I diari di Anthony Fauci e il "Governo della Scienza": il complotto come metodo di gestione pubblica

Mauro Sartorio
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Questa è grossa e dobbiamo lasciarne testimonianza: la pubblicazione delle 1.141 pagine dei diari privati (ma su dispositivi del governo) di Anthony Fauci sulla gestione della pandemia (Fonte: CNN) ha rivelato la doppia faccia dell'immunologo: in privato esitante e ponderato, in pubblico dogmatico e autoritario. Qui i diari integrali.
Il dibattito oltreoceano si è immediatamente polarizzato: per i progressisti Fauci ha agito per proteggere le istituzioni sanitarie dalla furia politica di Donald Trump; per i conservatori ha mentito per difendere il proprio ego, la propria immensa notorietà e i finanziamenti della sua agenzia al laboratorio di Wuhan.
Ma focalizzarsi su questa dicotomia significa perdere di vista il dato più macroscopico: al di là della natura delle sue motivazioni — che si tratti di nobile difesa dello Stato o di meschina autoconservazione — i diari offrono la prova documentale di un "doppio binario" sistematico, un metodo di governo basato sulla manipolazione consapevole dell'opinione pubblica attraverso il principio di autorità.

La fabbrica della certezza pubblica e il bluff dei Lockdown

I diari rivelano una discrepanza strutturale tra ciò che "la scienza di Stato" valutava a porte chiuse nell'incertezza e ciò che veniva imposto alla popolazione come dogma indiscutibile:
  • L'inutilità conclamata dei Lockdown 
    Mentre nel 2022 Fauci dichiarava pubblicamente "Mostratemi una scuola che ho chiuso e mostratemi una fabbrica che ho chiuso. Mai. Non l'ho mai fatto" (NYT), i suoi diari del marzo 2020 celebrano il "Big Day" in cui annota di aver convinto personalmente il sindaco di New York e lo staff del governatore della California a chiudere tutto. Fonte: FoxNews
    Ma l'aspetto più interessante emerge il 18 giugno 2020, quando Fauci ammetteva in alcune email che la trasmissione virale non sembrava minimamente influenzata dai lockdown: "Sono ossessionato dall'aumento dei casi che non sembrano essere correlati ad aperture o chiusure o a grandi folle". "Sembra che stiamo cercando le chiavi perdute sotto la luce del lampione" [stiamo cercando la soluzione al problema nel posto più visibile, ma non è il posto giusto NDT].
    Nonostante tale consapevolezza di inutilità delle quarantene (in verità da prima che si iniziassero), la linea pubblica è rimasta quella dell'intransigenza draconiana, dell'aggressione verso chi proponesse un allentamento delle chiusure (chiese "una rapida e devastante soppressione del documento della Great Barrington Declaration", gruppo internazionale di epidemiologi che contestava i lockdown), condannando milioni di cittadini a restrizioni economiche e sociali che si mostravano prive di efficacia sanitaria. Fonte: Washington Examiner
  • La falsa letalità 
    Ricordi il mantra "10 volte più letale di una influenza stagionale"? Mentre scienziati del calibro di Ioannidis cercavano di affermare sommessamente i dati ci dicono essere una influenza stagionale un po' severa, ma non una catastrofe.
    In una nota del febbraio 2020, registrando i dettagli di una telefonata con l'ex direttore del CDC
    Tom Frieden, Fauci scriveva che il virus si stava comportando come una brutta influenza e che, a causa di un numero di contagiati reali molto più alto di quello ufficialmente tracciato (il cosiddetto denominatore), il tasso di letalità reale stimato era "più vicino allo 0,2-0,3% piuttosto che al 2,0%". In sostanza Fauci diceva le stesse cose di Ioannidis.
    Però poche settimane dopo quell'appunto, Fauci testimoniò davanti al Congresso che la letalità ufficiale fosse intorno al 3% e che, pur calcolando gli asintomatici, si sarebbe attestata intorno all'1%, definendo il COVID-19 un mostro "10 volte più letale di un'influenza stagionale". Fonte: FoxNews
  • L'Origine del Virus e la verità dell'Intelligence 
    Fauci definiva pubblicamente l'ipotesi della fuga dal laboratorio di Wuhan "una possibilità molto, molto, molto, molto remota". Quattro molto. Fonte: NYT 2021 
    Nei diari registrava che 9 scienziati internazionali su 11, in un vertice riservato a inizio 2020, ritenevano la manipolazione in laboratorio la pista più probabile. Fonte: NYT
    In una pagina del suo diario datata 26 gennaio 2020, Fauci osserva che "ora sappiamo che il mercato di Wuhan non era la fonte, ma l'amplificatore".
    Questa intuizione iniziale ha trovato un riscontro nelle successive indagini delle massime istituzioni di sicurezza americane: sia l'FBI (Federal Bureau of Investigation) sia il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DoE) hanno formalmente concluso che la pandemia ha avuto origine con grande probabilità da un incidente all'interno del laboratorio cinese di Wuhan, smentendo la narrativa del salto di specie nel mercato di Wuhan, difesa per anni da Fauci.
    Ora molto dello scontro politico si consuma qui: Fauci, attraverso l'istituto nazionale per la salute, ha finanziato il Wuhan Institute of Virology per studi volti a potenziare la trasmissibilità dei virus negli umani (gain of function)?
    I conservatori USA, che hanno anche scritto una legge che vieta tale pratica, stanno cercando di imputare al direttore la responsabilità di ricerche eticamente discutibili, di fatto addossandogli la colpa per l'intera pandemia. In qualche intervista del passato Fauci sostenne che i vantaggi scientifici di una tale ricerca valevano il rischio, ma ora è chiaro che finirebbe per diventare il capro espiatorio di qualcosa molto più grande di lui.
    Noi in 5LB Magazine ci sottraiamo al dibattito tra laboratorio e zoonosi, perché discutiamo l'esistenza stessa del patogeno e soprattutto perché la catastrofe iatrogena basta e avanza per spiegare la pandemia.
    Quindi proseguiamo l'analisi della vicenda, che ci interessa da una prospettiva più ampia.


Il tabù dell'efficacia del vaccino e l'ombra delle "Royalties"

Il doppio binario ha toccato anche la gestione della campagna vaccinale, dove l'imperativo politico ha oscurato la trasparenza scientifica ed economica:
  • I dubbi sull'efficacia reale
    Pubblicamente la Casa Bianca e le agenzie sanitarie mondiali hanno impostato l'introduzione dei vaccini e i successivi obblighi sull'assunto che il farmaco avrebbe garantito l'immunità e azzerato il contagio. Anche se era già noto, benché mediaticamente occultato, che gli studi dell'industria non fossero concepiti per fermare il contagio.
    Nei diari emerge che Fauci annotava l'incertezza dei dati reali che giungevano dagli studi approfonditi in Israele, i quali mostravano come le infezioni tra i già vaccinati (breakthrough) non fossero affatto aneddotiche e che l'efficacia nel bloccare il contagio stesse calando molto più rapidamente del previsto. Questa consapevolezza interna non è mai stata tradotta in una comunicazione trasparente, per il timore politico di minare l'obbligo e alimentare l'esitazione vaccinale. Fonte: Washington Times
  • Il business segreto delle Royalties 
    Sul fronte economico, documenti d'ufficio allegati dalla organizzazione OpenTheBooks rivelano che Fauci si è sistematicamente opposto alla divulgazione pubblica dei dati relativi alle royalties (i diritti economici e finanziari) che scienziati e membri dei comitati scientifici governativi ricevevano dalle aziende farmaceutiche produttrici (Pfizer e Moderna). Il segreto è prassi del National Institutes of Health (NIH), ma giustamente qualcuno ora pretende trasparenza.
  • Il presunto danno da vaccino per Fauci
    Il caso più clamoroso riguarda la salute stessa dello scienziato. Nel giugno 2021 Fauci descrive nei suoi appunti lo shock di aver ricevuto una diagnosi di infarto polmonare (provocato da un coagulo di sangue nei polmoni) dopo una TAC d'urgenza presso l'ospedale Johns Hopkins, a circa sei mesi dalla somministrazione del vaccino. Mentre affrontava privatamente questa grave condizione — inserita dalle stesse agenzie governative tra i possibili eventi avversi da monitorare — e assumeva farmaci anticoagulanti, Fauci ha scelto di non divulgare la notizia. Davanti alle telecamere ha però continuato a minimizzare i rischi correlati. Se questo può essere comprensibile, non lo è l'atteggiamento istituzionale che sistematicamente denigra e delegittima qualsiasi dubbio e sospetto di correlazione, privando i cittadini di una valutazione onesta sul rapporto rischi-benefici.

L'epilogo al Senato: Il silenzio metodico

Nell'infuocata audizione parlamentare al Senato del 29 luglio 2026, guidata dal senatore Rand Paul che ha messo Fauci di fronte ai propri diari, l'ex superconsulente della Casa Bianca ha rinunciato a difendersi.
In un drammatico confronto durato oltre tre ore, su consiglio dei suoi legali Anthony Fauci si è trincerato dietro il silenzio, rifiutandosi di rispondere a ben 111 domande specifiche poste dalla commissione (da lui definita ostile), per evitare contraddizioni con le precedenti dichiarazioni per cui rischierebbe l'incriminazione per spergiuro e falsa testimonianza al Congresso (un reato federale). 
Ha pronunciato per 111 volte la medesima formula, avvalendosi dei diritti garantiti dal Quinto Emendamento della Costituzione americana, rifiutandosi di rispondere anche a domande basilari come "Di che colore è la cravatta?", nel timore che qualsiasi ammissione potesse aprire la strada a procedimenti penali. Per la scelta di restare in silenzio Fauci rischia comunque un'incriminazione per oltraggio al Congresso. Fonte: Il Sole 24 Ore


L'epurazione dei dissidenti: L'Inquisizione della Scienza di Stato

Se ora tutto questo rientrasse nel normale procedere di un uomo di scienza attraverso un fenomeno ignoto, di cui nessuno ha mai avuto esperienza prima, e quindi Fauci ora dicesse: ho cambiato idea più volte perché ho imparato nel tempo, i dati erano confusi, dovevo gestire grandi pressioni, ho fatto del mio meglio... beh, probabilmente non ci sarebbero problemi. Ma non è andata così.
Chi si è ritrovato nell'insano ruolo di impersonare "la scienza" ha preso decisioni in suo nome, con la paura di cadere in errore sotto il peso di responsabilità insostenibili per qualunque essere umano. 
Nella scelta tra la via dell'umiltà e dell'onestà o quella della manipolazione e del narcisismo, la seconda appare la più comoda per gestire una politica emergenziale che pretende dal proprio pastore fermezza, sicurezza e infallibilità, perché è ciò di cui il gregge ha bisogno (soprattutto quando è in preda al panico).
Fatto sta che tale recita Sci-Fi si è riverberata nella comunità scientifica globale con conseguenze drammatiche: un culto dogmatico della "Scienza" ipertrofico, un opprimente regime totalitario infiltrato a cascata nelle istituzioni di tutto il mondo, una metodica distruzione del dibattito, violenza, autoritarismo, soffocamento di ogni parere divergente (le famose pecore nere). 
Siccome la "scienza del Covid" era debole, per mantenere l'illusione del consenso unanime l'apparato politico e mediatico (affidato al volto-guida di Fauci) ha scatenato una caccia alle streghe contro la comunità scientifica indipendente.
Una moltitudine di menti eccelse — medici di fama internazionale, epidemiologi e ricercatori pluripremiati — sono stati sistematicamente ostracizzati, aggrediti professionalmente e cancellati dalla scena pubblica. Scienziati che esprimevano gli stessi identici dubbi che Fauci annotava privatamente nei suoi diari (sull'inutilità delle chiusure, sui limiti dei vaccini, sull'origine di Wuhan) sono stati marchiati pubblicamente di ciarlataneria, "diffusori di fake news", "pericoli per la salute pubblica".
Non si è trattato di un normale dibattito accademico, ma di una violenza istituzionale: gogna mediatica, finanziamenti alla ricerca revocati da un giorno all'altro, cattedre universitarie congelate e interdizioni dagli ordini professionali; riviste scientifiche di prestigio rifiutavano di revisionare studi contrari alla narrativa ufficiale; gli algoritmi dei social media, coordinati dietro le quinte dalle agenzie governative, oscuravano i profili dei dissidenti.
Questo meccanismo di cancellazione ha ferito a morte la dignità di professionisti irreprensibili, molti dei quali portano ancora oggi i segni di un'epurazione che li ha privati del lavoro e della reputazione. 
La loro colpa? Aver fatto scienza laddove il potere esigeva solo obbedienza e fede cieca nel dogma di Stato. E alla fine di tutto questo ci resta un'immagine del periodo pandemico che non ha più niente di reale né di scientifico.
Lo dicevamo nel giugno 2020: "stiamo assistendo alle contraddizioni di una politica terrorizzata dalle proprie responsabilità, che ora preferisce perpetrare i propri errori e proteggere una narrativa fallace pur di salvarsi la faccia". Non si è trattato di altro se non di medicina difensiva su scala planetaria.

Per rievocare il clima nazista che molti di noi hanno attraversato controcorrente con rabbia, frustrazione e umiliazione (in memoria anche di chi non l'ha superato) e che alcuni invece avranno provato a rimuovere dalla memoria, riportiamo un elenco di citazioni famose che il giornalista Max Del Papa ha raccolto meticolosamente nel video e in questo suo articolo:

  • Campi di sterminio per chi non si vaccina. Giuseppe Gigantino, cardiologo.
  • Speriamo non si arrivi alla coercizione. Ma se il buon senso non prevale... Bruno Vespa
  • La soluzione è una sola: CAMPO DI CONCENTRAMENTO! Se fosse per me costruirei anche due camere a gas. Marianna Rubino, medico.
  • A Natale una grande tavolata solo se parentela tutta vaccinata, per il cugino che non ha fatto il vaccino solo un tramezzino nello stanzino  Nino Cartabellotta, gastroenterologo titolare Fondazione Gimbe
  • I cani possono sempre entrare, solo voi come è giusto resterete fuori. Sebastiano Messina, giornalista.
  • Vagoni separati per non vaccinati. Mauro Felicori, assessore.
  • Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile. Stefano Feltri, giornalista.
  • I novax, fuori dai luoghi pubblici. Eugenio Gianni, presidente Regione Toscana.
  • Mettiamo un cartello al collo di quelli che non si vaccinano. Angelo Giovannini, sindaco di Bonporto
  • Stiamo aspettando che i novax si estinguano da soli. Paolo Guzzanti, giornalista.
  • Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come sorci. Il vaccino è sicuro. Roberto Burioni, virologo.
  • I vigliacchi imboscati in guerra li fucilvano. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario. 
  • Dobbiamo farci la terza dose, è ovvio. Ilaria Capua, veterinaria virologa.
  • Imbecilli senza neuroni, Andrea Margelletti, stratega, consigliere ministeriale.
  • Non chiamateli Novax, chiamateli col loro nome, delinquenti. Alessia Morani, PD. 
  • Gli va fatto il test psichiatrico. Carlo Nordio, ex procuratore, guardasigilli, Fratelli d'Italia
  • Vanno messi in zona rossa. Matteo Renzi, Italia Viva. 
  • Non possono dare la comunione. Monsignor Franco Agnesi, vicario diocesi di Milano.
  • Gente con dissonanza cognitiva. Giorgio Palù, ex presidente AIFA.
  • Madonna, quanto vorrei un virus che ti mangia gli organi in 10 minuti riducendoti a una poltiglia verdastra. Selvaggia Lucarelli, giornalista.
  • Mi divertirei a vederli morire come mosche mentre mi ubriaco. Andrea Scanzi, giornalista, citando Lorena Verrucchi.
  • I rider devono sputare nel loro cibo. David Parenzo, giornalista.
  • Non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire. Mario Draghi, presidente del Consiglio. 
  • Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla, poi altro mi verrà in mente. Francesca Bertellotti, infermiera.
  • Provo un pesante odio verso i novax. JAX cantante. 
  • Se riempiranno le terapie intensive, mi impegnerò per staccare la spina. Carlotta Saporetti, infermiera.
  • Non siete vaccinati? Toglietevi dal cazzo. Stefano Bonaccini, ex presidente Emilia Romagna. 
  • Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come in Ruanda con lo sterminio dei Tutsi. Alfredo Faieta, giornalista.
  • Il Green Pass è un ottimo strumento di tortura. Renato Brunetta, ex ministro.
  • Serve Bava Beccaris, vanno sfamati a cannonate. Giuliano Cazzola, ex sindacalista, giornalista.
  • Mandategli i carabinieri a casa a ste teste de cazzo. Luca Telese, giornalista.
  • Vi renderemo la vita un inferno, vi faremo impazzire. Pierpaolo Sileri, viceministro della salute 5 Stelle. 
  • Niente vaccino? Allora non entrino nei ristoranti e nei negozi. Alessandro Gassman, attore
  • Me so fatto er vaccino e ho detto aaah, se sta bbene, io so' n'Astrazecone, ma chi nun se 'o fa è solo 'n probblema de gnoranza, so' gnoranti. Claudio Amendola, attore
  • Chi non vuole il greenpass (cioè non si vaccina) stia chiuso in casa, non c'è Salvini che tenga. Claudio Bisio, comico
  • Ripijateve: voi novax siete come i terrapiattisti. Maneskin, gruppo musicale
  • Ciarlatani coprofili, mangiamerda novax. Giuseppe Brindisi, conduttore
  • No ai ciarlatani su facebook, io mi vaccino perché mi fido delle istituzioni. Samantha Cristoforetti
  • Colpevoli di non essersi vaccinati, debbono pagare almeno una parte delle cure mediche. Costituzionalista Sabino Cassese, PD
  • Niente scuola ai bimbi non vaccinati; rapporti sessuali meglio da soli, comunque con maschera e mai oltre i 15 minuti. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario. 
  • A casa mia i non vaccinati non entrano. Viroassessore pugliese Lopalco
  • I novax dovranno pagarsi i ricoveri. Assessore alla sanità del Lazio Alessio d'Amato
  • Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax? Laura Cesaretti, giornalista. 
  • Prego Dio che si infettino fra loro e muoiano velocemente. vicesindaco Giovanni Spano
  • Il lockdown non basta, vanno obbligati a forza. Maurizio Landini, segretario CIGL.
  • I novax sono i nostri talebani, Giovanni Toti, ex presidente Liguria.
  • Sarò felice di mettergli le sonde nei posti giusti, lo farò con un pizzico di piacere in più. Cesare Manzini, infermiere.
  • Vi curo ma mi fate schifo. Umberto Gnudi, primario
  • Più duri, discriminare ovunque chi non si vaccina. Filippo Maiolini, medico
  • Il Covid gli sembrerà una gita rispetto a quello che gli faremo. Vania Zavater, infermiera
  • Sono criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi. Matteo Bassetti, medico. 
  • Campi di concentramento e anche forni per tenerli al calduccio. Fausto Di Marco, medico.
  • Li intubo senza anestesia, poi gli chiedo come stanno. Sara Dalla Torre, infermiera.
  • Li odio, ho un rifiuto intellettuale per loro. Simonetta Matone, ex magistrato, Lega.
  • Chi ha dubbi sarà zittito, nessun diritto di parola. Andrea Romano, PD.
  • Sono come i sieropositivi, non possono insegnare o fare i medici. Paolo Crepet
  • Mettetegli una spilla, li voglio riconoscere. Giancarlo Loquenzi, giornalista. 
  • Sono terroristi, dategli la caccia. Klaus David, giornalista. 
  • Per me possiamo murarli a casa. Marta Ottaviani, giornalista.
  • Basta democrazia, arrestiamoli. Agostino Miozzo, medico. 
  • Quando entro alla RAI mi eccito a tirar fuori il Green Pass. Tommaso Labate, giornalista.
  • Bisogna prenderli e costringerli a vaccinarsi. Lo stato prenda per i collo i refrattari. Lucia Annunziata, giornalista PD.
  • Non date notizie positive, bisogna terrorizzarli. Roberto Speranza, ex ministro della salute. 
  • Chi non si vaccina è un egoista, un opportunista, un irresponsabile, un parassita. Licia Ronzulli, Forza Italia
  • Non si invochi la libertà per non vaccinarsi. Sergio Mattarella, presidente.


In tutta questa vergogna spregevole sostenuta dal pensiero magico della pozione immunizzante, i produttori dei famosi farmaci non hanno mai affermato che i loro prodotti fossero studiati per fermare il contagio: un fulmine fu Janine Small, dirigente Pfizer, che nel 2022 disse al Parlamento Europeo “non abbiamo mai pensato di testare i vaccini sulla trasmissibilità”. 
Dunque è stato dato tutto per scontato e ripetuto a tamburo battente da politici e media manipolati dallo scientismo di Stato, al cui capo poniamo necessariamente, tra gli altri, Anthony Fauci.
Eppure nella comunità scientifica "dissidente" era noto da subito che i dati fossero lacunosi e insufficienti a sostenere una somministrazione di massa.
Allora dobbiamo pensare che tutte le persone che si sono comportate in quel modo ignobile sono menti deboli, non perché non hanno avuto gli strumenti per capire di essere state raggirate dalle autorità (al netto di atti di corruzione), ma perché si lasciano andare troppo facilmente e volentieri a compiere violenze e soprusi quando si sentono in pericolo. "Eseguivo solo gli ordini" è decisamente meno perdonabile della sola ignoranza.

 
Il "Governo della Scienza" e il complotto come strumento di dominio

La "Scienza", privatamente vissuta come un processo fatto di dubbi, calcoli economici, errori e trattative politiche, pubblicamente viene abusata dall'autoritarismo che la raffigura come un blocco monolitico e infallibile, e questo si chiama propriamente scientismo
Il "principio di autorità" diventa il braccio violento di una strategia politica, chiunque pone dubbi viene marchiato, censurato e radiato dal dibattito pubblico, la gestione della verità è pianificata a tavolino comunicando ciò che è ritenuto utile che la massa creda, per orientarne il comportamento, mitigarne le reazioni e proteggere l'establishment.

La vera lezione dei diari di Fauci non riguarda dunque la polarizzazione politica sulle sue bugie e le reticenze, se fossero a fin di bene o meno, ma supera la cronaca sanitaria mostrando che il complotto è una deliberata convergenza di interessi di élite burocratiche e politiche per gestire informazioni riservate e proteggersi vicendevolmente da responsabilità abnormi.
La storia è costruita sui complotti (Tu quoque Brute!), anche se ai governanti piace che il cittadino medio creda che non esistano, lasciandogli ripetere a pappagallo la parola "complottismo", che peraltro non serve a nessuno visto che la psichiatria offre già il termine corretto "paranoia" (costellazione cerebrale delle retine).


Questo epilogo meriterebbe di finire nella nostra Monografia su Covid-19, che mostra l'evoluzione della nostra consapevolezza sul fenomeno, dal 2020 al 2025, un importante memorandum per affrontare l'epoca dei totalitarismi sanitari. A differenza di altri non abbiamo nulla di cui vergognarci, e lo mettiamo su carta stampata.

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