a ignorare il clamoroso errore.


Covid19 non è un virus, è un fenomeno sociale.



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